talentaccio

mi è tornata voglia di scrivere

13 gennaio 2026

Il fantasma di via Perestrello


Mi sono appena finito di mangiare tre uova fritte con la scamorza, una cena di tutto rispetto nella mia nuova casa di via Perestrello.

Apro la finestra della cucina per buttare la bottiglia vuota della birretta artigianale che ha accompagnato il mio lauto pasto nel sacchetto del vetro, che ho deciso di tenere sul terrazzino. Apro la finestra, e il terrazzino è tutto pulito, lindo e tutto è messo in ordine maniacale.

Resto basito, perché il giorno prima, era domenica, il terrazzino era un ammasso schifoso di sporcizia per terra, le crocchette del cane – il sacco grande da 20 kg – era buttato sotto la finestra del bagno, a ostruire il movimento insieme allo stendino aperto senza nessun motivo. Il mocio Vileda chiudeva il casino totale con il sacchetto del vetro gettato sotto il tavolino.

Insomma, il giorno prima il terrazzino era un gran casino ma ieri sera, invece, era tutto in ordine. Per terra pulitissimo, la scopa e la paletta messi sulla sinistra insieme al mocio Vileda e il saccone delle crocchette del cane, su cui è dolcemente appoggiato lo stendino, piegato ordinatamente su se stesso.

Guardo ancora e non mi capacito.

Com’è possibile che sia tutto in ordine?

Ieri avevo detto al telefono a mia moglie che era necessario avvertire la signora delle pulizie che la priorità a casa mia era appunto la pulizia del terrazzino. Ma ora lo trovo pulito che più pulito non si può.

Qualcuno in mia assenza deve essere entrato in casa.

Mi sale la paura e vado di là a controllare nel cassetto della camera, mi avranno rubato i soldi. Ma i soldi sono tutti lì. Nessuno ha toccato i soldi e nemmeno nient’altro è fuori posto. Soltanto il terrazzino è stato rimesso a nuovo in mia assenza.

Ma chi è stato?

E perché soltanto il terrazzino?

Scrivo al mio padrone di casa e poi lo chiamo a più riprese per chiedergli se non sia stato lui, per caso, ad entrare in mia assenza. O se per caso vi siano in giro degli altri mazzi di chiavi di casa mia. Ma il padrone di casa non risponde.

Ma chi è stato allora?

Sono un po’ nel panico e chiamo mia moglie, anzi devo dire ormai ex moglie.

Se mi trovo lì, in via Perestrello, nel mio nuovo appartamento soltanto da pochi giorni è perché dopo 20 anni di matrimonio ci siamo lasciati. Ciò non toglie che sia sempre lei la prima destinataria delle mie elucubrazioni. “Ci sarà qualcuno che ha la mia chiave”, dico. “E chi?”, replica lei.

Penso al padrone di casa, che magari è venuto a vedere come tengo l’appartamento o magari qualcuno si è lamentato di Mina, il mio cagnolino che lascio da solo di giorno. Ma Mina dorme di giorno e non ha mai fatto casino.

Chi altri? “Potrebbe essere la donna delle pulizie del vecchio inquilino, inconsapevole del cambio di situazione”, azzardo. Ma come? Se fosse entrata il cane le avrebbe abbaiato contro. E lei si sarebbe subito accorta che non era più la casa del vecchio padrone.

Ma se fosse stata una donna delle pulizie perché avrebbe dovuto fare soltanto il terrazzino?

Magari si è accorta che non era più la casa abitata dal padrone ma soltanto in un secondo momento.

Mi arrovello, stile commissario Montalbano a caccia del colpevole, faccio congetture che però non stanno né in cielo né in terra.

Mia moglie da Piazza Vittorio dice che secondo lei potrei essere stato io a mettere in ordine e a pulire e che non me lo ricordo.

“Ma sei sicuro di non averlo fatto tu?”, chiede lei dubbiosa.

“Sono rinco ma non fino a questo punto”, le rispondo un po’ piccato.

Tra l’altro non bevo, non fumo, non mi drogo. Sono lucido come un pesce.

Poi sento mio fratello, che vive a Milano, e cominciano a balenarmi in mente idee di fantasmi in casa che fanno le pulizie.

“Qualcuno dal balcone del vicino?”, dice lui.

“Ma è troppo lontano, è impossibile”, gli dico.

Intanto richiamo il padrone di casa, che non risponde. Che fine ha fatto? Ma ormai sono già quasi le dieci di sera. Dovrò aspettare il giorno dopo.

E dire che sto ancora prendendo confidenza con la nuova casa e con il circondario. Mi sembra di essermi trasferito all’estero, da Piazza Vittorio dove sono stato per 20 anni, a questa nuova zona vicino a Piazza Malatesta. Stasera sono andato al Pigneto, con il cane, ed è stata anche una bella passeggiata.

Ma questa del fantasma in casa non ci voleva.

Tra l’altro, dice mio fratello, “almeno è un fantasma che ti vuole bene e che ti mette in ordine le cose”, dice ridendo.

In effetti, è stato carino. Mi siedo davanti alla tivù e mi sintonizzo su Salernitana-Cosenza, una partita di serie C di cui non mi interessa nulla, ma che mi tiene compagnia. Non vorrei essere solo lì, in via Perestrello, io e il fantasma. Meno male che c'è il cane, che però è bello tranquillo.

Che tipo sarà il mio fantasma? Me la immagino come una vecchia signora con la scopa in mano che non ama il disordine e che mi fa capire che un terrazzino così lercio non è ammissibile.

Sento anche mia madre che vive a Genova, è più preoccupata di me.

Mio fratello mi dice di tenere la chiave nella toppa, per evitare che di notte qualcuno possa entrare da fuori.

Lo faccio, e alla fine vado a letto. Mina viene con me e alla fine dormo come un puttino.

Mi sveglio alla mattina, sempre lì con il dubbio del fantasma, che nel frattempo ha preso le fattezze di una sorta di Ghostbuster con l’aspirapolvere per le pulizie. Apro di nuovo il terrazzino, per verificare che durante la notte non sia successo qualcosa di nuovo. E' tutto in ordine e pulito come non mai.

Vado in bagno e dico a voce alta, in modo che il fantasma eventualmente mi senta bene se è in ascolto, che se per caso mi vuole far comparire nel letto una bella donna disponibile, possibilmente con i capelli lunghi e neri, gliene sarei molto riconoscente.

In questo momento, me lo immagino come una sorta di spirito buono della lampada di Aladino, pronto ad esaudire tutti i miei desideri.

Mi sporgo nella stanza ma, ahimé, la donna dei miei sogni non si è materializzata.

Eppure l’avevo vista bene, quella notte, nel mio sogno mattutino e l'immagine era ancora lì nitida, dietro la retina.

Controllo lo smartphone, ma il mio padrone di casa non ha risposto ancora. Sarà ormai in fuga alle Cayman, l'ho smascherato. E’ presto, prendo il motorino e vado a Centocelle. Passo dall’aeroporto, c’è poco traffico, tutte zone nuove nella mia nuova dimensione fra Malatesta, Pigneto e Tor Pignattara io che a Piazza Vittorio ci avevo fatto le radici. E quando arrivo a destinazione ecco il messaggio tanto atteso del padrone di casa compare sullo schermo dello smartphone.

“Buongiorno, purtroppo stavo dove non c'era connessione e linea tel. Non si preoccupi, ho messo una nuova serratura europea e quindi. le nuove chiavi non. ce le ha nessuno. Venerdì sono iniziati i lavori alla facciata con l'edilizia acrobatica. Allego la comunicazione dall'amministratore. Saluti”.

“Si comunica che, in previsione del miglioramento delle condizioni atmosferiche Venerdi 09 Gennaio dalle ore 8.00, inizierà l'allestimento del cantiere per eseguire le lavorazioni di messa in sicurezza approvate nell'ultima assemblea, da parte della ditta di edilizia acrobatica Edilfly”.

Praticamente, è stato un operaio dell’edilizia acrobatica a pulirmi il terrazzino luirdo e il mio fantasma di via Perestrello non lo vedrò più, ma mi ero già affezionato. Un po' mi dispiace, mi faceva già compagnia. Avevo pensato di lasciargli dei bigliettini in casa, con le faccende da sbrigare e i miei desideri più reconditi: la Samp in serie A, la donna con i capelli neri che mi accoglie a braccia aperte, un bel salto dal trampolino e una bella birra in compagnia. Sarà per la prossima volta.


1 Comments:

At 8:48 PM, Anonymous Anonimo said...

Bellissimo ed elegante

 

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