Super kebab in via Merulana
Oggi a tartufi tutto bene e poi a pranzo mega kebab da Shawarma Station in via Merulana, una sicurezza. Stasera la tartare. Direi che per oggi ho mangiato.
Sto aspettando di vedere se per caso stasera sul 38 o il 39 danno Maigret. Stasera sarebbe davvero una serata Maigret. L’altra settimana l’ho visto tutto, ho resistito. Mi pare che fosse domenica. Ma magari era lunedì, non mi ricordo.
Stasera ho portato Mina giù a fare un giro e ha voluto girare in via di Acqua Bullicante e poi abbiamo fatto l’inversione di marcia in via della Marranella. Sembrava di essere in Bangladesh, non c’era un italiano nemmeno a pagare oro.
Tutti i bangla fuori dai negozi, tutti aperti. Donne in burka con i figlioletti. Gente al telefono, si vede che hanno tariffe telefoniche agevolate perché tutti i bangla della storia in zona qui ma anche in Piazza Vittorio sono sempre al telefono per ore e ore.
Il ristorante Dhaka una volta lo vorrei provare, ma penso che in realtà in via della Marranella e zone limitrofe ci sia tutto un fiorire di bangla e indiani. Poco dopo c’è un altro che si chiama Bangla Restaurant.
Meglio loro del fruttarolo bullo qui sotto casa, che ha lo stallo qui sotto. Ieri stavo pulendo le zampe a Mina alla fontanella pubblica e lui ha rosicato perché non gli ho spostato il secchio che aveva lasciato sotto il nasone.
Ma stai scherzando? L’acqua scorre, non resta nulla nel secchio della pulitura del cane.
Questo insisteva e gli ho detto bello e buono esaurito e me ne sono andato.
La fontanella pubblica non è tua, bello, se non vuoi rotture di cazzo comprati un allaccio privato all’acqua.
Poco dopo sono andato a fare la spesa al Castoro in via di Acqua Bullicante.
Attraverso la strada, io pedone, e sulle strisce c’è un tizio che in macchina si sta avvicinando a palla ai secchi della monnezza, per parcheggiare attaccatissimo ai secchioni.
Devo lasciare la spazzatura, gli passo davanti per dirigermi ai secchioni, fra lui e i secchioni, e lui con la macchina, in manovra sulle strisce, stava per venirmi addosso. Mi lamento, gli dico che fai, e lui ha la faccia da culo di dirmi convinto potevi girarmi dietro la macchina.
Assurdo. Ci sono delle facce come il culo patentate in questa città. Gliene viene sempre a loro e ieri mattina nel giro di un quarto d’ora ho fatto doppietta, prima il fruttarolo della fontanella pubblica e lui pensava che fosse sua, e poi il guidatore che ha parcheggiato attaccato al cassonetto ma per metà sulle strisce e mi stava venendo dentro mentre io ero al secchione con la spazzatura e gliene veniva a lui.
Questi sono veramente degli stronzi veri.
Domani entro nella terza settimana senza motorino. Spero vivamente di risolvere la questione burocratica al più presto e di riprendere a muovermi con il due ruote. I mezzi sono un’esperienza faticosa, metro e tram.
Nel frattempo, sul 38 c’è Barnaby e sul 39 c’è The Closer, sto monitorando per non perdermi Maigret, se c’è. Se perdi l’inizio è sempre un casino capirci. Io sono specializzato nella perdita dell’inizio del film. E molte volte mi perdo l’antefatto.
C’è Maigret stasera, La casa del giudice. Però dura un’ora e mezza. Forse troppo per la mia capacità. Vedremo.
E' un Maigret caduto in disgrazia, trasferito in provincia, che gioca a biliardo per rompere la noia, quello che, all'improvviso, si trova alle prese con un caso singolare: un giudice viene sorpreso a gettare in mare il cadavere di un uomo, di cui sostiene non sapere nulla. Intorno alla figura del giudice si muovono suo figlio Albert, pescatore, con cui non ha molto dialogo; la figlia, bella, ma sbandata, che si e' concessa a tutti i ragazzi del paese; Marcel Airaud, un altro pescatore, a cui il giudice ha proposto la mano della figlia.
Mi sa che me lo vedo. Minchia anche io fumavo la pipa. Ho visto l'inizio.


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