talentaccio

mi è tornata voglia di scrivere

22 agosto 2026

Perché demonizzare Instagram è sbagliato

Sono iscritto a Instagram da appena due settimane e mi piace moltissimo. Non sono d’accordo con chi demonizza Instagram e i social media in genere e ti dico perché e qual è la mia personale esperienza e il mio punto di vista.

Mi sono iscritto a Instagram per un motivo molto semplice e pratico, volevo vedere cosa stava facendo mio figlio in inter rail. Ho pensato che era molto più facile vedere cosa faceva tramite Instagram piuttosto che con un contatto diretto con lui, sempre molto complicato.

Ho avuto ragione e in più ho migliorato il rapporto con mio figlio. E non me lo aspettavo.

Quando mi sono iscritto ho cominciato a seguire tutti i post di mio figlio e così sapevo sempre dove si trovava nel suo viaggio e cosa stava facendo. In più, mettendogli i like commentando i suoi post, mi sono molto più avvicinato a lui.

Ho visto che apprezza quando gli commento i video e che interagiamo molto di più così, via Instagram, tanto che, udite udite, un giorno mi ha addirittura telefonato per parlare di un commento che gli avevo messo.

Considera che non mi chiama mai. Quindi, per me Instagram ottimo veramente.

Poi, vero che può essere come una droga. Ho notato anche io che quando cominci a scrollare non la finiresti più. E una funzione come questa dello scroll infinito è deleteria per chi non riesce a regolarsi. Lì è vero che bisognerebbe introdurre un limite, magari un timer per cui dopo una certa si blocca e si spegne proprio.

Detto questo, secondo me Instagram è una figata vera, l’altro giorno ho visto un video di Belen che faceva yoga ed era fighissimo, uno spot vero per lo yoga.

E poi ieri ho visto anche la news di una politica che seguo, che ha postato una cosa che sicuramente userò lunedì per scriverci un pezzo sul sito, per il mio lavoro giornalistico. Quindi, da quello che intravedo, può essere anche un ottimo strumento di lavoro.

Il maxi processo contro Meta in corso negli Usa, con una richiesta di risarcimento da 200 miliardi di dollari, mi pare davvero una panzana. I social vanno regolati, su questo non ci piove, così come è stato regolato l’uso del tabacco e dell’alcol. Ma demonizzarli non ha senso. Se usati nel modo giusto sono una fonte di informazioni e di scambio interpersonale. Uno strumento che arricchisce la conoscenza e che allarga gli orizzonti.

E’ ovvio che se viene usato nel modo sbagliato può avere effetti collaterali negativi e nocivi, ma questo vale un po’ per tutto. Io mi sono ricreduto sui social, anche perché ho visto che mi può aiutare a migliorare il rapporto con mio figlio.