Ritorno in Bangladesh
Domenica scorsa sono rientrato in Bangladesh, è così che ho ribattezzato casa mia a Roma. La mia nuova casa in zona a larga prevalenza bangla, stretta fra la Casilina a la Prenestina all’altezza di Tor Pignattara.
Il rientro a casa è stato molto positivo, molto meglio di quanto avessi potuto sperare.
In primo luogo, sono tornato a casa e zero blatte. Questa è stata la sorpresa più bella, non ho trovato nemmeno una blatta in casa dopo due settimane di assenza. Avevo temuto di trovare qualche cadavere, come mi è capitato più di una volta nei mesi precedenti, ma questa volta zero blatte. Vuol dire che, non lo dico troppo forte, la disinfestazione ha funzionato finalmente così come il gel che ho lasciato nei battiscopa a casa.
Comunque, non lo dico troppo forte ma questa è una notizia fantastica perché la presenza delle blatte in casa era diventata davvero una cosa pesantissima.
E’ pur vero che anche adesso continuo a guardare per terra e a controllare sotto il letto e negli angoli se per caso non trovo qualche cadavere di blatta. E’ vero anche che non vado a piedi nudi per casa, non sia mai che per caso calpesto una maledetta blatta come mi è capitato una volta, involontariamente, e per fortuna avevo addosso le pantofole.
E’ vero anche, infine, che quando vado in bagno di notte accendo sempre la luce, per non trovarmi magari qualche blatta al buio. Quest’estate giù in Sicilia ne ho beccate due nere, di notte, nel bagno di giù ma ormai sono talmente allenato con quelle di casa mia che le ho lasciate andare via tranquille verso i loro buchi nel bidet. Non sono le mie blatte, alla fine. Blatte sicule sono.
L’altra cosa bella del ritorno a Roma è stato ritrovare il motorino tranquillo, intonso. L’unica cosa, mi avevano lasciato un barattolino di Actimel bevuto nel cassettino vicino all’accensione. Ma poca roba, niente di grave.
Terza cosa, nessuna perdita, l’acqua funziona regolarmente, il frigo pure, anche la lavatrice. La tivù funziona, il Castoro è aperto e domenica mi sono fatto la spesa regolare. Questo weekend dovrò tornarci.
Per il resto, ora che è agosto qui in Bangladesh ci sono alcune cose un po’ diverse. Per prima cosa, la Casilina è chiusa per lavori e così per andare al lavoro devo prendere la Prenestina che non prendo mai. Va bene lo stesso, l’unico inconveniente è che ci sono molti più semafori.
L’altro giorno al semaforo mi sono trovato davanti uno scooterone, la donna dietro stava fumando e mi sono beccato tutto il suo fumo per tutta la Prenestina, che schifo. E non riuscivo a superarlo e lui nel contempo non andava abbastanza veloce per seminarmi.
Un’altra cosa assurda in questo periodo è la chiusura di via Santa Corce in Gerusalemme per l’occupazione del centro sociale Spin Time. E’ incredibile, praticamente tutta la strada è bloccata e ci dormono anche in tenda fuori, sull’asfalto. Non è percorribile e a presidio ci sono anche diverse forze dell’ordine.
Io ci passo davanti e sono costretto a prendere la strada successiva per reimmettermi su viale Manzoni per poi proseguire verso Piazza Vittorio. E lì c’è fissa una camionetta della Polizia con una decina di agenti anti sommossa bloccati lì per presidiare questa occupazione abusiva dello Spin Time.
Uno spreco assurdo di risorse pubbliche visto che i poliziotti li vedo sempre lì a ciondolare con lo smartphone in mano vicino alla camionetta. Ma ti sembra normale che da più di un mese via Santa Croce in Gerusalemme sia bloccata al traffico?
Non ho seguito la vicenda, ma se questa è la capacità di mediazione della nostra amministrazione non siamo messi benissimo. Essere costretti a presidiare una occupazione di questo tipo in centro a Roma non mi sembra uno spot per la Capitale e nemmeno per il Governo. Né quello locale di Roma Capitale ma nemmeno quello centrale del Viminale. Ma forse mi sbaglio e non conosco la situazione, che in effetti non seguo da vicino, soltanto perché sono costretto a cambiare strada per andare al lavoro tutti i giorni.
Per il resto, la città è ancora mezza vuota. L’altro giorno sono passato da Piazza Dante e c’era una marea di parcheggio, sembrava un’immagine surreale considerato che di solito durante l’anno non c’è un buco nemmeno se preghi. Che bello.
In questi giorni sono andato a correre e ho sudato le sette camicie. Da strizzarmi. Mi sono dovuto mettere nudo su una sedia seduto su un asciugamano per sudare tutto quello che avevo da sudare. E ce n’è voluto di tempo per sudare tutto.
Oggi che è sabato sono andato dal giornalaio qui in via di Acqua Bullicante ma è chiuso per ferie. Dovrò andare altrove, non so bene se comprare la Stampa o il Corriere della Sera. L’altra volta al mare mi sono comprato il Corriere e mi è piaciuto molto, mentre ultimamente la Stampa è un po’ come dire deludente. Vedremo all’edicola dopo. Per il resto, mi manca un po’ il cane. Da solo a camminare non ci vado, non mi viene naturale. Ma intanto fra poco lo riprendo.




0 Comments:
Posta un commento
<< Home