talentaccio

mi è tornata voglia di scrivere

27 ottobre 2018

La Samp di quest’anno

La Samp di quest’anno non mi fa impazzire, ma non è tutto da buttare e ti dico perché. Siamo alla nona giornata, con 15 punti e sono tanti non mi posso lamentare, più del previsto considerate le premesse. La premessa però è una sola, che la squadra è stata smantellata.

La squadra anche quest’anno ha venduto i pezzi migliori e di certo questo andazzo che si ripete ormai ogni anno non può far piacere a chi tifa blucerchiato. La cessione di Zapata è stata una mazzata non indifferente, soprattutto perché non preventivata, e sommata a quella di Torreira rischiava di essere deflagrante. Ma ormai si vede che mister Giampaolo ha sposato questo schema basato sulla plusvalenza, che ai tifosi sinceramente non può certo far fare i salti di gioia.

Si è ormai capito che l’obiettivo della società è valorizzare i giocatori e venderli salati non appena sbocciano nelle sapienti mani tattiche di Giampaolo.

Il risultato però almeno dopo questo inizio di campionato è migliore del previsto, per quanto mi riguarda, anche se i rimpianti e la delusione per l’atteggiamento della società non vengono certo cancellati dalle prestazioni gagliarde della squadra.

In difesa, per ora, Audero non fa rimpiangere Viviano e mi sembra un buon acquisto anche se in più di un’occasione l’ho visto incerto, non mi sembra un fenomeno.

I nuovi centrali Andersen e Tonelli non fanno rimpiangere la coppia dello scorso anno Silvestre e Ferrari. E questa forse è la sorpresa principale e più gradita di quest’anno. Colley finora non si capisce perché sia stato acquistato a prezzi così alti. Quando l’ho visto giocare non mi è spiaciuto, probabilmente tornerà utile quando i titolari dovranno tirare il fiato.

Non si capisce l’acquisto del terzino sinistro brasiliano (Tavares?) pagato a peso d’oro che fa panca dietro a Murru. Oltre tutto pare che sia uno di quei terzini di spinta alla Dodo che non piacciono a Giampaolo.

Non si capisce il mantenimento in rosa di Sala, che evidentemente non è un terzino destro. Se si rompe Bereszinsky non c’è un degno sostituto. Spero che quest’anno Murru non ripeta gli errori, troppi, dello scorso anno. Resta da capire perché lo scorso anno Strinic sia stato accantonato così prematuramente da un Giampaolo che a volte sembra un po’ troppo perentorio nelle scelte e nei giudizi sui giocatori.

A centrocampo l’acquisto del jolly svedese Ekdal di fatto sta coprendo in modo decoroso il vuoto lasciato dal metronomo Torreira. Ekdal non è un fenomeno, però si è inserito rapidamente ed è funzionale al gioco di squadra. Poteva andare molto peggio quindi in questo caso ottima soluzione, super economica per la squadra. Restano i dubbi sull’innamoramento di Giampaolo per Barreto e per il livello di gioco di Praet che, per quanto migliorato in questi anni, non mi sembra un fenomeno soprattutto in fase costruttiva e conclusiva. Non segna mai.

Insondabili per il momento i super acquisti milionari di Jankto, che rischia di trasformarsi nel pacco dell’anno, e di Vieira. Quest’ultimo a onor del vero mi sembra più comprensibile. Jankto non si capisce perché non venga schierato titolare al posto di Barreto, se non gli dai nemmeno una chance è ovvio che il ragazzo si deprime e si abbruttisce in panchina. Se non è pronto, vuol dire che non sei stato in grado di prepararlo. Fatto sta che milioni di euro della Samp stanno marcendo in panchina.

In attacco, dopo la ferale cessione di Zapata – secondo me al secondo anno avrebbe fatto anche meglio dello scorso campionato – cessione ad una direttissima concorrente e per questo ancor meno comprensibile, l’acquisto di Defrel finora si è rivelato azzeccato. Speriamo che continui a segnare, anche se la scorsa partita contro il Sassuolo si è divorato un gol clamoroso che grida vendetta.

Il povero Quagliarella quest’anno fatica molto, d’altra parte la carta d’identità non mente e sono 35 anni suonati. Kovnacki non mi sembra un cecchino, ha sulla coscienza il rigore sbagliato a Cagliari (avremmo due punti in più se l’avesse segnato) e quindi davanti mi sembra che siamo un po’ leggerini anche perché Caprari è sempre altalenante. Caprari è un giocatore intermittente, più ombre che luci finora.

In attacco secondo me siamo carenti, ci manca un attaccante che segna in rosa. Meno male che quest’anno stiamo prendendo molti meno gol.

Per quanto riguarda il fantomatico trequartista, il titolare dovrebbe essere tutta la vita Saponara se sta bene. Saponara è davvero fortissimo. L’ho visto giocare mezzora contro il Napoli prima che lo rompessero per più di un mese e un quarto d’ora contro il Sassuolo. E’ fenomenale. Classe pura. Secondo me potrebbe fare anche qualche gol, tipo Bruno Fernandez, cinque o sei gol quest’anno.

Ramirez invece si sta rivelando sempre più la controfigura di Ricki Alvarez, lento e per di più polemico e falloso. Caprari trequartista non so, secondo me Caprari è troppo piccolo fisicamente. Per il resto, il fondamentalismo tattico di Giampaolo è esasperante, è una specie di piccolo Sarri, convintissimo di sé e a volte indisponente.

Spero che Quagliarella in qualche modo riesca a tenere tutta la stagione, penso che sarà la sua ultima e dico purtroppo perché Quagliarella è davvero un signor giocatore anche a 35 anni per questa squadra.

A me personalmente resta comunque il rimpianto Zapata, a meno che non avesse problemi fisici gravi che non si conoscono o dissapori con Giampaolo che peraltro lo scorso anno lo ha tenuto più di una volta inspiegabilmente in panchina. Speriamo che Defrel non sia un fuoco di paglia.

Analizzando le partite, solita sconfitta da babbi di minchia a Udine. Pareggio agghiacciante a Cagliari, con rigore sbagliato al 92esimo e due punti persi. Sconfitta assurda in casa contro l’Inter al 94esimo. In compenso, grande vittoria con il Napoli, bella vittoria con la Spal, tre punti d'oro a Bergamo contro l’Atalanta e bella vittoria a Frosinone. Invece, deludente pareggio interno contro il Sassuolo lunedì scorso, quando la Samp si è mangiata la possibilità di avvicinare in modo consistente le prime quattro per mancanza di coraggio. Insomma, secondo me è stata un’occasione sprecata col Sassuolo, altro che la solita menata della gara tattica.


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02 aprile 2018

Pasqua a Staglieno


Se vai a Staglieno occhio all'orario di chiusura, i servizi cimiteriali sono come gli uffici comunali, chiudono esatti all'orario e restare chiusi dentro è un attimo se sei uno che non pensa al fatto che anche i cimiteri hanno un orario.

Te lo dico per te, occhio agli orari del cimitero monumentale di Staglieno a Genova, il più grande museo d'Europa, se non stai attento passi la giornata col morto, al limite portati dei panini per un picnic per sicurezza.

Io ci ho passato la Pasqua, con mia madre a Staglieno, chiuso dentro. E meno male che non sono un turista tedesco perché se no ci passavo anche la Pasquetta, visto che il cimitero di Staglieno fa il ponte nelle feste ma non c'è scritto da nessuna parte e figurati se c'è scritto in inglese o tedesco.

Oggi è Pasqua ed è anche il primo di aprile, ma non è un pesce d'aprile quello che è successo a me e mia madre a Staglieno. Oggi sono andato con mia madre al cimitero per portare un fiore sulla tomba di mio padre e dei miei zii che sono lì vicino.

Il tempo era bellissimo, abbiamo preso il bus numero 13 davanti al teatro della Corte.

Borgo Incrociati, Bisagno, Marassi, bus pieno di gente in gingheri per il pranzo pasquale.

Siamo arrivati intorno a mezzogiorno, ho comprato tre garofani, dai fiorai, siamo entrati all'ingresso dei fioristi, che a quanto ne so io (ma non sono un habitué di Staglieno) è l'ingresso principale.

All'entrata, ho chiesto al custode dove andare per il lotto 89, ala destra, sembrava che gli avessi chiesto un'eresia in aramaico, mi ha liquidato in modo piuttosto sbrigativo (per usare un eufemismo) dicendomi che non può sapere dove sono tutte le tombe del cimitero.

Belin, ma non è il suo lavoro?

Ok, amen, simpatia.

Mi ricordavo più o meno la strada, l'ultima volta ci sono andato l'anno scorso con un amico, e siamo andati con mia madre verso destra, in mezzo ai cipressi e alle tombe dal viale centrale che passa dal Pantheon dei genovesi illustri.

Tempo splendido, grande pace, io e mia madre a braccetto contenti di condividere con mio padre un rarissimo momento di festa.

Te l'ho detto, a Genova ormai ci vengo col contagocce, la mia città belin è lontana da Roma.

E va già bene che ora hanno messo il Freccia Argento che da Roma a Genova ci mette soltanto 4 ore e non più 5 e mezzo.

Comunque, raggiungiamo il nostro lotto 89, sole splendente, pulisco un po' la foto di mio padre e della Mimina e Luis, mettiamo i garofani dalla zia Mimina e dallo zio Luis, poi da Gimmi. Faccio due preghiere, possiamo andarcene.

C'è il vespasiano, faccio due gocce, torniamo verso l'ingresso. Con mia madre parliamo serenamente, non c'è anima viva, ”saranno tutti a fare il pranzo pasquale” dico a mia madre. Siamo tranquilli e sereni, compiaciuti di questa serenità pasquale.

Arriviamo all'ingresso e ammutoliamo. E' tutto sbarrato, tutto chiuso, tutto strachiuso con lucchetti e una cancellata alta 12 metri con le punte in cima.

Panico.

E mo' come direbbero a Roma? Che famo?

Mia madre ha 75 anni, è svedese, comincia a dire che dalle sue parti i cimiteri sono sempre aperti. Io dico, belin, qui non siamo in Svezia siamo a Zena, e noi poveri ingenui non abbiamo considerato gli orari. Vedo poi che c'è un cartello stradale, su un treppiedi, di fianco al cancello sbarrato, dove appiccicato su un foglio c'è scritto piccolo piccolo che l'ultima uscita a Pasqua è alle 13.00. Sono le 13.09. E siamo chiusi dentro.

Vado sul sito con lo smartphone di Staglieno, vedo che l'orario di chiusura sono le 12,30 con ultima uscita alle 13,00. Pasquetta chiuso.

Siamo chiusi dentro a Staglieno, soli come due anime in pena.

Cammino lungo il muro, dietro ai wc, e vedo che volendo potremmo scavalcare. Basterebbe mettersi in piedi sul cassonetto e scavalcare.

Ma mia madre dice che non se ne parla e ha ragione.

Guardo dallo spiraglio del portone dei fioristi di Staglieno, vedo la fioraia che sta smontando tutto per andare al pranzo pasquale, la chiamo dallo spiraglio del portone e le dico ”signora fioraia sono rimasto chiuso dentro, mi da una mano??”.

Nulla, continua a sbaraccare e finge di non sentire. La richiamo, idem. O è sorda come una campana oppure è davvero l'indifferenza fatta fioraia. L'ultima fioraia, quella più vicina all'ingresso dei fioristi.


Niente, non c'è altro da fare, prendo lo smartphone e chiamo il 112.

Mi rispondono subito e mi dicono che devo chiamare la polizia locale, i vigili, allo 010/5570.
Obbedisco, chiamo e una ragazza mi dice che mi mandano qualcuno ad aprire e che mi fa richiamare al più presto. Ha preso il mio nominativo e il mio cellulare ce l'ha registrato.

Mia madre si siede su dei gradini, di fianco alle tombe del Coni e dei Caduti per la Patria.

Sono un po' sollevato.

Mentre aspetto, vedo il foglio appeso vicino alla guardiola del custode, quello simpatico che non mi ha voluto indicare dove si trova la tomba di mio padre (ma non è il suo lavoro?), con scritto che Staglieno è il più grande museo d'Europa, e le istruzioni per scaricare la app e la copertura wifi del cimitero.

Che me ne faccio ora?

Vedo gli orari d'ufficio del cappellano, lì di fianco. Vedo gli orari delle cremazioni.

Tutto chiuso, non c'è un'anima a parte la pace dei morti.

Sul portone di ferro verde dell'ingresso vedo che c'è scritto di chiamare quel numero della Municipale, in caso si resti chiusi dentro: 0105570. Allora è giusto quello che mi ha detto il 112, penso dentro di me.

Mi sento sollevato. Fra poco arrivano e aprono questo cancello verde alto 12 metri con le punte in cima e la pigna centrale. Sembra il cancello di una prigione di massima sicurezza.

Il tempo passa, cammino avanti e indietro, le fontanelle hanno l'acqua che però non è potabile (perché?). Poi, dopo una decina di minuti mi squilla lo smartphone.

E' un vigile del comando di Molassana, quello competente per Staglieno, che mi dice che sta partendo dalla centrale con delle chiavi del cimitero per aprirmi il portone. Però, aggiunge al telefono, non è sicuro che siano quelle giuste, perché a volte quelli del cimitero cambiano i lucchetti ma non gli danno le chiavi nuove. ”Ma ne parliamo quando arrivo”, dice.

Non ci faccio troppo caso a quest'ultimo dettaglio telefonico, forieri di nuovi e creativi casini cimiteriali, dico dentro di me Deo gratias, almeno mi hanno chiamato e sanno che sono qui.

Prima o poi usciremo.

Arriva dopo una ventina di minuti il vigile, il sole splende su Staglieno, Pasqua di Resurrezione, saranno più o meno le 14,00.

Mi passa la chiave, provo ad aprire il lucchetto del portone centrale dei fioristi, ma si vede subito che è sbagliata.

Mi dice di provare con la chiave all'altro portone sulla destra, a metà del viale centrale del cimitero. Ci vado, nada de nada. Non funziona.

Provo allora l'altro cancello, quello ancora più centrale. Funziona, il lucchetto si pare, si toglie il blocco della catenella. Ma il portone di ferro, 12 metri con punte di ferro in cima, è bloccato che più bloccato non si può.

Provo ad armeggiare con una barra di ferro appoggiata di fianco, maniman funziona. Maniman c'è il trucco. Ma niente trucco. Mi sono fatto una sudata mondiale ma la porta di ferro non si apre. La chiave dei vigili gira, ma non apre il portone di ferro.

Perché?

Mistero della fede.

Il vigile, con la sua collega, è molto gentile. Mi portano due bottigliette d'acqua. Fa caldo. Mia madre si è seduta lì di fianco. Aspettiamo.

Giro le foto del lucchetto aperto, della sbarra di ferro, del portone serrato al vigile di Molassana, ma alla fine della fiera siamo bloccati dentro.

Il vigile chiama il servizio cimiteriale. L'addetto reperibile è in autogrill in autostrada, ma non si sa quale.
Ahia. E mo'? Che famo?

Poi mi dice che arriva uno da Genova e che lui ci aspetta lì fuori in macchina finché non arriverà.
Mia madre comincia a sclerare, io fumo come una ciminiera sembro il forno crematorio, MS rosse, le ho quasi finite e mia madre mi dice fattele durare perché qui famo notte.

Sono le 15,00 e guardo la statua della Madonna, con dietro il monumento dei genovesi famosi che hanno reso superba la superba, le palle mi girano a elica ma fumo lo stesso. Ho ancora due sigarette e finché ho da fumare almeno fumo.

Sul portone c'è scritto che l'ultima uscita è alle 17,00 ma ormai questi sono dettagli inutili. Siamo dentro.

Dico a mia madre che questo è il pesce di aprile di mio padre e di mia zia Mimina, che ci hanno fatto lo scherzetto di Pasqua. Dolcetto scherzetto penso dentro di me, ma quella è un'altra festa, quella di Halloween, che con il cimitero monumentale di Staglieno non c'entra niente, il più grande museo d'Europa chiuso a Pasqua e Pasquetta mentre da fuori sento i turisti americani e tedeschi che chiedono ai vigili quando apre il cimitero e loro che dicono che è chiuso. Anche domani, Pasquetta, anche se non c'è scritto niente davanti, e figurati se lo scrivono in inglese.

Belin, ma se uno straniero resta chiuso a Staglieno come fa?

Se uno si sente male a Staglieno verso l'orario di chiusura quando se ne accorgono? Quando lo trovano mummificato?

Ma una sirena per avvertire la gente, nel più grosso cimitero d'Europa, che è l'ora di scattare verso l'uscita no? Costa troppo? Ma i custodi del cimitero che ti vedono entrare a mezzogiorno quando l'orario di chiusura sono le 12,30 ed è scritto piccolissimo su un foglio appiccicato con lo scotch ad un cartello stradale, non dovrebbero dirti occhio che chiudiamo fra mezzora e che se non ti mesci resti dentro anche domani che è Pasquetta (e questo non c'era scritto da nessuna parte, visto che una marea di turisti si è avvicinata ai vigili per chiedergli l'orario)?

Comunque, nel frattempo il vigile vuole i miei documenti, glieli passo sotto al cancello di ferro, mia madre si è dimenticata la carta d'identità.

Gli dico al vigile, "che dice, scavalchiamo? Mi da una mano con mia madre?". Mi guarda un po' storto dalla fessura del cancello e mi dice "Non vorrà mica che questa giornata si chiuda in tragedia....".
Alle 15,30 mi dice il vigile che sta arrivando in macchina a prenderci.

E' arrivato bontà sua il custode, quello simpatico, che dopo il suo pranzo pasquale si è palesato.

La vigilessa mi chiede "a che ora sei arrivato", le dico verso mezzogiorno, le dico che ho anche chiesto informazioni al custode, quello simpatico, per raggiungere la tomba di mio padre (informazioni che non mi ha dato) ma che non mi ha detto nulla sul fatto che dopo mezzora me ne sarei dovuto uscire di corsa se no mi chiudeva dentro a Pasqua, me e mia madre.

All'uscita, c'è il simpatico custode del cimitero di Staglieno, anche lui deve fornire le sue generalità per il rapporto dei vigili, presumo. Non mi ha nemmeno salutato, né a me né a mia madre che ha 75 anni ed è straniera, né mi ha detto una parola, non dico scusa, ma una parola. Zero assoluto, lui se l'è cavata dicendo che c'era scritto all'ingresso chiaramente (sul ciclostile attaccato con lo scotch su un cartello stradale rimediato) che l'orario di chiusura erano le 12,30 con ultima uscita alle 13,00. Poi si è dileguato all'interno. Fra le tombe del Coni, secondo me vive da qualche parte dentro al cimitero di Staglieno.

Io gli ho detto che la chiave dei vigili apriva il lucchetto, lui però ha candidamente ammesso che aveano messo il chiavistello. Ma allora a cosa serve che i vigili abbiano la chiave per le emergenze, con il numero scritto e appeso sul portone di Staglieno, se poi quelli del cimitero chiudono il portone col chiavistello e la chiave dei vigili non serve a nulla?

Ai vigili gli ho detto ”ma perché non vi fate dare la chiave giusta dal cimitero di Staglieno, così magari se capita la prossima volta che qualcun resta chiuso dentro potete aprire?”.

Sono stati un po' evasivi (ma in che rapporti sono i servizi cimiteriali con i vigili, che una volta facevano le ronde al cimitero e ora non più?) la frittata era fatta ormai, il vigile molto gentile vista la situazione un po' antipatica che si era creata mi ha detto poi ”ho visto che sei un giornalista” dalla carta d'identità, gli ho detto di sì e poi abbiamo parlato dei giallisti svedesi di noir perché anche mia madre ha dovuto dare le sue generalità, è svedese e mi sa che il noir scandinavo fra i vigili va di brutto. I loro preferiti sono Stig Larsson, Nesbo, Lagerbaek, Lagerkranz.

Sapevano tutto di noir svedese, gli ho detto andate a Stoccolma, con Ryanair non costa poi così caro, dicevano che non hanno i soldi, ma gli ho detto di fare un po' di straordinari in più così ce la facevano a farsi un weekend per vedere i percorsi dei gialli di Stig Larsson a Stoccolma. Ridevano, ci hanno chiesto dove dovevamo andare, in centro, hanno detto "no, non possiamo accompagnarvi, abbiamo una chiamata", e allora ce ne siamo andati verso la fermata del 13.

Siamo arrivati a casa alle 16,30, mia madre ha fatto le costine di agnello buonissime, comprate ieri da Giacomino a San Nicola (ottimo veramente). Ci siamo bevuti una Bonarda e il sole continuava a splendere su Genova, la mia città, su Staglieno, il museo più grande d'Europa dov'è sepolto mio padre al lotto 89 ala destra vicino a Luis e Mimina, ma anche sul custode simpatico che non chiede scusa se ti chiude dentro e sulla fioraia sorda che fa finta di non sentire te che sei chiuso dentro, sarà un'amica del custode a occhio e croce.

E poi sono andato a dormire.


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26 novembre 2017

Paulinho è tornato in Italia

Ragazzi, ho sentito che Paulinho è tornato in Italia. Belin, per me Paulinho è fortissimo dai tempi del Livorno, ora gioca in serie B nella Cremonese dopo tre anni in qualche campionato di sceicchi.
Io un pensierino per la Samp ce lo farei a gennaio, ho letto che potrebbe finire all’Atalanta e Gasperini ci vede lungo come sempre e con Petagna e Cornelius sicuramente Paulinho gli farebbe comodo alla Dea.
Non so, è un’idea, a me Paulinho mi è sempre piaciuto tantissimo, la Samp lo ha corteggiato allo stremo ai tempi di Garrone, ma Spinelli non ce l’ha voluto dare. Boh, io la butto lì, Paulinho in blucerchiato fantascienza? Osti lo sapevi? Viperetta pensaci!!


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Tre sberle a Bologna me lo sentivo

Tre sberle a Bologna e ritorno della Samp sulla terra. Dire che me l’aspettavo è dire poco, troppo entusiasmo intorno ai blucerchiati che pagano dazio e confermano la loro idiosincrasia per le trasferte.

Me lo sentivo e ieri invece di guardare la partita sono andato all’allenamento di pallanuoto di Pietruccio evitando accuratamente di sentire o vedere qualsiasi telecronaca, radiocronaca o altro della partita del Dall’Ara. Uno stadio che ci porta male da sempre e la cabala non è un’opinione, purtroppo.

A parte la retrocessione ai tempi di bomber Montella, mi ricordo che l’anno scorso la Samp a Bologna aveva buscato di brutto subendo un gol incredibile di Verdi, al volo con Viviano immobile. Ieri Viviano ha concesso il bis, una mezza papera con quella respinta corta che ha propiziato l’uno a zero sempre di Verdi, corta respinta su cui il nostro portiere poteva certo fare di meglio. Al terzo minuto di gioco…

Poi ho visto che la Samp ha giocato tutto il secondo tempo in superiorità numerica ma non è riuscita a segnare.

Meno male che non l’ho vista, comunque meglio perdere tre o quattro a zero che uno a zero immeritatamente, almeno ti metti il cuore in pace. Però peccato.

Allora, niente drammi. Una sconfitta ci sta. Niente illusioni e testa bassa e pedalare. E’ ormai evidente che l’arma in più della Samp è Marassi, la squadra sta facendo benissimo in casa, però se mancano un paio di titolari – ieri non c’era l’ottimo Praet, azzoppato proditoriamente dall’entrata killer di Lichsteiner – e Strinic si è subito rotto, paghiamo dazio. Purtroppo abbiamo seconde linee che non sono all’altezza dei titolari. Verre e Murru non valgono i titolari, almeno per ora, e non ho capito perché Linetty è restato in panchina tutta la partita. Barreto poi certe volte…

Poi ho sentito che Giampaolo ha messo Alvarez, e questo è un suo vecchio tic, di solito il maravilla non cambia l’inerzia delle partite. Mettici ancora che ieri Ramirez ha fatto pietà, il giocatore purtroppo sembra discontinuo, e la frittata è fatta.

Niente drammi, perdere a Bologna ci sta, dal 2003 non si vince in Emilia, partita rognosa da sempre, speriamo che i ragazzi si riprendano subito a Marassi con la Lazio e comunque vada le cose stanno andando mille volte meglio del previsto.

Certo che la mezza cappella di Viviano sul primo gol e Verdi tutto solo per il tap in (ma Strinic dov’era? Non doveva marcarselo lui Verdi? Era forse già rotto il croato?) ha ammazzato subito la partita. Poi non si può certo pretendere che Quagliarella sia sempre a cento all’ora, ma comunque dispiace.

Diciamo per onestà intellettuale che la Samp ha avuto un discreto fondo schiena in diverse partite casalinghe finora, mi riferisco ai match con Atalanta e Chievo, vinti con risultati bugiardi. Se fossimo una squadra più smaliziata, avremmo fatto tre punti a Verona e a Torino contro il Toro. Ma ripeto il concetto, quest’anno finora stiamo andando ben al di là delle più rosee aspettative. Vediamo se sarà possibile restare in questa situazione di classifica.


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12 novembre 2017

Alberi a Roma

Andare in motorino a Roma può essere un’esperienza davvero bella. Lo dico perché lo so sulla mia pelle, nei percorsi che faccio tutti i giorni fra semafori che ormai conosco molto bene. Fra San Giovanni e Piazzale Flaminio, quanti semafori ci sono.

E non sempre un semaforo rosso significa che ti sei fermato veramente, perché alla fine anche fermo lì al semaforo succedono un sacco di cose. Ad esempio ci sono gli alberi, tu li guardi e ti danno una grossa mano a carburare.

A Roma ci sono alberi bellissimi, in giro per la città. Sulla via del Mare fino a Ostia c’è un filare di alberi maestosi sbattuti dal vento e guardarli mentre vai ti fa sentire bene.

A Porta Pinciana anche ci sono dei grandissimi alberi, maestosi e ben piantati nel terreno, quando mi fermo al rosso alzi lo sguardo e li vedi e ti senti già molto più forte e pronto per buttarti nel traffico.

Io di solito li guardo, prima del verde, e regolarizzo il respiro e poi il Muro Torto mi sembra un po’ più dritto. Anche il muro Torto in motorino è un bel tragitto, la temperatura è sempre un po’ più fresca perché è immerso nella natura e ti dà ossigeno anche se ci sono sempre un mare di macchine e ti devi mettere nella corsia centrale – immaginaria, ma per i motorini c’è eccome – e procedere lento ma veloce per scorrere fra le auto in fila.

Anche a San Giovanni e sulla Tuscolana ci sono dei begli alberoni svettanti, fermo al rosso me li osservo sempre e mi dà forza vedere come stanno belli piantati nel terreno, radicati.

Altri alberi frondosi al vento li puoi vedere un po’ ovunque a Roma, guardo gli alberi e regolarizzo il respiro e quando scatta il verde mi sento già molto meglio. Via Merulana dice la sua, certo gli alberi in Svezia d’autunno con le foglie rosse e gialle sono un altro spettacolo della natura che sono contento di ricordare come sto facendo ora, con gratitudine e pace che mi riconciliano con la vita.


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05 novembre 2017

Intramontabile Quaglia

Samp Genoa 2 a 0 e Grifone alla maison senza passare dal via. Belin questa sera derby vinto alla grandissima e la squadra di Giampaolo consolida la sua ottima posizione di classifica e conferma la sua forza. Quest’anno siamo forti, c’è poco da dire.

Il Genoa questa sera, checché ne dica qualcuno, non ha mai dato la sensazione di poterci impensierire. E’ vero che il calcio è strano e che la palla è rotonda, ma la Samp di quest’anno è nettamente superiore al Grifone che peraltro secondo me quest’anno rischia seriamente perché mi pare di una pochezza non indifferente in attacco. Lapadula da solo lì davanti è troppo isolato. E’ vero che ha avuto un’occasionissima, malamente sprecata in rovesciata volante, ma quest’anno oltre tutto mi sembra che alla Samp le cose stiano girando spesso e volentieri bene. Il che non guasta mai.

Quest’anno abbiamo una rosa molto ricca, con diverse alternative validissime. Oggi per me ha giocato molto bene Ramirez, che ha realizzato un signor gol di destro!!!!

Concedersi il lusso di tenere in panchina Caprari fa capire quanto sia forte la Samp quest’anno. Abbiamo azzeccato tutti gli acquisti, Zapata sontuoso (ma perché sulla maglia ha scritto Duvàn e non Zapata? E anche Ramirez, perché sulla maglia ha scritto Gastòn?). Zapata ha cambiato, ha trasformato il nostro gioco di attacco. E’ potentissimo, fortissimo di testa e fisicamente, poi mette un sacco di assist gol, stasera due gol li ha propiziati lui. Acquisto azzeccatissimo, degnissimo sostituto di Muriel che tecnicamente sarà più forte di Zapata, ma come utilità e rendimento per la squadra Zapata è un’altra cosa. Zapata è un Petagna che segna e fa segnare anche Quagliarella.

Fabio Quagliarella è un grandissimo giocatore. Considerata l’età, la grinta e la voglia che ci mette, a servizio della squadra, è più unica che rara. Quest’anno sta vivendo una seconda giovinezza, credo che essersi liberato dell’incubo dello stalker l’anno scorso, a fine campionato, lo abbia fatto rinascere anche psicologicamente perché da quando si è liberato di quella terribile situazione si è rimesso a segnare di brutto. Quest’anno ha già segnato sette gol. E con il gioco offensivo che facciamo con in più l’aiuto di Zapata in campo, il Quaglia arriva più lucido alla conclusione.

Strinic molto bene, questa sera bene anche Bereszinski che sta ricalcando la parabola di Skriniar, bene Torrerira, una sicurezza per il centrocampo. Un leader. Bene Linetty e Silvestre, bene Ferrari, ormai Regini è la sua riserva. Bene Viviano.

Grande gioia quest’anno, Giampaolo è un maestro di calcio, non so come finiremo in classifica, ma c’è molto entusiasmo intorno alla squadra che sta esprimendo un ottimo calcio e ha sposato al 100% le idee dell’allenatore, un grande allenatore veramente. La Samp quando gioca sa sempre cosa deve fare. E’ diventata una macchina perfetta e questa sera personalmente non ho visto grandi sbavature durante il derby che abbiamo meritatamente portato a casa.


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29 ottobre 2017

Eurogol di Torreira il mio re del fantacalcio

Gli mancava solo il gol al mio titolarissimo del fantacalcio Lucas Torreira. E oggi addirittura doppietta d’autore, con due gol fantastici. Oggi la Samp ha asfaltato il Chievo, 4 a 1. Risultato bugiardo, loro dovevano essere 3 a 0 per loro almeno nel primo tempo, ma oggi ci è girato tutto bene. Meglio così, anche se a onor del vero abbiamo preso delle rumbe e tante botte. Il Chievo è una squadraccia di ferrai che gioca benissimo.

Sono qui per celebrare la super doppietta di Lucas Torreira, che oggi ha fatto due gol favolosi, i suoi primi in serie A. Torreira dall’anno scorso è un mio titolarissimo del fantacalcio, lo metto sempre, se comincia anche a fare gol – e io stavo soltanto aspettando che cominciasse a rompere il ghiaccio, l’anno scorso aveva preso soltanto una traversa contro il Pescara in tutto il campionato – allora mi ritrovo in squadra un campioncino.

Oggi al fantacalcio giornata positiva, finora, doppietta di Torreira, gol di Zapata e De Paul che mi è subentrato al posto di Nainggolan che ieri contro il Bologna è rimasto tutta la partita in panchina. Peccato le tre pere che si è preso Consigli contro il Napoli, un gol potrebbe essere anche autogol, però direi che oggi Torreira mi compensa del mio problema con il portiere al fantacalcio.

Comunque, Torreira è un signor giocatore e non si scopre oggi. E’ forse il miglior giocatore della Samp. Oggi non a caso c’erano gli emissari dell’Atletico Madrid a visionarlo e ne hanno ben donde. Torrerira è un giocatore da palcoscenici importanti. Se Soriano gioca nel Villareal, Torreira può tranquillamente ambire ad una grande di Spagna come l’Atletico Madrid, tanto più che da uruguagio non avrebbe nemmeno il problema della lingua. Ma per quest’anno ce lo teniamo stretto.

Oggi contro il Chievo abbiamo ballato di brutto in difesa. Ripeto, ci è andata di stralusso e il risultato è più che bugiardo. D’altra parte, in avanti quest’anno siamo pericolosi. Zapata, Quagliarella, Caprari, Ramirez quando entra fanno paura. E poi segnano anche i centrocampisti, oggi terzo gol di Linetty in campionato, manca solo il gol di Praet adesso.

Resto dell’idea che Sala sia sempre pericoloso per noi, non chiude e non offende, mentre Strinic oggi dopo le rumbe che ha preso di brutto nel primo tempo è cresciuto alla distanza. Il Chievo oggi si è divorato letteralmente tre o quattro gol nel primo tempo, che si è chiuso 3 a 1 per noi che abbiamo segnato ad ogni occasione che abbiamo avuto. Meglio così, però secondo me dobbiamo stare attenti perché già a Milano contro l’Inter e a Udine si era vista questa fragilità difensiva che può costarci molto cara nelle prossime partite e la prossima è il derby. A buon intenditore poche parole.

E non a caso oggi Giampaolo non si è presentato in sala stampa, perché per onestà intellettuale avrebbe dovuto dire che nel primo tempo soprattutto abbiamo subito tutto il tempo il Chievo che ci ha surclassato. Il calcio è bello anche per questo, oggi è andata bene, abbiamo visto Torreira goleador, ma non è sempre domenica e dobbiamo essere molto più solidi dietro per non prendere delle imbarcate di gol come quella che sarebbe stata direi legittima oggi contro un Chievo sfortunato e sprecone. E comunque Meggiorini è la nostra bestia nera, meno male che oggi si è creato due gol fatti, lui e uno Bastien, gol fatto.

Però godo perché Maran, fin dai tempi in cui allenava il Varese, e il Chievo dei vari Dainelli, Castro, Tomovic, Cacciatore (rosica poco per essere stato ceduto) non li reggo, sono dei picchiatori allucinanti e gioca ancora Pellissier, ma basta. Vecchi mastri ferrai che picchiano come pochi.


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La pallanuoto nella mia vita

Era da tanto tempo che volevo scrivere qualcosa sulla pallanuoto, uno sport cosiddetto minore che da qualche anno ha un ruolo sempre crescente nella mia vita.

Lo faccio ora con un senso di rispetto per questo sport che da sempre mi affascina anche se non l’ho mai praticato di persona. Ed è forse per questo che mi piace così tanto, soprattutto perché mio figlio, romano de Roma, è a tutti gli effetti un pallanuotista in erba e quindi passo sempre più tempo a vederlo giocare e allenarsi, il sabato e la domenica, con la sua squadra.

La pallanuoto è uno sport durissimo, fra i più duri per chi lo pratica. Per giocare devi nuotare come un pesce, devi essere allenato, e una partitella così, fra amici, è difficile da organizzare e per questo devi stare in una squadra. O nuoti e ti alleni oppure è meglio se fai uno sport meno impegnativo e meno di squadra, perché la pallanuoto è uno sport di squadra. Punto.

Da ragazzo, quando vivevo a Genova, d’estate, vedevo sempre i campi di pallanuoto improvvisati in mare, negli stabilimenti balneari fra Sturla e Bogliasco, con le boe gialle messe a rettangolo a delimitare il campo e a ritagliare quella fetta di mare immenso con le due porte pronte per giocare.

Vedevo questi campi in mare dall’autobus o dal motorino, mentre passavo sul lungomare dal Monumento di Quarto ai Sette Nasi, e i ragazzi che giocavano, con la palla gialla e le cuffie, anzi le calottine, da lontano. Li vedevo e li ammiravo molto sul mio motorino perché soltanto l’idea di galleggiare e nuotare e pensare di prendere la palla in quelle condizioni mi faceva venire fatica al pensiero.

Per questo ho sempre ammirato i pallanuotisti, con quei fisici statuari che non hanno nulla a che vedere con quelli dei culturisti perché sono forgiati dall’acqua e dalla fatica. Qualche volta ho fatto dei passaggi a pallanuoto al mare, un nostro amico portava la palla a Pontetto, ma poi ho mollato subito, per me improponibile come sport, troppo pesante.

Insomma, è sempre stato un sogno nel cassetto per me e ricordo che all’università avevo fatto amicizia con un ragazzo che giocava nella Pro Recco e in Nazionale e ogni volta pensavo, belin guarda questo che atleta pazzesco che è. Altissimo, snello, muscoli ma senza ostentazione, grandissima umiltà, erano una parte di lui che era un pallanuotista della Nazionale.

Un’altra cosa che mi piace della pallanuoto è che ci giocano ragazzi robusti, diciamo pure con la panza, perché l’importante nella pallanuoto è la forza e se hai dei chili in più, supportati dalla forma fisica, è un vantaggio per la squadra, non devi per forza essere una silfide per giocare a pallanuoto. Anzi.

Molti ex pallanuotisti sono degli armadi, basti pensare a Bud Spencer, perché continuano a mangiare come mangiavano quando erano in attività. Dopo l’allenamento gli viene una fame lupigna ai pallanuotisti, si mangerebbero anche un vitello, lo vedo su Pietro quando esce dalla vasca, si magnerebbe quel mondo e quell’altro perché mi sa che bruciano una quantità di calorie spaventosa in acqua e alla fine devono riequilibrarsi di brutto.

Una volta vorrei che il mio amico Cosimo, che ha giocato in serie A, venisse a vedersi con me una partita di pallanuoto per dirmi che succede sott'acqua e spiegarmi le regole, a volte non capisco i falli, palla sotto e altre cose.

Quando vedo le partite di pallanuoto di mio figlio la cosa che mi piace da matti è vedere i movimenti senza palla dei giocatori che si avvicinano alla porta avversaria, magari in contropiede. Sembrano dei siluri, dei sottomarini che cercano di avvicinarsi il più rapidamente possibile all’area avversaria, magari nuotando a dorso o a stile per coprire la distanza fra il centrocampo e l’attacco. Lasciano una scia in piscina, e poi se ricevono il lancio si rincagnano per tirare o passare al centro. Una vera figata, sembrano un siluro in vasca e si vedono questi accoppiamenti che si formano fra difensore e attaccante, le coppie e poi la palla da passare o portare avanti veloce.

Mi piacciono le marcature a uomo e non oso immaginare cosa succede sotto il pelo dell’acqua fra calci e trattenute di vario genere fra graffi e trattenute, che a volte ci sono giocatori che restano senza costume perché l’avversario gliel’ha sfilato sott’acqua. A volte vedi qualcuno che si allaccia con l’avversario e affonda. Poi torna a galla e cerca di riprendere il respiro. Non ci sono quasi mai proteste dei giocatori a pallanuoto, anche perché devono risparmiare il fiato per galleggiare e tutto il resto.

Basta che ti guardi una partita di pallanuoto in tivù per capire cosa succede, con le inquadrature sott’acqua.

Ieri in amichevole contro la Lazio Pietro ha piazzato una doppietta da centroboa, un evento da segnalare negli annali perché non segna quasi mai, è un difensore. Però adesso sta imparando ad attaccare e se riesce a far valere il fisico ha fatto vedere che può far male anche in attacco e ieri ero davvero contento per lui perché ha messo in pratica lo schema che l’allenatore gli ha detto in tempo reale.

Sono molto contento per lui, dopo due o tre anni di pallanuoto dura comincia a divertirsi anche lui che è molto bravo distruggere il gioco avversario in difesa ma che prima non superava mai la metà campo per attaccare. Ieri invece lo ha fatto in modo efficace, due volte, ricevendo palla spalle alla porta in posizione centrale, tenendo a distanza il difensore che lo marcava, girandosi e piazzando due gol fotocopia con il movimento classico del centroboa alla Bodegas.

Ero davvero positivamente stupito da questa evoluzione e ho pensato alle stranezze della vita, che dovevo trasferirmi a Roma dove il mare non c’è per vedere il mio sogno di essere un pallanuotista avverarsi con Pietro che, chissà, magari prima o poi una partita a pallanuoto al mare nei campi fra Sturla e Nervi se la farà per davvero. Lui il fiato e il fisico ce li ha di certo!!

L’anno scorso sono andato due volte a vedere il Vis Nova al Foro Italico, contro la Lazio e il Posillipo. Vedere le partite dal vivo è una figata, sono velocissimi i rovesciamenti di fronte ed è uno sport che consiglio a tutti, anche a chi non lo pratica come me, perché soltanto assistere ad un match dagli spalti dà grosse emozioni.

La piscina dei Mosaici al Foro Italico è bellissima, prima o poi voglio assolutamente andare a vedere una partita della Pro Recco o del Nervi in un impianto a Genova. Mi sa che la piscina del Nervi è all'aperto, nel porticciolo se non ricordo male, me la ricordo all'aperto.

Tra l’altro quest’estate Pietro si è allenato un paio di settimane al campo estivo di nuoto alle piscine di Albaro, dove si allena di solito la Pro Recco (se non ho capito male) e di certo gli ha fatto molto bene respirare l'aria di Genova (l'aria di casa) e allenarsi lì, anche se è stato duro, perché quest’anno mi sembra che sia tornato con un altro piglio agonistico a Roma. D'altra parte la pallanuoto è uno sport fisico. Chissà cosa direbbe Bammaeo se vedesse giocare Pietro a pallanuoto, penso che sarebbe contento.

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22 ottobre 2017

La Samp di Zapata

Duvan Zapata si sta rivelando un grande acquisto per la Sampdoria. E’ un giocatore molto forte fisicamente, che corre e ha una buona tecnica. Forte di testa, oltre a segnare fa sempre qualcosa di utile per la squadra. A Genova si è subito integrato e non fa rimpiangere Muriel. Ieri ad esempio contro il Crotone ha procurato il rigore con un’incursione di potenza in area e poi ha fatto l’assist, credo peraltro voluto – non mi sembrava un tiro sbagliato – per il gol di Caprari.

Il giocatore mi sembra poi molto umile e tranquillo, credo sia un ottimo affare per la Samp, potenzialmente ai livelli di quello che fu Pazzini come peso specifico per i blucerchiati.

Zapata è mille volte più utile di Muriel. Io lo sanno tutti sono stato un grande fan di Muriel, tecnicamente è un giocatore splendido, però Zapata è più consistent come dicono gli inglesi, più concreto. Insomma, per me è un grande acquisto che ci darà molte gioie anche perché il tandem con Strinic ripropone un duo di giocatori ex Napoli che ha molto da dire.

In generale, la Samp di Giampaolo quest’anno, il suo secondo anno, è una macchina oliata nei meccanismi che in più può contare su almeno due giocatori per ruolo quasi dello stesso livello. Non siamo costretti a puntare soltanto sui titolarissimi e questo è un bel vantaggio per la concorrenza interna che tiene alta l’attenzione e la dedizione di tutti alla causa. Nessuno ha la maglia assicurata in questa Samp, a parte Torreira insostituibile e Silvestre e Praet mi sembra di capire.

A partire dall’ottimo dualismo Puggioni-Viviano, e finché Puggioni continua a parare così lo terrei titolare, gli altri dualismi sono Berezinsky-Sala – i due bene o male si equivalgono, anche se Berezinsky mi sembra un filino più affidabile -; Strinic-Murru, con Strinic nettamente titolare e bella sorpresa per noi, finalmente abbiamo di nuovo un terzino sinistro che sa crossare; Silvestre titolare, al suo fianco Ferrari (molto forte) o Regini; a centrocampo Torreira sontuoso e insostituibile (il povero Verre deve ancora crescere e tanto per pensare di fare il Torreira), Praet quest’anno fortissimo; Linetty sempre concreto, in alternativa Barreto; trequartista Gaston Ramirez, che per ora mi è piaciuto ma la grande sorpresa potrebbe essere l’utilizzo sulla trequarti di Caprari, un giocatore dalla classe sopraffina; davanti l’inossidabile e generoso Quagliarella e la ciliegina è Zapata, che ha avuto un impatto clamoroso con la Samp. Il giovane Kovnacki mi sembra anche lui un bel giocatore.

Tenere fuori Ramirez per far giocare Caprari è la prova provata di quanto forte e abbondante e completa sia la rosa della Samp di quest’anno. La bravura di Giampaolo sarà quella di ruotare tutti i giocatori e di mantenerli tutti a questi livelli. Qui se perdi il posto da titolare una domenica diventa difficile riprenderselo poi, vedi Sala che ha fatto un sacco di panchina e Ramirez, scivolato in panchina come Viviano, Barreto e Linetty. Però questa concorrenza interna e il fatto di rimescolare così spesso l’undici titolare sta tirando fuori delle ottime prestazioni da parte della squadra.

Parlando di Praet, di lui mi spingo a dire che Giampaolo sta facendo un capolavoro, un po’ come quello che ha fatto con Zielinski ai tempi dell’Empoli. Praet quest’anno è un altro giocatore rispetto allo scorso campionato. Recupera una marea di palloni e poi riparte con verticalizzazioni meravigliose e assist-gol al bacio. Vederlo giocare è un piacere.

Per ora, dall’inizio del campionato, abbiamo sbagliato la partita di Udine (grosso errore di Berezinsky e cappella di Puggioni per il primo rigore su Maxi Lopez) e secondo me abbiamo perso due punti a Verona, dove avremmo dovuto vincere ma siamo stati un po’ molli, anche se il palo interno di Zapata alla fine del match grida ancora vendetta. Con l’Atalanta siamo stati fortunati a ribaltare il risultato in casa, la Dea doveva essere tre a zero alla fine del primo tempo ma non è stata capace di concretizzare la sua superiorità e noi siamo stati cinici nel secondo tempo. Con il Milan abbiamo meritato. Per il resto, ieri con il Crotone bellissima prova contro una piccola (seconda vittoria con una piccola dopo il Benevento), ottima vittoria a Firenze e pareggio d’oro contro il Torino. A Marassi quest’anno siamo fortissimi, ma mi sembra che anche fuori casa facciamo sempre il nostro gioco.

Giampaolo indubbiamente grande allenatore, d’altra parte Schick, Muriel, Bruno Ferandez e Skriniar sono in gran parte sue creature. Certo, restano i suoi tic, come Ricki Alvarez, Ricki Maravilla, ma tutti sono innamorati di qualcosa, di un'idea, e per ora anche Alvarez ha fatto il suo quando è stato chiamato in causa. Mi spiace, personalmente, per Duricic, ci avevo sperato, e per Dodo.


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Mouse a sinistra

Mouse a sinistra. Al lavoro da qualche settimana ho spostato il mouse a sinistra per vedere se mi passa completamente il dolore che ho alla spalla destra. Io sono mancino, quindi per me il mouse a sinistra, in teoria, è anche più naturale. In effetti, il mouse a sinistra non mi dà fastidio, anzi mi sembra che vada meglio. Lo consiglio a tutti i mancini, basta resettare le impostazioni del mouse, spostando i comandi dei tasti.

E’ un’operazione piuttosto facile da fare, il mio mouse è wireless ed è stato semplice modificare le impostazioni. Se poi tutto questo servirà, nel lungo termine, a migliorare il dolore alla spalla destra è tutto da verificare. Per ora il dolore alla spalla destra è stazionario, ma almeno non è peggiorato. Un’altra misura che avevo adottato in precedenza per migliorare il dolore alla spalla destra – penso di avere una capsulite adesiva, anche se esattamente cosa ho non lo so, niente di grave ma qualcosa che non va c’è – è stato cambiare la spalla su cui appoggio il borsello. L’ho spostato a sinistra il borsello. Per ribilanciare la situazione.

Molta gente che conosco mi ha chiesto di riprendere a scrivere sul blog. Di solito ignoro questa richiesta, ma ora mi è venuta voglia di tornare a scrivere. Non prometto niente, non prendo impegni solenni, però l’idea è di riprendere a scrivere sul mio blog.

Già adesso posso dire che mi piace rivedere la pagina che si riempie, mi piace spostare i blocchi di frasi e ricreare l’editing e organizzare le cose che scrivo.

Il problema mio con la scrittura, più che altro, è che sono pigro e che di solito non ho voglia di sedermi a scrivere. Un po’ come mio figlio che non ha voglia di esercitarsi a pianoforte. L’latro giorno dopo la lezione del sabato diceva che per lui il pianoforte è un hobby, non un lavoro. Per me uguale, la scrittura è un hobby, non un lavoro, però se non scrivo mai mi passa il tocco. Quindi, con molta tranquillità, dico solo che voglio tornare a scrivere, a strimpellare un po’ sulla tastiera. Senza impegno.

Quello che ho appena scritto è una palla pazzesca, perché in realtà per scrivere, come per suonare il piano, o scrivi e suoni sempre, oppure è meglio che non lo fai proprio per niente. Più che altro per me la scrittura è un po’ come un’esigenza, negli ultimi tempi non l’ho rispettata, ma ora spero di aver cambiato registro.

Ora provo a mettere questo post in pagina per vedere se mi ricordo come si fa e poi magari scrivo qualcosa sulla Sampdoria con particolare attenzione a Duvan Zapata.


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