talentaccio

mi è tornata voglia di scrivere

30 maggio 2020

Un Negroni dopo il lockdown


L’altra sera mi sono bevuto un Negroni, il primo dopo tre mesi di lockdown. Lo sto scrivendo perché volevo pubblicare la foto.

Gli ho fatto una foto al Negroni.

Di solito non faccio mai la foto delle cose che mi bevo, ma questa volta invece sì. L’ho fatta perché mi piaceva il bicchiere, era un bel Negroni così a prima vista, molto ben rosso, c’era la giusta dose di ghiaccio e poi c’era il fazzolettino nero sotto.

Sai il fazzolettino che resta attaccato al bicchiere perché è acquoso. Quello lì.

Era un gran bel Negroni e quindi prima di berlo dopo tre mesi che non mi bevevo un Negroni gli ho fatto la foto.

Anche perché ormai con la mia nuova dotazione tecnologica di smartphone faccio delle foto fighissime.

E poi il Negroni me lo sono bevuto di gusto. Dopo tre mesi è più buono il Negroni, non so come spiegare, ne avevi più voglia e te lo sei goduto di più. Stavo aspettando che preparassero le pizze, da Vittorio. Ci stava tutto.


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Colazione a domicilio


Volevo entrare sul mio blog e ci ho messo mezzora perché entravo con l’account sbagliato. Per fortuna, alla fine me ne sono accorto, se no ci passavo la mattinata a cercare di entrare su Blogger.

Oggi è sabato. Devo riprendere a scrivere sul mio blog perché se no mi restano questi buchi di mesi, se non di anni, senza nemmeno una riga. In home page adesso c’è un blog sulla Samp di quest’anno, però è relativo alla Samp del 2018 e adesso siamo nel 2020. Due anni di ritardo non si può sentire.

E’ vero che anche quest’anno sono cavoli amari. Ora riprende la serie A, 12 partite, e dopo il lockdown ci dovremo guadagnare la pagnotta. Salvezza molto difficile. Speriamo bene.

Ieri sera abbiamo visto un film molto bello su Netflix, si intitola Wiplash e parla di un batterista. Un ragazzo che sogna di diventare un grande batterista e di cosa fa per cercare di sfondare. Molto bello. Ne vale la pena.

Adesso da quando siamo in smart working mi hanno rinnovato le dotazioni tecnologiche e quindi ho un laptop fighissimo e uno smartphone anche meglio. Sono un super smart worker adesso, non posso certo lamentarmi, e la cosa più bella dello smart working è che appena finisci, poco dopo le sei di sera, sei già a casa e puoi andare subito a camminare o a fare un giro in bici. L’attività fisica hai molto più tempo per farla in modo automatico.

Allora, vorrei scrivere il mio solito romanzo, sono anni che lo scrivo su questo blog. E sono anni che non lo faccio, cucù. Cucù. Il mare è blu.

Mi è appena apparso un pop up terrorizzante del mio antivirus, dice ogni minuto creano 480 nuove minacce e che sono a rischio se non rinnovo l’abbonamento. Ma io sono già abbonato e non è vero che l’abbonamento mi sta per scadere. E’ terrorismo tecnologico questo.

L’altro giorno era il compleanno della Giusy e Tina le ha fatto un regalo bellissimo, una colazione a casa a domicilio con un sacco di cose buone. Lo vedi nella foto, ci sono cornetti alla marmellata, uno alla crema, uno vuoto, dei maritozzi con la panna e dei maritozzi salati. Un regalo splendido, a domicilio da Roscioli. Lo consiglio a chiunque voglia fare una sorpresa. E’ una cosa graditissima.



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29 marzo 2020

Due giri di Piazza Vittorio. Reportage dal virus


Oggi sono andato a fare una passeggiata sotto i portici con Pietro. E’ domenica e per colpa del virus non c’era quasi nessuno. Bel tempo, calduccio, ma quasi deserto. Dal giornalaio abbiamo fatto due chiacchiere, è passato Maurizio il papà di Federico, era un po’ fuori zona.

L’altra sera in Piazza Vittorio stavo camminando nel perimetro stretto, intorno ai giardini, ho visto un topo enorme che passeggiava indisturbato sul marciapiede avanti e indietro. Non c’era nessuno, soltanto io e il topo. La natura si riprende i suoi spazi.

Oggi vicino ad un cassonetto nella via di Fassi c’era un topo morto, stecchito, che schifo e anche mangiucchiato, Pietro lo ha fotografato e l’ho fotografato pure io. Che schifo. Sommersi dai topi finiremo?



Però l'altra sera era bel tempo c'erano due cani, un pastore tedesco e un terrier, che saltavano e si abbracciavano cinque o sei volte in Piazza Vittorio. Si vede che gli mancava il contatto fisico. Si davano come delle panzate mentre i rispettivi padroni con le mascherine stavano a dieci metri di distanza ma secondo me rosicavano e avrebbero voluto panzare anche loro.

Mentre giravamo a piedi oggi ho fatto un po’ di foto dal lato di Termini sotto i portici. Ci sono un sacco di murales molto belli. Li inserisco in questo reportage dal virus.



Questa della Raggi in salsa indiana è carina:



Carino anche Trump in versione Piazza Vittorio:



Scimmione e mascherina?



Alieno?



Ieri sera su Sky ci siamo visti The Mule, il corriere, con Clint Eastwood. Film bellissimo.

Stiamo mangiando molto bene in questo periodo, sempre a mangiare. Oggi la Giusy ha preparato una torta di mele e le lasagne. Poi vuole fare anche la pasta e fagioli. Buono così, non mi tiro indietro.



Torta di mele.



Stamattina mi sono pesato e sono 76,5 chili, meglio dell’ultima volta due settimane fa ero più di 77 chili. Spero di riuscire a contenermi così poi ripunto a tornare sui 72 chili. Ci ero andato vicino, prima del coronavirus ero arrivato a 74,1 chili. Appena possibile ci riprovo.

Chissà se ricomincia il campionato, speriamo di no visto che a queste condizioni ora come ora saremmo salvi. Tra l’altro abbiamo mezza squadra in coronavirus, la Sampdoria. Speriamo che congelino il campionato così com’è così ce la sfanghiamo che quest'anno siamo secchi da serie B.

Oggi Massi il mio amico giornalaio mi diceva che da quando c'è il virus guadagna molto meno. Il sabato è il giorno che guadagna di più anche ora. Ma la domenica con il Conad chiuso è vuoto. Oggi sotto i portici ho dato più di tre euro al barbone che chiedeva i soldi. Ho svuotato il portamonete. Però al secondo giro di Piazza Vittorio mi richiedeva i soldi. Belin basta, te li ho già dati.

Oggi alla fermata del 360 il bus è passato vuoto a tutta velocità e ha accelerato davanti alla fermata in via Emanuele Filiberto. Ma c'era un tizio, un Deliveroo con la bici ripiegata, fermo alla fermata che gli ha pure fatto segno di fermarsi ma l'autista dell'Atac ha accelerato. Soltanto a Roma ste cose, ha detto il rider di Deliveroo. Ha ragione. Poi ha aperto la bici e gambe in spalla a pedalare in salita. Hai voluto la bici ora pedala! Però vorrei capire perché il bus non si è fermato. Magari non può far salire quelli con la bici. però per dare un senso al tuo lavoro fermati, hai l'autobus vuoto per virus e se uno ti fa segno alla fermata devi fermarti.


L'altro giorno sono andato al Conad, c'era una fila che cominciava dietro l'angolo in via Merulana. Ci abbiamo messo un'ora a entrare e abbiamo fatto finta con Giusy di non conoscerci perché in due insieme non si può andare.



Ci siamo comprati le mascherine in farmacia, in via dello Statuto, 17 euro. Sanno di ospedale e hanno lo stesso odore che c'era al Gemelli quando sono stato lì l'anno scorso.






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14 marzo 2020

Colle Oppio chiuso per virus

Stamattina sono andato a camminare ma Colle Oppio era chiuso e la mia solita passeggiata ha dovuto subire un drastico cambiamento di rotta, finché me la faranno fare la passeggiata visto che tutti sono vivamente pregati di restarsene a casa.

La Raggi ha deciso di chiudere tutti i parchi cittadini per colpa del virus e la cosa mi disturba perché fino a ieri sono andato a camminare come al solito da quando mi è venuto il coccolone al cuore, a Colle Oppio dopo il lavoro, unico svago di questa condizione di quarantena coatta cui ci ha costretto l’allarme corona.



C'era questo fantastico frigorifero abbandonato al cassonetto, con vista Colosseo, un regalino per la Raggi, con scritto sopra da un graffitaro "CORONA NON CI AVRAI" e mi è piaciuto un sacco, vedi la foto del post. Grande l'ironia di Roma anche in questo frangente di per sé tragico com'è la pandemia.



Comunque, la giornata già era cominciata male perché mi sono pesato dopo la sessione di qi gong e peso 76,8 chili. Ho ripreso due chili, anzi tre, di quelli che mi ero perso dal 3 gennaio e la cosa mi infastidisce non poco. Però era prevedibile, perché da un po’ ho smesso di fare la dieta e poi con il telelavoro da mercoledì scorso sto mangiando a casa a pranzo e a cena. Manicaretti su manicaretti, altro che ‘fight the bomberismo’.

Ora vedrò se riesco a limitarmi un po’ nelle prossime settimane, perché di questo si parla: di settimane di chiusura in casa, nella speranza che il contagio rallenti con la bella stagione. Ma c’è ancora tempo.

Nel frattempo, oggi sono andato a farmi la passeggiata “larga” di Colle Oppio, passando per via delle Sette Scuole che sbuca poi a San Pietro in Vincoli e via della Polveriera. Situazione desertica a parte i proprietari di cani, tanti immigrati che vanno in un circolo ricreativo/centro di assistenza proprio lì, all’imboccatura di via delle Sette Scuole e alcuni sparuti runner, fra cui Giorgio, Nicoletta e Alessandro che ho incrociato al mio secondo giro.



La desolazione è forte. La città è deserta. La gente gira con la mascherina. I negozi sono tutti chiusi a parte i supermercati e le farmacie e i tabacchi.



Il campionato è stato sospeso e questa mi sembra una buona notizia perché la Samp quest’anno rischiava davvero la retrocessione. Se il campionato non finisce la Samp resta in A. Speriamo che vada così a questo punto, anche perché mezza squadra è già stata contagiata.



Un’altra cosa buona del contagio è stata che oggi ho recuperato Ski Alpin, un gioco di sci al computer a cui non giocavo da anni. Ci ho passato il pomeriggio a giocare, fantastico, ci sono tutte le discese di Kitzbuel, Wengen, il Super G dell’alta Val Badia ecc. Il mio sciatore che mi sono costruito da solo è finlandese, si chiama Errka Lumme, che è un nome di qualcuno di esistente solo che non ricordo in che contesto l’ho sentito sto nome. Ma forse l'ho proprio conosciuto, ma non me lo ricordo più dove e quando.

Per il resto, stamattina sono dovuto andare dal gommista a chiedergli di venirmi a caricare la batteria della macchina che non partiva. E’ ferma da un tot di tempo, qualche settimana anche perché il campionato di pallanuoto è sospeso. L’ho lasciata accesa un quarto d’ora ma non l’ho mossa, l’ho lasciata lì parcheggiata. Il gommista si prende 10 euro per questa operazione, è un ladro, ci ha messo meno di 10 minuti a venire e ricaricarmi la batteria prima di andarsene.

Qui è tutto fermo. Siamo tutti in attesa che passi questa emergenza, sperando che sia una cosa il più veloce possibile. Sembra un po’ di stare in guerra, con il coprifuoco alle 18,00 quando chiudono tutti i negozi, cioè i supermercati. Una situazione surreale, da film di fantascienza, peccato che è rapidamente diventata la nuova normalità e che la gente sia stata costretta ad accettarla senza troppi fronzoli.

Un’altra cosa buona della quarantena/reclusione coatta cui siamo sottoposti è che ieri sera abbiamo visto un film con Isabelle Binoche, si intitola “L’amore secondo Isabelle”, molto bello. Io non vedo mai film, durano troppo di solito, non riesco a vederli fino alla fine di sera mi si chiudono gli occhi, ma questo film me lo sono goduto, anche perché con questa quarantena qualcosa bisogna pur fare, si ha voglia di stare insieme in qualche modo, anche davanti alla tivù senza partite di calcio.

Oggi avrò giocato tre ore di seguito a Ski Alpin e ora mi sono messo a scrivere un po’, come ai vecchi tempi quando assiduamente scrivevo sul mio blog, chissà che con questo virus in giro non riprenda le sane vecchie abitudini di scrittura. Almeno se scrivo non mangio. Anche questa è una cosa buona del virus, che non so cosa fare e allora scrivo un po' che mi passa la malinconia e non penso a mangiare, visto che fumare non fumo più e qualcosa bisogna pur fare.

Ora cerco di scaricare le foto da mettere qui nel post.


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08 febbraio 2020

Dieta senza soffrire

Mi è scaduto l'abbonamento con il pacchetto Office di Microsoft e quindi mi tocca scrivere direttamente nel sistema editoriale di Blogger. Non è un problema anche se è piuttosto strano, sono abituato a scrivere in Word e la maschera di Blogger è diversa. Ma me ne farò una ragione.

Che dire. Stamattina è sabato, ho fatto una bella e soddisfacente sessione di Qi Gong mattutino e poi mi sono pesato. Sono per così dire a dieta, anche se in realtà non mi sto limitando più di tanto a parte i quantitativi ridotti, il taglio dei carboidrati e zero alcol. Stamattina pesavo 75 chili. Sono abbastanza soddisfatto, anche se speravo meglio. Ho perso 800 grammi rispetto ai 75,8 chili di sabato scorso. Mi peso una volta alla settimana. Ero partito dalla quota record di 80,7 chili registrata il 3 gennaio. Assurdo, sembravo un pallone. Insomma, ho perso 5,7 chili dal 3 gennaio all'8 febbraio. E non è certo finita qui.

Ora mi sento più sgonfio anche se il mio obiettivo primario intanto è arrivare a 72 chili ma se riesco vorrei poi proseguire nella discesa e arrivare a 68 chili, quelli che pesavo ad aprile 2019 quando mi hanno dimesso dall'ospedale dopo l'intervento.

Gradualmente, però vediamo se ce la faccio. Ci sto provando. La cosa più importante è mangiare meno. Ma è anche la cosa più difficile. Questa settimana ad esempio non sono mai uscito a cena di sera, niente pizzerie o cinesi o cose strane. Niente aperitivi. E questo fa la differenza.

Devo dire che questa settimana ho fatto meno fatica a mangiare meno. Non ho avuto attacchi clamorosi di fame. Forse lo stomaco mi si sta piano piano chiudendo e quindi riesco a saziarmi prima. Due sere ho mangiato la pasta, una volta spaghetti al burro e ieri sera cavatelli al ragù. Non ho esagerato con le porzioni, però non mi sono nemmeno privato del tutto della pasta. Una cosa giusta.

Non bere vino a cena invece è stata una scelta più difficile. La gente dice che un bicchiere di vino a cena non fa male, non ho nulla in contrario, l'unico problema è che io un bicchiere soltanto non riesco a berlo. Quindi, meglio non bere niente. Mi sto disintossicando dall'alcol, dall'inizio dell'anno siamo andati una volta a fare un aperitivo, mi sono bevuto un Negroni e mi sentivo quasi ubriaco. Assurdo. E una sera ci siamo bevuti una bottiglia di bianco. E poi poco altro. E mi sono sgonfiato quasi 6 chili.

Il vino per me è come il cioccolato. Un bene voluttuario, anche il cioccolato non lo mangio e basta perché un quadratino della tavoletta di cioccolato non fa male, ma io non riesco a mangiarmene soltanto un quadratino. Quindi, meglio saltare del tutto il cioccolato. E l'alcol. Ho una bottiglia di amaro Lucano dietro al forno a microonde, la guardo ma non la tocco. Bevo acqua Levissima.

Dal 3 gennaio ho perso quasi 6 chili, che sono l'equivalente di 3 bottiglie da 2 litri di acqua Levissima. Belin, ne ho perso di peso. Ora devo soltanto proseguire con il mio trend di calo di peso. Un po' di moto lo faccio con lo step che mi ha lasciato Amadis da quando è tornata in Colombia. Lo uso una o due volte la settimana, per 25-30 minuti. Dovrei essere un po' più assiduo, usare lo step una volta ogni due giorni. Però per ora non sono riuscito ad essere così disciplinato. Comunque, una decina di volte dall'inizio dell'anno lo devo aver usato e qualche bella sudata me la sono fatta.

Con lo step mi metto di solito di fronte alla tivù a farlo, mentre c'è una partita di serie A. Oggi ad esempio penso che lo farò, alle 18,00 c'è la Samp che gioca a Torino l'anticipo.




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12 ottobre 2019

Un sabato diverso

Stamattina sono uscito con la Giusy per andare a fare il solito giro del sabato mattina. Abbiamo accompagnato Pietro a Inglese e poi siamo andati verso via dello Statuo per ritirare delle cose in tintoria. Ci eravamo portati dietro la borsa della pallanuoto di Pietro perché si è rotta la lampo e siamo quindi andati dal calzolaio di via San Vito per la riparazione.

Lì di fianco c’è uno di questi negozi Chinaman, che vendono di tutto, come ce ne sono a decine all’Esquilino. Abbiamo guardato la vetrina, c’era uno di quei gatti che muovono meccanicamente la zampa, che li vedi sempre nei ristoranti cinesi che ti fanno sempre ciao ciao con la zampa.

A me sti gatti non piacciono, l’ho detto apertamente alla Giusy. Ma nella vetrina di fianco c’era questo Budda enorme che ride, con il sorriso e tutto agghindato, bellissimo, con il catenone e in mano questa barchetta o arca e mi sono illuminato perché è bellissimo.

La Giusy è entrata, l’ho guardato bene in vetrina questo Budda, tutto vestito con il vestito della festa e i lobi delle orecchie enormi e il catenone d’oro e mi è piaciuto tantissimo. Sono entrato al negozio del Chinaman e Giusy aveva già concluso la transazione. Abbiamo pagato, anzi, li ha pagato ("se aspetto te non entri mai per comprarlo perché sei troppo braccino", mi ha detto) e poi ho chiesto al Chinaman alla cassa, che stava incartando il mega Budda in un giornale chinaman e in un sacchetto chinaman, “cosa vuol dire questa barchetta d’oro che tiene sopraelevata il Budda?”.

E lui mi ha risposto “Soti, soti”.

“Soti soti” che tradotto dal Chinaman vuol dire “soldi, soldi”. Buono così, un bel Budda che ride e che fa un buongiorno al sole col catenone d’oro e un’arca piena zeppa di soldi in mano spero davvero che sia un buon segno e io a queste cose ci credo, lo sai, mi conosci, a me le coincidenze non mi ingannano. Secondo me le coincidenze non esistono, soprattutto per chi ha gli occhi per vedere quello che succede e mettere insieme, due più due, le connessioni (che non sono mai coincidenze) fra gli avvenimenti che secondo me lo ribadisco non sono mai casuali.

Comunque, prendo in mano il sacchetto con il Budda appena comprato, tutto contento. Stavamo decidendo dove metterlo in casa, perché è un bell’oggetto di stazza non indifferente, io ho pensato che in salotto per terra nell’angolo morto ci sta comunque bene perché:

• Nessuno lo può urtare, visto che sta nell’angolo morto dove non ci passa quasi mai nessuno
• Non si trova in un punto sopraelevato e quindi non rischia di cadere e di rompersi in mille pezzi, visto che è di ceramica
• Per ora non mi viene in mente nessun altro punto dove metterlo
• In quella posizione lì si trova esattamente di fronte a dove guardo quando faccio Qi gong in piedi in salotto
• Non voglio spostare l’altro Budda di legno che abbiamo sempre avuto nel salotto vicino al bonsai per fare spazio al Budda che ride

Mentre tornavamo a casa, sotto ai portici di piazza Vittorio, per terra ho visto un bigliettino della fortuna, di quelli che stanno chiusi nei biscotti della fortuna dei ristoranti cinesi, dove c’era scritto questo: “You have the ability to adapt to different situations”.

Belin che bel messaggio, tutto per me, che arriva dal pavimento di Piazza Vittorio mentre trasporto a casa questo Budda nuovo di pacca.

Un messaggio molto positivo, il Budda ha subito avuto un effetto positivo sulla giornata e mi ha contagiato il sorriso, a me e alla Giusy!!!

Ora, dimmi tu se anche questa del biglietto della fortuna per terra ti sembra una coincidenza. A me no. Anzi, mi sembra un altro segno bello e buono e chiaro di una mattinata all’insegna del Chinaman e del destino Chinaman tutto fuorché casuale, anche perché il sabato mi era cominciato, come quasi sempre succede, con una bella sessione di Qi gong Chinaman totale con tanto di suoni per fegato, milza, cuore, reni, polmoni e che i suoni per il cuore sono stati meravigliosi oggi.


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14 aprile 2019

Passeggiate

Stamattina sono uscito presto, per andare a fare la mia solita passeggiata. Dopo l’intervento cardiaco, i medici mi hanno detto che devo fare mezzora o tre quarti d’ora di moto al giorno, scegliendo fra cyclette, tapis roulant e passeggiate. Ho scelto le passeggiate così almeno sono all’aperto.

Nell’ultima settimana ho fatto la mia passeggiata quattro volte al Carlo Felice e tre volte a Colle Oppio.

Oggi, che è domenica, sono andato a Colle Oppio. Sono uscito alle 7.30, ero già sveglio da almeno un’ora e mezza. Quando sono uscito le strade erano deserte, a parte una coppia di ‘China man’ dell’Esquilino che ho incrociato in via Ferruccio, donna e uomo, che stavano andando a camminare pure loro.

Belin, camminavano velocissimo, sembrava che stessero marciando, con la massima naturalezza, camminavano a passo spedito e intanto parlavano fitto in cinese. Un’energia mattutina davvero invidiabile. So che i China man in generale ci tengono molto alla forma fisica, e si vede anche qui all’Esquilino. Sono molto motivati nel loro fitness quotidiano, si tratti di Qi gong, camminata, ginnastica o ballo perché molto spesso li vedi che ballano – dal valzer al liscio al rock, non importa quale genere, ballano di tutto – con la musica fai-da-te che si accendono soprattutto a Piazza Vittorio con radio e radioline e smartphone adibiti a colonna sonora.

Comunque, stamattina a Colle Oppio ho incrociato di nuovo la coppia di China man di via Ferruccio che continuavano a marciare, la donna in salita davanti dal Colosseo faceva pure lo zig zag in salita e camminava velocissimo parlando con l’altro compagno e si era aggregato anche un terzo China man con i capelli un po’ più lunghi. All’altezza dei giochi di Colle Oppio, poi, c’era un gruppo sempre di China man che faceva Qi gong con la radio accesa e musica China man di sottofondo che si spandeva fra gli alberi.

Quadretto molto rilassante.

In realtà, c’era anche un altro che faceva Qi gong, non era un China man, era da solo dal lato dove ci sono le aiuole delle rose e faceva delle evoluzioni molto aggraziate.



Sempre a proposito di China man, l’altro giorno anche al Carlo Felice c’erano dei China man che camminavano ginnicamente. Due signore di mezza età, che camminavano veloce. Poi ad un certo punto le ho viste che facevano stretching e una delle due era snodatissima, sembrava una ginnasta professionista da quanto alzava la gamba tesa prima di flettere con naturalezza il busto. Belin sti China man ci danno le piste a ginnastica.


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26 febbraio 2019

Memorie di un malato di cuore

Non sapevo nemmeno di avere un cuore fino a un mese fa, poi mi è venuta la fibrillazione atriale e mi è cambiata la vita all’improvviso. Un mese fa mi è cambiata la vita, quando il cuore ha cominciato a galopparmi nel petto, sembrava un cavallo che scalciava da dentro il corpo eppure ero fermo davanti allo specchio a farmi la barba.

Ho fatto finta di niente, ho pensato fra poco smette e invece continuava a sbattermi il cuore e a galoppare a cento all’ora. Non mi era mai capitato e anche in motorino continuava a sbattere fortissimo e veloce. Mi sono spaventato, ho prenotato gli esami, ma l’elettrocardiogramma l’ho fatto soltanto dopo qualche giorno e il dottore mi ha detto fibrillazione atriale in corso, vada subito al pronto soccorso.

Sono andato al pronto soccorso del San Giovanni, mi hanno dato un codice giallo e c’era un mare di gente in attesa. Quando mi ha visitato la cardiologa mi ha subito spostato in reparto, perché oltre alla fibrillazione mi ha trovato un difetto congenito all’atrio, un DIA (Difetto interatriale).

Tutti i medici mi chiedevano se stavo bene, se non ero affannato, se riuscivo a respirare e io gli ho risposto che stavo bene. Erano un po’ straniti i medici, perché in teoria mi sarei dovuto sentire completamente spossato.

Insomma, un mesetto fa ho scoperto che ho un difetto cardiaco dalla nascita e che mi devo operare per correggerlo. L’operazione la farò entro un paio di settimane e ora sono in attesa dell’intervento, in cura ma almeno sono a casa.

Cosa è cambiato da quando ho scoperto di avere un problema cardiaco.

Da quando sono stato male sono successe alcune cose importanti. Prima cosa, ho smesso di fumare. Prima fumavo più o meno un pacchetto di sigarette al giorno, adesso non fumo più da tre settimane abbondanti e senza troppi sforzi. Ho avuto una tale paura con la fibrillazione e me la sto facendo talmente addosso per l’intervento che le sigarette sono l’ultimo dei miei pensieri.

Non ho più lo stimolo di fumare, incredibile visto che prima invece mi accendevo una sigaretta appena sveglio, con il caffè, e alle 9,30 di mattina mi ero già fumato almeno quattro o cinque sigarette.

Ho smesso anche di bere caffè, in realtà me ne faccio uno alla mattina, per il caffè latte della prima colazione, un’altra novità della mia nuova vita. Niente più caffè, che mi agitava troppo, e caffè latte con fette biscottate e marmellata oppure biscotti secchi a colazione.

Non bevo più, almeno per ora in attesa dell’operazione. Prima bevevo tutti i giorni a cena, vino rosso. Ora mi bevo soltanto acqua. Ho bevuto un paio di volte vino bianco e birra nell’ultimo mese, un bicchiere ogni tanto si può fare. Un bel cambiamento visto che prima mi bevevo vino rosso come se fosse acqua. Non dico che non tornerò a bere un po’ dopo l’intervento, ma per ora mi tengo senza che sia un sacrificio troppo grande.

Da quando sono stato male mangio più dolci, ma non posso mangiare il cioccolato perché mi fa galoppare il cuore. Si vede che il cioccolato è un eccitante, fatto sta che mi fa un effetto piuttosto immediato al cuore, un po’ come quello che di norma fa il caffè con la sigaretta. Una bella sveglia al cuore.

Prima non avevo mai pensato alla conformazione del cuore, ora mi ritrovo a pensarci e quando mi stanco un po’ sento il sangue dentro al cuore che si muove come se fosse shakerato, da una parte all’altra del cuore, e sbatte sulle pareti, come le onde del mare che si infrangono sugli scogli. E allora freno e mi fermo del tutto se sto camminando per riportare il cuore ad una velocità tranquilla di crociera.

Da quando sono stato male un mese fa sto anche attento a cosa mangio. Certe verdure a foglia larga non le devo mangiare, ad esempio gli spinaci, peccato perché gli spinaci mi piacciono. Invece posso mangiare le melanzane, che invece mi fanno abbastanza schifo, però le mangio lo stesso. In generale, sto mangiando molto bene e forse sto anche un po’ ingrassando, ma me ne fotto abbastanza. Semmai ci penserò dopo l’intervento se avrò qualche chilo di troppo, anche se non mi sembra per il momento.

Da quando sono stato male, mi stanco di più quando cammino soprattutto se faccio una salitina per strada mi viene il fiatone subito. Sembro un anziano, ma forse io sono sempre stato un anziano anche prima di sapere che avevo un problema al cuore.

Dentro di me mi immagino che la mia fantomatica lentezza che ho sempre avuto dipenda dal problema cardiaco che ho sempre avuto, e mi immagino che dopo l’intervento, quando finalmente il mio cuore comincerà a funzionare come un cuore normale, sarà una strana, nuova e bella sensazione sentire il sangue che gira bene nel cuore e che si ossigena come dio comanda, non come adesso che invece mi hanno detto che è mezzo inquinato di anidride carbonica e non è mai davvero ossigenato perché il sangue venoso si mischia sempre con quello arterioso puro.

Vedremo, però se davvero avrò finalmente il cuore a posto e il sangue pulito le cose dopo l’intervento dovrebbero nettamente migliorare.


2 marzo 2019

Stamattina mi sono svegliato presto, verso le sei e mi sono preparato la colazione. Da quando sono stato male, ho cambiato abitudini. Di mattina prendo il caffè latte con qualcosa di secco, fette biscottate o biscotti, questa mattina c’era crostata di ciliegie. Oggi per la prima volta da quando sono stato male ho rimangiato uno yogurt all’albicocca e per la prima volta da secoli ho sentito il gusto dell’albicocca.

Ho smesso di fumare da quattro settimane e sto cominciando a risentire di nuovo tutti gli odori e i gusti che prima erano coperti dal fumo. E’ una bella sensazione.

Il caffè la mattina lo preparo nella caffettiera piccola perché ormai ne bevo molto poco rispetto a prima quando cominciavo la giornata con una doppietta micidiale di caffè-sigaretta, caffè-sigaretta ripetuto per due se non per tre volte. Di solito entro le nove di mattina avevo già tre o quattro sigarette in corpo prima. Ora non più.

Stamattina mi sono preso anche metà Lasix, il diuretico, e la medicina del mattino. Poi fra poco mi dovrò fare l’iniezione di eparina che sto prendendo al posto dell’anti coagulante che ho dovuto interrompere in vista della prossima menata che mi tocca fare mercoledì prossimo, cioè l’estrazione dei due incisivi di sopra in vista dell’intervento di metà mese al cuore.

Belin, l’ultima sorpresina è che mi devono togliere due denti per evitare rischi di infezione durante e dopo l’intervento al cuore. Immagina come sono contento di questa rottura di palle dei denti inattesa.

Comunque, se si deve fare si farà. Ieri sono andato dal dentista per farmi il calco dei denti sostitutivi provvisori che mi dovranno mettere. Sarò come Joe Jordan, the shark, lo squalo del Milan anni ‘80, che giocava senza protesi la domenica. Magari quando sarò senza denti mi faccio una foto e la metto online, forse.


Per il resto, la sera vado a letto presto perché mi viene un sonno fulminante e mi sento completamente spossato. Una stanchezza invincibile che è anche abbastanza piacevole perché non puoi fare nient’altro che buttarti a letto a dormire.


12 marzo 2019

La mia giornata tipo è ormai quasi fissa. Di solito mi sveglio intorno alle 5.30 di mattina. Fuori è ancora buio. Devo andare in bagno, l’effetto del diuretico si fa sentire. A volte torno a letto e faccio un po’ di Qi Gong, in modo blando. Oppure mi alzo direttamente e faccio colazione.
La prima colazione è così composta: caffè latte, fette biscottate e marmellata (come in ospedale) e yogurt. Negli ultimi giorni mi sono calato lo yogurt da bere, quello da mezzo litro. Buono. Invece il Mueller con i pezzetti di cioccolato non lo prendo perché il cioccolato mi dà fastidio, ha un effetto troppo eccitante.

Con il cioccolato ho smesso, così come con il caffè, l’alcol e le sigarette, queste ultime senza rimpianti.
A colazione mi prendo le prime due pillole, poi verso le otto mi faccio la prima puntura di eparina. Ormai ho superato le resistenze e le punture me le faccio con una certa naturalezza grazie al pizzicotto che mi faccio sulla pelle della pancia per abituarmi al pizzico dell’ago prima di farmi la puntura. L’espediente funziona, ormai l’ago me lo infilo in profondità e va tutto bene. All’inizio invece era un problema, ma ora non più.

Dopo faccio un bel po’ di cruciverba e mi leggo il giornale. A volte il giornale del giorno prima se non ho avuto tempo o voglia di leggerlo il giorno prima.

Nei cruciverba come al solito non faccio i rebus, perché non sono mai stato capace anche se mi piacerebbe imparare, e non faccio mai i sudoku, che non ho mai provato a risolvere e in realtà non mi interessano. Non faccio nemmeno il labirinto, mi sembra troppo una cavolata, mentre faccio sempre “unisci i puntini” e il disegno che viene fuori colorando le zone con il puntino dentro.

Ieri mattina ho cominciato a leggermi Moby Dick, di Melville. Non l’avevo mai letto in età adolescenziale. Mi hanno detto che in realtà è un libro per ragazzi, ma mi piace molto lo stesso. Forse perché sono mentalmente un ragazzo. O forse perché molto semplicemente si tratta di un gran bel libro ed è logico che mi prenda così bene.

Ieri Moby Dick me lo sono portato anche all’allenamento di pallanuoto di Pietro, ogni giorno ci vado a vederlo l’allenamento da quando devo stare a casa per il mal di cuore in attesa della chiamata per l’intervento cardiaco.
A volte mi dimentico che non sono in vacanza in questo periodo, anche se in realtà questo periodo di attesa ha molto in comune con una vacanza o quanto meno con una sospensione della vita lavorativa. Ieri Pietro mi diceva sei in vacanza, in questo periodo, beato te e gli ho risposto non esattamente, sono in attesa.

Poi ieri sera ci siamo visto un film, John Wick, con Keanu Reeves, di una violenza inaudita e di fatto più simile ad un video game che ad un film. Alle 10.30 ero già a letto. Stasera invece usciamo, siamo fuori a cena….



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