talentaccio

mi è tornata voglia di scrivere

29 giugno 2026

A spasso con Mina a Tor Pignattara

Oggi col caldo estremo siamo usciti con Mina a un certo punto. Speravo che piovesse e invece è rimasto tutto il caldo appeso in cielo e appiccicato alla maglietta. Ho fatto un esperimento, ho fatto guidare Mina. Che mi ha portato a fare un giro inedito, scelto tutto da lei.

Intanto, siamo usciti e mi ha portato oltre Largo Perestrello verso via Tempesta e invece di girare in via della Marranella, dove giriamo sempre, è andata oltre e ha svoltato in via Pavoni. La parallela.

Era tutto chiuso, tutte le serrande giù e non c’era un’anima in giro. Soltanto un paio di Madonne al muro, nelle loro cripte. Quando farò il mio reportage “Le mie Madonne” devo passare anche di là.

In fondo alla via ho girato in via della Marranella e sono tornato per così dire in un territorio che già conosciamo bene, in pieno Bangladesh. Era pieno di Bangla dappertutto, negozi di frutta aperti ecc. Per i Bangla non è san Pietro e Paolo ma un giorno come un altro.

Alla fine, pensavo di tornare indietro come sempre in via di Acqua Bullicante ma Mina invece mi ha trascinato oltre e per la prima volta abbiamo attraversato il nostro Rubicone, cioè la Casilina. Era verde il semaforo dei pedoni e Mina è andata dritta come se non ci fosse un domani ed eravamo già oltre il Mac Donald’s.

E subito in via di Tor Pignattara ti senti in un altro mondo, molto vivo e pullulante di bangla ma anche di Nepal, c’è un fruttarolo che si chiama Nepal e che aveva una maglietta con scritto Forte Grifone, rossa, o qualcosa del genere.

C’è un Tigre e un “all you can eat” a 19,90 per la pizza e 24,90 per la grigliata, ci devo andare con Pietro prima o poi. C'è anche un negozio di vestiti Guess, però deve essere carissimo perché non ci sono i prezzi.

Tira che tira Mina mi ha portato fino alle mura alessandrine, un acquedotto e c’è un bellissimo parchetto iper attrezzato per la zona con una bella area cani dove Mina si è trovata subito a casa.

Non troppo grande, c’erano diversi palloni da calcio comunitari e una pallina da tennis che Mina subito ha abbrancato.

I padroni molto aperti ed accoglienti. Sicuramente ci tornerò.

Il parco molto ampio e attrezzato anche per i bambini.

Al ritorno ho scattato un po’ di foto dei murales e poi sono ritornato in via di Acqua Bullicante, che un po' è come se fosse casa nostra ormai.
Ho fotografato anche questo manifesto qui sopra sulla remigration. Mi sembra alquanto eloquente, tanto più che se facessero la remigration a Tor Pignattara il quartiere si svuoterebbe completamente.


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Onomastico un rito del Sud

Oggi sono rimasto a casa, è il mio onomastico e quindi è festa a Roma. Ho ricevuto diversi messaggi di auguri, quasi tutti provenienti da amici e conoscenti del Sud, dove l’onomastico è una festa molto sentita mentre al Nord non è la stessa cosa. Chissà perché.

A me l’onomastico piace, sono diventato sempre più del Sud da quando sto a Roma e non mi dispiace per molte cose. Al Nord a volte sono un po’ come dire noiosi. Non so spiegarlo, è più una sensazione.

Stamattina mi sono svegliato e ho portato Mina a fare una bella passeggiata a Villa De Sanctis, passando per le vie del Bangladesh che ci sono sotto casa. Quando sono libero mi piace farle fare un giro più lungo, se lo merita poverina visto che resta sempre in casa durante la settimana.

Forse dovrei organizzarmi per trovare una dog sitter per farle spezzare la giornata.

Vedremo.

Non sono ancora convinto del tutto.

Ieri siamo andati a tartufi e Mina come sempre ha fatto i numeri e ha trovato un tot di tartufi. Troppo brava e RambMina in mezzo ai rovi. A volte per seguirla nella macchia mi graffio soprattutto la testa.

Ma chissene frega.

Oggi a pranzo mi farò insalata con i pomodorini e tartare.

Il pane da un po’ di tempo ho deciso di tenerlo in frigo perché altrimenti se lo tengo in dispensa mi si ammuffisce dopo due giorni.

Fa un caldo porco, stamattina ho fatto una bella sessione di qi gong casalingo e ho sudato come una piccola scrofa. Avevo tutta la maglietta bagnata, adesso si è asciugata.

Qi gong ho fatto anche la camminata e in casa viene molto bene perché il pavimento è liscio e si riesce a strusciare bene i piedi per terra.

Devo procurarmi delle nuove candele, quelle che ho a casa sono dei mozziconi e non ci arrivo ad accenderle con l’accendino, mi brucio dentro ai bicchieri.

Domani andiamo a Napoli per una cosa di lavoro, l’altra settimana sono andato a Milano.

Ogni tanto una trasferta fa piacere.

A Napoli mi mangerei una bella pizza, chissà se avremo tempo ma ne dubito. Il treno di ritorno è sul presto.

E siamo lì per lavorare non per magnare.

In questi giorni fa caldissimo e sto lasciando la sindone nel letto, sul cuscino, sul materasso.

Ormai la temperatura è torrida e resterà così anche tutto il mese di luglio. Tocca farci l’abitudine.

A casa non accendo il condizionatore, di solito mi dà sempre un po’ fastidio l’aria condizionata, certo in questi giorni è torrido.

Questo weekend ho visto un sacco di cose sul 38 e sul 39 che stanno diventando sempre più gli ingredienti principali della mia dieta televisiva ancorata in modo quasi nostalgico al digitale terrestre.

Il mio ispettore preferito è Dalgliesh, ogni volta che lo vedo alla fine sono commosso e mi viene da piangere. E’ molto commovente ogni puntata e lui, Dalgliesh, è un personaggio molto sofisticato. In realtà è un poeta prestato alla polizia.

L'ispettore Barnaby è comunque una certezza, il vecchio Barnaby, ma anche il commissario Maigret e altri personaggi stanno salendo la mia personale hit parade del 38 e del 39.

Maigret l’unico problema è che di solito non capisco chi è l’assassino anche quando Maigret lo scopre. Mi è capitato più di una volta di non capire nulla.

Adesso sto vedendo una serie sul 39 credo con Ambra Angiolini che si intitola “Il silenzio dell’acqua”, non sapevo che fosse una serie e adesso ho paura di perdermi l’ultima puntata. Ieri ho visto la seconda e l’altro ieri la prima. Oggi mi devo mettere lì a vedere se becco l’ultima puntata, sperando tra l’altro che sia davvero l’ultima.

Ho ripreso a sudare, è lo sforzo di scrivere. Mina è qui sotto, sul pavimento, mezza svenuta e sfatta di caldo.

Ieri sera ho visto Ugo e ogni volta che mi vede mi salta davanti e mi abbraccia e mi bacia. Molto più affettuoso Ugo di Mina.

Mi è appena arrivata una telefonata da uno 02….. una voce registrata mi propone un depuratore gratuito. Altre volte mi offrono investimenti oppure la famiglia Berlusconi mi propone qualcosa o Tim un cambio operatore. Ormai però quasi tutte le chiamate sono voci preregistrate.

Un’altra del Sud Italia mi ha fatto gli auguri di buon onomastico, con un vocale. Belin al Sud l’onomastico è importante, al Nord non lo è. Chissà perché.

Io ho fatto gli auguri a Pietro, comunque, un messaggino. Ci sta. Lui a me non li ha fatti ma magari sta ancora dormendo.

Ieri sera ci siamo andati a fare un kebab al piatto da Shawarma Station in via Merulana, molto buono, ottimo e abbondante, piccante e con tutto sì mettici tutto. Quando andiamo lì mi piace anche prendermi la birra analcolica, da buon musulmano. Tra l’altro è buona e sana e non fa venire mal di testa. Poi siamo passati da casa e mi sono fatto due bicchierini di Marsala, non è il massimo ma qualcuno deve pur farlo fuori e mi sacrifico senza grossi problemi.

E due dolci da shawarma, uno quello di latte in frigo con l’uvetta da 1,50 euro, nel bicchiere di plastica, e poi il baklava, favoloso. I dolci me li farei tutti da shawarma, sono quei dolci arabeggianti dolcissimi, tipo quelli siciliani. Minchia che buoni, tipo le cassatine che c’è talmente tanto zucchero che ti si ostruisce un’arteria quasi in tempo reale, te lo senti che lo zucchero ti entra in circolo e fai un po’ fatica a espellerlo.

Sto scrivendo adesso onestamente per non andare subito di là a cucinarmi da mangiare. Voglio resistere un po’ di più se riesco e stamattina mi volevo comprare il giornale ma era chiuso, oggi è San Pietro e Paolo e immagino che moti edicolanti abbiano fatto festa se non tutti.

Così non posso leggere il giornale, cosa che normalmente faccio quando è festa, ma l’onomastico è una festa un po’ sui generis, il mio, che coincide con quella del santo patrono di Roma, Pietro e Paolo. Ma chi è più patrono? Pietro o Paolo? Credo a questo punto Pietro, visto che si dice san Pietro e Paolo, dopo Paolo e prima Pietro. Uno che non aveva problemi in questo senso è Pietro Paolo Virdis, l’attaccante del Milan, ma nemmeno io ne ho visto che mi chiamo Paolo e mio figlio si chiama Pietro. Siamo un po’ come Virdis, ce li abbiamo tutti e due anche noi in famiglia.

Domani vado a Napoli e mi devo sicuramente mettere la camicia, per lavoro. Peccato che la mia camicia preferita bianca di lino l’ho messa in lavatrice l’altro giorno ed è uscita gialla, ma un giallo senape che devo testare prima non ambito lavorativo per vedere se è socialmente accettabile. Non ne sono sicuro.

L’ho lavata con questo mandala vedere acceso che evidentemente si è stinto in parte. Cose che succedono, piccoli incidenti che capitano.

Una cosa bella domestica in questo giorni è il raggiungimento di un “livello blatte zero”, zero blatte viste negli ultimi 10 giorni. Questa è una super notizia, anche se non voglio ancora cantare vittoria perché non si sa mai.


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21 giugno 2026

Tour classico

Oggi fa davvero caldo. La maglietta ci posso fare il brodo. Mina è stramazzata qua sotto il tavolo, almeno sta sul pavimento che dovrebbe essere un po’ più fresco. Non c’è un alito di vento.

Si schiatta. Per fortuna siamo già usciti così ha fatto i suoi bisogni.

Sudo da fermo. Sudo da seduto. Mi suda dietro alle ginocchia.

La schiena sento i rivoli.

Le mutande ce le ho sudate. Per non parlare dei pantaloncini.

Oggi abbiamo magnato a base di tartufo in versione estiva. Tina ha preparato cose fredde. Buone e fresche.

Tutto molto buono. Così ho assunto la mia dose di calorie e non credo che mangerò questa sera.

Forse mi vedo una partita del mondiale, però comincia troppo tardi.

Probabilmente mi vedrò invece Maigret. Oggi è la serata di Maigret.

Ma non so se riuscirò a vedermelo tutto. Fa troppo caldo.

C’è il condizionatore ma non lo voglio accendere.

Negli ultimi giorni sono contento perché di blatte zero. Non lo voglio dire troppo forte ma sono un po’ di giorni che blatte zero.

L’ultima volta ne avevo beccate due di un nuovo modello, molto più piccole.

Sarà la nuova cucciolata?

Però erano belle stecchite. Delle micro blattine che in confronto alle altre sembrano dei chihuahua per capirsi.

Domani è lunedì. Al lavoro il condizionatore c’è. Lo accendiamo sempre.

Stasera sono molto tentato di accendere il condizionatore anche qui. Ma probabilmente non lo farò.

Prima sono uscito di casa per portare Mina a fare il suo giro e c’era una riunione di tipe con il burqa della domenica che occupava il marciapiede. Sembrava di essere non so dove, in Medio Oriente.

Siamo andati al parco dell’ex SNIA, abbiamo fatto il tour classico in via di Acqua Bullicante, meno male che c’è l’ombra altrimenti la povera Mina si fonderebbe le zampe sull’asfalto rovente.

Ieri Mina nel bosco è stata bravissima, come sempre d’altronde. Ha trovato un sacco di tartufi e oggi ce li siamo goduti.

Rivedere Stefano e Tina e Bianca mi ha fatto molto piacere, soprattutto vedere Pietro con Bianca parlare della loro maturità. Hanno passato tanto tempo insieme, hanno tanto in comune anche se magari non si vedono più come un tempo.

Certi rapporti non finiscono mai.

Il tour classico di Mina è uscita di casa, svolta a sinistra in via di Acqua Bullicante direzione Prenestina. Kebabone.

Largo Preneste, che forse è il posto che le piace di più. Le piace perché va d’accordo con la comunità sudamericana di barboni e ubriaconi che occupano gli spazi di Largo Preneste.

Ci va d’accordo e passa con grande nonchalance in mezzo alla selva di bottiglie vuote di Peroni, alla ricerca di qualche residuo di cibo. Ogni volta mi tira in quella direzione anche quando torniamo verso casa. Stasera l’ho assecondata. E ci siamo ripassati.

In questi giorni, dopo una settimana di pseudo dieta, non le ho più dato nulla dal mio piatto. Mi sembra che sia già un po’ dimagrita. Mi sembra più sgonfia. Sarà anche per il caldo. Sta mangiando obiettivamente meno. Ha meno pappagorgia.

Vorrei che tornasse al peso forma di 15 chili a settembre. Vediamo se sarà possibile.


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01 giugno 2026

Piccole cose di vestiario che mi urtano e a volte fanno anche un po’ schifo

Partendo dai piedi a salire ti dico cosa mi dà fastidio nel modo di vestire della gente. La prima cosa che mi viene in mente sono le scarpe senza calze. E’ un qualcosa di assolutamente fetido, soprattutto le scarpe da ginnastica.

Ricordo le Superga senza calze della mia gioventù, quando mi capitavano a tiro, soprattutto ragazze che se le toglievano, era da brividi lo schifo.

Una camera a gas legalizzata, con la pappina dentro.

Anche i mocassini senza calze, un suicidio per il piede. Un’altra cosa allucinante, gli stivali senza calze d’estate che le tipe si mettono non si capisce perché. Fa caldo, ci sono 35 gradi, e le tipe, alcune ma non poche, si mettono gli stivali senza calze e i pantaloncini inguinali.

Ma cosa sei scema?

Sei malata di mente?

Altre cose assurde, ieri un tipo con i bermuda, la t-short corta (c’erano 35 gradi) e ai piedi le Timberland alte. Quelle da neve. Le calze ce le aveva addosso, ma comunque anche quel tipo lì, a Piazza Vittorio, era da ricovero in un ospedale psichiatrico.

Ma sei fuori?

Ma mettiti dei sandali con il caldo che fa, degli zoccoli, delle Birkenstock.

Altre cose, una moda degli ultimi tempi un po’ Stranger Things sono le Birkenstock con le calze, le Crocs con le calze, insomma i sandali con le calze. Una cosa da tedeschi che però si è allargata a macchia d’olio nel mondo occidentale. Con mio grande sbigottimento.

Altre cose di scarpe che mi urtano, sono i tipi che si mettono il vestito elegante e le scarpe da ginnastica.

Ma sei fuori?

Che senso ha mettersi le scarpe da ginnastica con il vestito?

Cosa devi dimostrare?

Che sei giovane?

Un’altra cosa da fuori di testa, andare in giro con le stringhe slacciate. Belin, se ci sono le stringhe vuol dire che te le devi allacciare. Se non erano senza stringhe, le scarpe.

E così ci sono questi tipi che vanno in giro con le scarpe slacciate e le stringhe sono alternativamente o assenti (nel senso che sono state tolte) oppure sono infilate dentro alle scarpe o alla peggio lasciate alla brutto Zeus slacciate fuori.

E’ una cosa che mi manda fuori di testa e gliele allaccerei io, a volte, le stringhe se non fosse che mi prenderebbero per un esaurito.

Altre cose di scarpe che mi danno fastidio, i fantasmini.

L’inventore dei fantasmini è da ricovero coatto. I fantasmini sono l’anti calza. Mi si infilano sempre sotto, mi si sfilano come, e restano dentro la scarpa.

Dann un fastidio assurdo e poi diciamocelo, con i mocassini sono un affronto al senso comune. Soprattutto se ti metti il vestito elegante, non puoi indossare i fantasmini. Magari con le Sax o con i mocassini. E’ un insulto al senso comune, un insulto al comune senso del pudore, con il malleolo a vista. Magari fantasmini bianchi.

Al limite posso accettare i fantasmini per andare a correre. Ma nemmeno.

I fantasmini sono un pugno in un occhio.

Elogio invece delle calze lunghe, soprattutto sotto al vestito.

Parlando di vestiti e soprattutto di pantaloni, vorrei dire due parole sui pantaloni a sigaretta. Sono immettibili. La maggior parte delle volte ti si incastra la parte stretta nel polpaccio e tu vai in giro con dei pantaloni alla zuava. Allora, comunica a dare dai colpi per terra con il piede, nella speranza che si mettano a posto e scendano in sede. Ma la maggior parte delle volte restano tirati su, agganciati sopra.

Il mix dell’orrore in questo campo è la combo mocassini + fantasmini + vestito elegante pantaloni a slim a sigaretta che se ti rimangono su resti con tutto il polpaccio nudo. Nudo come un verme. Magari d’invero, ad un convegno, o in moto. Roba da film horror.

Pantaloni, quelli troppo attillati sono da prendere a sberle quelli che te li fanno comprare. Ti restano le palle sempre strettissime, da morire, sei sempre lì a spostarle a rimetterle in sede, a spostare anche il pisello schiacciato e stretto dalla morsa di questi pantaloni troppo stretti.

Chi ha inventato il modello slim e sigaretta è un malato di mente, forse è lo stesso che ha inventato la camicia di forza.

Un’altra cosa di vestiario che per me è inconcepibile sono le magliette polo indossate con il colletto alzato.

E’ una cosa inaccettabile, che senso ha?

Una polo non è mica un impermeabile.

Altre cose, le camicie con il colletto alto e le cravatte con il nodo grande. Che bruttura.

Altre tamarrate, i vestiti eleganti troppo attillati con i pantaloni corti. Non riesco a capire questa moda dei pantaloni corti.

Un’altra cosa che mi dà un fastidio assurdo, la gente che si mette gli stivaletti (di solito quelle scarpe un po’ alte australiane) con i jeans finto trasandati da una parte a coprire lo stivaletto, dall’altra lasciato su, magari dietro. Una mossa finto trasandato, ma calcolatissimo, che mi fa ribrezzo da quanto è artificiale.

Altre cose da schiaffi in faccia, i pantaloni tutti bucati da 150 euro magari. E’ vero che l’altra volta ce n’era un paio che Pietro non usa più e me li stavo per prendere, ma poi non me li hanno più dati. Me li sarei anche messi, però considero comunque l’artificio del buco voluto, dei jeans finto consunti comprati bucati a peso d’oro una vera iattura.

Ultimamente devo invece ammettere che mi piace moltissimo il chiodo classico e che potrei anche comprarmelo.

Devo ammettere infine che ho bisogno di nuove scarpe ma non so mai quali comprarmi.

Le mie scarpe Hoka nere che uso per uscire con il cane, invece, le scarpe di Biden, restano un numero più piccole del necessario per quanto fossero etichettate come 41.

Parlando di macchine invece odio quelli che vanno in giro con tutto il finestrino abbassato e il gomito (ma anche la mano) messo fuori. Gli taglierei la mano anche perché di solito hanno anche la musica a palla e producono un inquinamento uditivo da sanzione pecuniaria.

Odio anche i motorini elettrici e le macchine elettriche perché nel traffico non le senti e non ti accorgi quando ti superano soprattutto a destra.

Ora smetto perché fra cinque minuti comincia Maigret e se mi perdo l’inizio è finita.


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