Riscatto serale
Una giornata cominciata male e proseguita sullo stesso binario si è trasformata inaspettatamente in una bella serata. Mai disperare, quindi, la svolta è sempre dietro l’angolo quando meno te lo aspetti.
Stamattina giornata cominciata sotto una specie di nubifragio. Ho dovuto prendere la metro qui a Malatesta per arrivare al lavoro e dopo il cambio a San Giovanni c’era talmente tanta gente che ho dovuto aspettare tre treni per riuscire a salire a pressione.
Un delirio, tanto che quando arrivi al lavoro dopo un viaggio della speranza di quel tipo sei già sfatto.
Hanno anche montato delle tende nuove da ufficio, di quelle listellate bianche che devi orientare per creare gli spiragli e vedere fuori. Vabbè, lasciamo perdere. A pranzo tutto ok, insalatona con petto di pollo già tagliato dentro e mozzarella, con l’innovazione degli ultimi tempi cioè pezzetti di frutta che ci stanno molto bene.
Poi ho lavorato e alla fine ciao ciao, sono tornato a casa sempre in metro ovviamente. Per fortuna ha smesso di piovere e al rientro non c’era molta gente. Ho preso Mina a casa, siamo andati a fare la nostra passeggiata serale. L’ho lasciata libera nel parchetto a Piazza Condottieri e quella scema di Mina mi è scappata fuori, non era chiuso bene il cancello. Le ho urlato e per fortuna, deo gratias, è subito rientrata. Se mi scappava per strada erano cazzi amarissimi.
Quindi mi è andata bene.
Le ho subito messo il guinzaglio e ho proseguito il giro a piedi senza mollarla più.
Mentre andavamo, lei si è mangiata anche un pezzetto di ovetto Kinder che qualche bambino ha perso per strada. Spero che non le faccia male, il cioccolato è veleno per i cani.
Tra l’altro oggi la cacca era solida, due sacchettini oggi.
Alla fine siamo rientrati verso le otto ed ero dubbioso se mangiare subito o fare un po’ di Qi Gong e cinque nuove figure di Yoga, per arrivare a venti figure fatte da quando ho cominciato a fare gli esercizi qui a casa. Ho optato per questa seconda strada e sono stato ripagato con gli interessi.
Dopo un’ottima sessione di routine di Qi Gong, con riscaldamento e qualche esercizio blando con posizioni statiche in tibao e chempao, ho fatto l’ingingung per i reni. E’ la mia classica routine, una mezzoretta. Ottimo e abbondante.
Ma poi stasera la scoperta sono state le cinque nuove figure che ho preso dal mio libro di yoga fai-da-te che ho recuperato dalla libreria di mio padre a Genova, a Natale.
Cinque figure che mi hanno rimesso al mondo. Prima la locusta completa, poi la candela – come facevo alle elementari, quando andavo a ginnastica al Gruppo Ginnico Genovese – poi l’aratro e l’arco. Infine, un esercizio più meditativo, per la trasmissione dell’energia dal plesso solare alla testa.
Cinque esercizi che mi sono venuti tutti alla grande, sarà merito del Qi Gong, però per essere un uomo ormai di mezza età avanzata – quando inizia e quando finisce la mezza età? E quando comincia la terza età? – mi sono sentito molto soddisfatto della mia flessibilità corporea. Sono super sciolto.
Penso sinceramente che sia dovuto al Qi Gong che funge da base, da substrato per tutti i movimenti snodati che riesco a fare con una naturalezza che stupisce persino me.
Qi Gong di riffe o di raffe ormai lo pratico da sette o otto anni, e non posso dire altro che ogni volta che faccio Qi Gong, quando finisco, mi sento meglio di prima di iniziare. Molto rilassato e con la testa vuota. Quindi vuol dire che funziona. E ora mi serve anche come trampolino per lo Yoga.
Cosa vuoi di più, e dopo a cena ho mangiato ai quattro palmenti e doppio menti.
Prima un’insalatona con quel che restava di una bustona di insalata mista, un wuerstel freddo di ieri a listelle, pomodorini datterini un po’ andatelli e da mangiare, dulcis in fundo – su suggerimento prezioso di Luca – un po’ di legumi sotto forma di ceci. Ho aperto il barattolo di ceci Bonduel molto ma molto buoni.
Il tutto con Mina che come sempre sembrava un questuante denutrito e un po’ di wuerstel alla fine, come sempre, ho ceduto e gliel’ho dato, speriamo che non le faccia acido con l’ovetto Kinder di prima, e dopo ho estratto anche – indovina – la caciotta e la cotognata.
Gli sto dando davvero una bella botta alla caciotta, ne è rimasto un pezzetto che ho trasferito in un contenitore di plastica con coperchio più piccolo. La cotognata è addirittura finita, l'ho giustiziata stasera. Che bello, non devo più mangiare cotognata per i prossimi vent'anni. Direi che non ne mangerò più per tutta la vita, posso azzardare senza tema di smentita. Anche se mai dire mai.
La prossima volta la caciotta la finisco e non era scontato. Sono giorni che mangio caciotta e cotognata, era diventata la mia mission impossible terminarla, non ne posso più di caciotta.
Mi sento quasi in trasformazione, mi sto trasformando in una grossa mega caciotta e fra poco uscirò in via di Acqua Bullicante e di corsa andrò a gettarmi nel traffico della Casilina per raggiungere infine l’aeroporto di Centocelle e lasciare il paese alla ricerca di nuovi mercati caseari in posti caldi. Però prima devo terminare anche il panettone, domani faccio doppietta e finisco capra e cavoli, caciotta e panettone avete le ore contate.




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