Habemus modem
Annuncio vobis, magno cum gaudio, che il modem della fibra Enel dopo innumerevoli giravolte è atterrato a destinazione.
Sono estasiato anche perché non ci speravo più. La finestra di consegna era ormai superata da più di un’ora.
Il corriere l’ho visto al volo, in real time, mentre stavo facendo fare un giretto al cane di fronte a casa.
L’ho inseguito e mi ha dato il pacchetto, che per il momento preferisco non aprire.
Una cosa alla volta.
Poi per la connessione e tutto ci penserò, magari in compagnia.
E’ stato un percorso lungo e difficile, ma alla fine il modem è arrivato a destinazione.
Habemus modem.
Vorrei qui sintetizzare, per punti, alcune angherie che ho dovuto subire per arrivare a questo memorabile risultato.
1. Restare nove minuti in attesa con il numero verde di BRT dall’Albania per conoscere il dettaglio della mia consegna, in ritardo di più di un’ora, per poi buttare giù senza ricevere risposta.
2. Ricevere da BRT una mail mezz’ora prima dell’inizio della “finestra di consegna” di due ore, costringendomi di fatto a fuggire di corsa dal lavoro per precipitarmi a casa in tempo per l'inizio della finestra.
3. Innumerevoli chiamate al numero verde dell’Enel, mittente de facto del modem, ma del tutto impotente rispetto alla consegna.
4. Mettere un adesivo del mio cognome sulla pulsantiera del citofono e rendermi conto che qualcuno dei miei vicini l’aveva strappata.
5. Sentirmi dire da uno dei vicini, anziano con 40 anni di militanza nel palazzo, che “i vicini non amano gli adesivi sulla pulsantiera, perché fa sembrare il palazzo un ritrovo di immigrati”.
6. Dovergli rispondere che io non sono un immigrato, che l’immigrazione con la consegna del mio modem non c’entra nulla, ma evitare la lite perché lui, l’anziano, mi dà una dritta importante: “appiccica l’adesivo con il tuo nome fuori dalla pulsantiera, sotto. Così nessuno dirà nulla e sarai tollerato”. E così ho fatto, mettendo il mio cognome nella terra di nessuno, nella parte sottostante la numerazione ufficiale della pulsantiera. Come esserci senza esserci veramente.
7. Ringraziare il vicino anziano per il suo prezioso consiglio, reprimendo sul nascere ogni impulso di reagire malamente a questa linea di pensiero e di azione di per sé aberrante.
Ma alla fine quello che conta è il risultato finale.



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