Stamattina Mina quattro sacchettini
Stamattina Mina quattro sacchettini. Stiamo un po’ esagerando, secondo me. Forse devo darle meno da mangiare, anche se in realtà sui quantitativi non mi sembra di aver cambiato nulla di sostanziale. Vedremo nei prossimi giorni.
Per il resto, stamattina ci siamo fatti una bella passeggiata, includendo anche via Ubertini nella nostra routine.
Una via piacevole, con uno spartitraffico ampio e calpestabile fra l’erba e qualche alberello. Alla fine stanno saltando fuori alcune zone più dog friendly anche in mancanza di un giardino o di un parco. Ci arrangiamo. nella foto Mina con Millo, prima che Mina si rasasse.
Ieri sera mi sono mangiato le polpette dell’Ikea, in effetti sono la soluzione più rapida. Però me ne sono fatte troppe, 12, ne ho mangiate soltanto 5. Così stasera mi scaldo il rimanente e sono già avanti.
Ieri sera mi sono visto Cliffhanger, un vecchio film con Sylvester Stallone che fa delle arrampicate libere su pareti verticali sotto la neve e la tempesta in maniche corte. Assurdo ma anche bello. Film anni ’90 direi, senza effetti speciali.
Stamattina mi sono fatto una bella doccia con l’acqua calda, ho spostato la leva dello scaldabagno da low a economy ed è cambiato tutto, l’acqua è bella calda. Molto bene.
Oggi al lavoro vuoto cosmico, c’è soltanto un collega nell’altra stanza. Dopo l’evento tutti in smart working. Ci sta ma oggi preferivo comunque venire.
Preferisco, di norma, dividere anche fisicamente il lavoro dalla vita privata se no diventa tutto un minestrone in cui non c’è più differenza su nulla. Ovvio che anche a me ogni tanto non dispiace stare in smart working, soprattutto in casi particolare quando ho bisogno di restare a casa. Ma non succede poi così spesso.
In questi giorni sto cercando di dargli una botta alla caciotta che mi è arrivata in un pacco natalizio. Con la cotognata. Tocca mangiarla perché sta impregnando il frigo, dove Gioana ha messo un mini contenitore del sale pieno di aceto per neutralizzare quanto più possibile l’odore forte del formaggio.
E così mi sto trasformando quasi in una caciotta con la cotognata perché sto mangiando tocchi di caciotta a raffica. A palla. Però non ho il pane e quindi li mangio con le crocchette di riso. Una sorta di bestemmia culinaria.
A Mina forse hanno dato fastidio i bastoncini che le ho comprato l’altra volta al Castoro, sono verdi per l’alito. Ma lei l’alito non ce l’ha mai avuto cattivo. I bastoncini li ho comunque tutti spezzati in due, come faccio con i Dentastix perché in effetti sono leggermente lassativi come effetto collaterale.
Vediamo.
Fra poco vado a mangiare dalla China (si legge Ciaina). Insalatona. Vediamo se è con tonno, non l’ho avvertita che ci sono quindi magari non me l’ha preparata. Il mio collega in presenza, è di là nell’altra stanza, per comunicare con me usa la chat. Non ho parole. E’ vero che mi voleva mandare un link, però diciamo che ormai i rapporti di lavoro, ma non soltanto quelli, si sono molto dematerializzati. La gente non telefona più nemmeno troppo volentieri. Preferisce scrivere su Whatsapp.


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