Natale diffuso anche a tavola
Il mio fantastico Natale diffuso di gennaio continua anche a tavola. Ho ricevuto e aperto soltanto due giorni fa, postumo, un pacco natalizio che mi hanno mandato e che era rimasto in giacenza dalla mia vicina Laura e in questi giorni mi sto rifacendo del tempo perduto.
Nel pacco c’era una caciotta gigante, una cotognata, un bel pezzo di grana padana, una torta sbrisolona, riso, una mostarda di zucca. Un salame.
La sbrisolona l’ho aperta ieri e già metà me la sono calata sana. Mandorle e non troppo dolce, favolosa.
La caciotta l’ho aperta oggi, con la cotognata, mi sono impiastricciato di brutto le mani ma è fantastica.
A questo punto devo soltanto trovare qualcuno che prepara il bollito, io porto la mostarda di zucca in dote e così siamo pari e patta.
Il Natale diffuso è la mia nuova battaglia personale. Le luminarie sono sempre lì, in zona Malatesta, e così la mia nuova fissa ha motivo di essere.
Oggi con Mina siamo finiti un po’ in giro, ma all’area cani sono rimasto poco perché ci sono dei padroni con la pallina e a scanso di equivoci è meglio andarsene subito.
Come ti viene di portare una pallina all'area cani, è come portare Bo Derek in gradinata Sud.
Poi ho incrociato Millo, l’altro lagotto di zona uguale a Mina ma con la macchia marrone sul collo. Lui tutto vaporoso, era andato a fare lo shampoo oggi, mentre Mina rasata sembra full metal jacket.
Un incontro tra fratelli diversi, fino a ieri sembravano sosia Millo e Mina e oggi invece sono lontanissimi ricordi di una somiglianza che non è più così evidente.
Mi devo comprare uno stendino più grande e anche un ferro da stiro e il sale.
Oggi ho dimenticato di lasciare i soldi a Gioana.
D’ora in poi lascerò tipo 50 euro sul tavolo per ogni evenienza e così non ci dovrò più pensare ai soldi della prossima settimana perché sono già lì.
Stasera ho fatto Qi Gong nella casa nuova, è andata bene e le candele bruciano molto bene.
Poi ho fatto un po’ di yoga.
L’altra volta a Genova mi sono preso una guida allo yoga, era nella libreria di mio padre.
Stasera ho cominciato a fare gli esercizi. Sono molto carini. Ho fatto i primi cinque, con le foto e le spiegazioni di come mettersi in posizione e quanto rimanerci.
Domani ne farò altre cinque, magari, di figure nuove e ripeterò quelle che ho fatto stasera.
Ho spento la tivù, un concorrente della Ruota della fortuna ha appena vinto 200mila euro, pazzesco.
Ieri sono andato all’Eur in motorino, poi ieri sera pioveva e ci ho messo un sacco perché l’acqua non scivola sul parabrezza e mi rende difficile vedere la strada.
Le luci si riflettono sull’acqua e mi tolgono la visuale.
Per fortuna oggi non pioveva e al ritorno ci ho messo poco, anche all’andata. Meno di quanto dicesse il navigatore anche perché lì dove c’è rosso e arancione mi metto esterno, fra le due corsie, oppure sulla preferenziale degli autobus e salto il traffico a pie’ pari.
Uno dei vicini ha un pendolo. Ha appena battuto le ore, sono le 22,00 dieci tocchi.
Un’altra cosa che mi dà fastidio sono gli insaccati senza il pane. Soprattutto la mortadella.
La mortadella secondo me la morte sua è con la pizza bianca.
Domani al lavoro mi rimetto ancora il vestito, siamo ad un evento, finisce domani.
All’Eur.
La parola Eur è spesso nelle parole crociate, anche la parola Ian e la parola Aar, il fiume svizzero di non so dove, anche il fiume Inn e a volte il fiume Ill.
Io l’idea per il mio racconto nuovo ce l’ho, potrebbe anche essere un romanzo. Però per il momento ho soltanto il titolo, anzi di titoli ne ho due per il mio romanzo nuovo.
Però non li dico per non farmi fregare l’idea. Io l’idea ce l’ho il problema è svilupparla.
Due idee ho, me le devo ricordare. Magari me le scrivo. Però non qui. Non voglio dissipare il mio vantaggio competitivo.
Sono due titoli simili, del tipo di tre parole. No uno è di tre parole, l’altro di un po’ di più.
Scrivere adesso mi sembra di essere uno che strimpella la sua chitarra così, un po’ a caso. Giusto perché ha voglia di sentire le corde e pizzicarle.
Ho finito il riscaldamento.
Oggi a Qi Gong in casa mi sono acceso le candele in salotto, una non ci sono riuscito perché lo stoppino è troppo corto e la cera è quasi finita.
Ci ho provato, ma mi bruciavo.
Era la candela verde che è rimasta spenta. Le altre, una bianca e le altre due rosse, si sono accese. Con una bella fiammella potente e guizzante.
Negli esercizi di yoga prima ne ho fatto uno, si chiama il cobra, che devi mettere la fronte per terra e poi la guancia sinistra sul pavimento. Però mi ha strechato per bene la schiena.
Ecco cosa volevo scrivere, me lo sono ricordato ora, stanotte di nuovo ho sentito lo sgocciolamento nel muro del bagno, come l’altra volta che ho chiamato il padrone di casa alla befana che mi ha indicato l’idraulico. Ho preso l’appuntamento, ma poi l’ho disdetto perché lo sgocciolamento si è interrotto e quindi l’avrei fatto venire a casa senza corpo del reato.
Lui fra il serio e il faceto – ma sembrava più che altro infastidito, ironicamente infastidito – mi ha risposto su Whatsapp “alla prossima rottura” con una faccina sorridente che però secondo me era soltanto di facciata e in realtà lui, l’idraulico, era davvero rotto di palle.
Però stanotte lo sgocciolamento nel muro si è riproposto. Ora non c’è più, ma stanotte c’era. Non ho le traveggole, io. Mai avute le traveggole in vita mia.
Però a questo punto ho capito che nel muro del bagno c’è uno sgocciolio intermittente, che la maggior parte del tempo non c’è. Una perdita che però è saltuaria e quindi ho deciso che me la tengo. Non chiamerò più l’idraulico per questo che è un falso problema.
Ti devo confessare, in realtà, che quando lo sgocciolio non c’è un po’ mi manca aguzzo l’orecchio per vedere se per caso in lontananza non ci sia invece e che il mio sia un problema di udito mancato.
Non volevo dirtelo però ho steso le lenzuola fuori, sullo stendino troppo piccolo, ho dovuto piegarle in due e un po’ strusciano per terra domani vediamo se si sono un po’ asciugate.
La lavatrice funziona stasera ho mangiato anche la pasta con tonno.
Mina di nuovo oggi due sacchetti per la cacca, cacca a rate, così con il pelo corto le si vedono di più gli occhi.
E’ un lagotto?
Sì è un lagotto anche se ha il pelo corto, è sempre un lagotto.
Il titolo, anzi i due titoli del mio nuovo racconto – ma in realtà sono due racconti diversi – sono simili e sono anche simili a Piccolo mondo antico. Almeno uno dei due. L’altro è un po’ più lungo. Me li devo ricordare.
Buona notte. Ti dirò se sgocciola.



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