talentaccio

mi è tornata voglia di scrivere

31 marzo 2026

Ritorno a casa

Siamo arrivati verso le sei e mezza a casa con Mina e sono felice per due motivi.

Il primo, il mio Kymco Agility 125 è sempre sotto casa, con la sua bella catena e con il pedale allarmato giallo fluo attaccato al manubrio. Il secondo, qualche vicino di casa mi ha infilato il berretto di lana che avevo perso alla partenza sul ballatoio di casa nella maniglia della porta.

Questo vuol dire che i miei vicini sono dei gran signori e sono molto contento di averlo riscontrato oggi.

Ho acceso la tivù nel frattempo, per non perdermi nemmeno un minuto dello spareggio per il Mondiale Bosnia – Italia.

Ora c’è l’Eredità. Ho tolto il volume.

Prima al telefono con Pietro gli ricordavo quella volta che siamo passati in Bosnia per andare Dubrovnik al suo torneo di pallanuoto. Eravamo atterrati in Montenegro, a Podgorica, non so perché, e poi la squadra loro è partita in pullman mentre io ero finito in macchina con dei genitori dell’under 16. Ci eravamo fermati in un posto a mangiare un panino, in Bosnia-Herzegovina, e quel panino me lo ricordo ancora adesso nel senso che mi si ripropone ancora tanto era carico e speziato e wuersteloso e le birre bosniache anche quelle mi sono rimaste impresse. Poi siamo ripartiti e a Dubrovnik ci siamo stati benissimo, la città è una meraviglia, assomiglia un po’ a Nervi per dire. E c’è la cinta muraria, l’abbiamo visitata, e il belvedere raggiungibile in funivia. Avevo pure fatto il bagno, anche se era aprile, ma tant’è era anche prima dell’intervento. Un’esperienza bellissima e di questo sono grato molto a mio figlio, che si è sbattuto per anni a giocare a pallanuoto e grazie a questo abbiamo visto dei posti fantastici, che non avremmo visto mai, come Dubrovnik e ci metto pure Salerno.

Ora in sottofondo c’è il telegiornale, ma ho tolto il volume.

Il delirio del ritorno oggi è stato prendere il tram da Piazza Vittorio fino a Largo Preneste. Dopo una ventina di minuti di attesa, con un vento della Madonna, è arrivato il 14. Minchia, entrare con Mina in calore, il trolley, lo zaino pienissimo in spalla e la valanga di cinesi e italiani che mi pressavano dietro, per non parlare della marea di cingalesi che stavano già in tram, è stato un casino.

Mi hanno smadonnato dietro in mille lingue diverse, sul 14, ma alla fine mi sono installato togliendomi lo zaino e mettendolo dritto sulla borsa. Mina è stata bravissima, alla fine. Siamo stati in piedi a pressione fino a Largo Preneste, davanti a me c’era un alpino alto un metro e sessanta con chiaro accento sardo, con la sua bella penna nera che funziona da bandiera. Assurdo, ma vero, perché una cosa così non te la potresti mai inventare. Sul 14 c'è tutto il mondo, dal Bangladesh a Sassari senza passare dal via.

L’alpino aveva perso la sua sigaretta elettronica in un taxi, ho sentito che diceva al telefono ad un suo amico che gli rompeva le palle di portargli questa sigaretta elettronica, che deduco è in condivisione. L’alpino gli ha risposto che appena scendeva la ricomprava.

Verso l’uscita dal tram Mina è saltata in braccio a una polacca accogliente che se l’è spupazzata e poi siamo tornati a casa. Ancora a piedi.

Il viaggio in treno invece è andato liscio, molto meglio che all’andata. Ho lavorato come una macchinetta e domani devo andare al Senato alle 11, ma prima ho una call imperdibile alle 10, e dopo domani devo andare alla Camera. Bentornato a casa. Comunque è casa mia.

Alzo gli occhi e dalla finestra del mio salotto per la prima volta vedo nella finestra del palazzo di fronte, è sempre stata chiusa ma questa sera no, c’è una tivù che trasmette un cartone animato o forse un video gioco per bambini e la bambina che guarda la tivù. Era sempre stata chiusa.


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30 marzo 2026

Smart working a Genova

Sono in smart working qua da casa a Genova, ho un sonno che mi sta mangiando, penso che sia colpa dell’ora legale entrata in vigore ieri che mi ha completamente scombussolato.

Speriamo che mi passi presto questo senso di sonnolenza e torpore.

Ma forse è anche la primavera, l’aria primaverile fa quest’effetto pennichella.

Domani torniamo a Roma con Mina.

E’ stata una bella permanenza genovese, ho avuto l’impressione di essere quasi in vacanza e Genova mi ha dato l’idea di un luogo di villeggiatura. Genova sembra Marina di Ragusa, per dire.

Un’ottima impressione, in realtà, la città è davvero bella.

Oggi a pranzo mi sono fatto la pasta al pesto, stasera finirò la pasta avanzate e cercherò di terminare tutti gli avanzi. Ma c’è poca roba, abbiamo spazzolato praticamente tutto.

Stamattina con Mina abbiamo fatto la passeggiata Piazza Merani, via Argonne, via Liri, via Amendola, Via Nizza e via San Vito.

A pranzo in pausa siamo scesi da via San Vito abbiamo fatto tutta via Nizza e siamo tornati su da via Saluzzo e poi tutta via Trento.

Questa seconda opzione è la preferita di Mina.

Stamattina, prima del lavoro, sono andato a correre fino a Boccadasse. Bella corsa ma forse ero già un po’ stanco e questa corsa mi ha aumentato il torpore.

C’è un silenzio surreale in smart working a dalla mia vecchia camera da letto da ragazzo.

Vedo fuori il cielo è azzurrissimo. Sta montando un pochino di vento. Ma poca roba rispetto all’altro giorno che c’era un vento che ti si portava via.

Oggi poche notizie da seguire, dopo la lavorata domenicale di ieri mattina un lunedì un po’ interlocutorio. Meglio così, non svegliare il can che dorme.

Domani cercherò anche di lavorare in treno, vediamo se la connessione me lo consentirà. Di certo sarà impossibile nel primo tratto pieno di gallerie. Più avanti si vedrà.


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29 marzo 2026

I vicoli di notte

Ieri sera siamo usciti nei vicoli, che bella sensazione tornare in questi luoghi così famigliari e con la voglia di stare insieme e divertirsi. Siamo stati bene, anzi benissimo.

I vicoli di notte sono una sicurezza, il Negroni un po’ meno visto che nei vicoli lo caricano non poco e poi restare in piedi non è facile.

Ma alla fine ce l’abbiamo fatta anche a prendere il taxi per tornare a casa.

Palazzo Ducale, San Lorenzo e poi buttarsi nel dedalo.

Mi sono sentito subito bene e lì al bancone con il gomito appoggiato e il Negroni in mano mi sono sentito quello di una volta.

Ma non è cambiato niente.

Ieri invece sono passato in via San Vito e ho visto questo fantastico glicine, è la stagione effimera del glicine che dura soltanto due o tre settimane.

Fantastico glicine in via San Vito.

Stasera mi voglio vedere Maigret e magari ce la faccio perché con l’ora legale di fatto comincia un’ora prima.

Riusciranno i nostri eroi a resistere svegli fino alle 23,00? Ne dubito, mi si chiudono gli occhi già adesso che sono le otto di sera.


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28 marzo 2026

Due passi a Genova

Oggi con Mina abbiamo fatto un paio di passeggiate qua in zona Via Trento, le varianti sono numerose.

La costante è che si può arrivare giù in corso Italia in un batter d’occhio. Le distanze sono molto brevi, anche arrivare a De Ferrari ieri a piedi è stato un volo.

Genova è davvero una città a misura d’uomo e anche di cane.

Penso che ci tornerò spesso adesso che ho le chiavi di casa.

Stasera andremo nei vicoli, credo. Sono molto contento di tornarci di notte.

Ieri abbiamo fatto un giro a San Lorenzo e al Porto Antico.

E’ stato strano, mi sentivo come catapultato nel passato, sono luoghi che frequentavo diversi anni fa quando avevo un’età diversa.

Da dietro all’acquario guardando verso Principe c’è questa costruzione imponente tutta distrutta, è rimasto soltanto lo scheletro. Chissà cos’è. Mi devo informare.

A pranzo oggi è venuta la Meri, Lollo ha preparato un ottimo minestrone, siamo andati a fare la spesa all’Ekom. Insomma, tutto a posto.

Però stanotte c'era una zanzara in stanza.


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27 marzo 2026

Oggi sono a casa, a Genova

Oggi sono a casa, a Genova. Siamo venuti ieri in treno, con Mina, il viaggio della speranza quasi sei ore. Però alla fine ce l’abbiamo fatta.

Io sono in smart working e sto lavorando dalla mia vecchia stanza. Mina è sul letto di fianco a me, le ho messo un asciugamano sotto perché è in calore e siamo nei giorni dello sgocciolamento, povera Mina.

Ieri in treno è stata bravissima. Appena siamo usciti, ieri mattina, si è messo a grandinare e ha grandinato per tutto il tragitto fino al tram in via Prenestina. Come esordio del viaggio non male.

Ho lavorato anche in viaggio, finché ha tenuto la connessione.

Poi qui a casa tutto ok, ho recuperato le chiavi e ora finalmente ce le ho e posso tornare qui quando voglio. Sono contento di questa cosa. E’ un po’ come recuperare un luogo.

Stamattina siamo usciti con Mina e abbiamo fatto una bella passeggiata, fino a Corso Italia e ritorno dai San Nazzaro. Sembra di essere in una località di villeggiatura. Fra poco esco ancora con Mina, le faccio fare un giretto o forse no. Meglio chiudere la giornata lavorativa e uscire dopo, con più calma. Tanto lei resiste.

Quando sono arrivato in stazione a Brignole me la sono fatta a piedi fino a casa. In Via Monte Suello mi sono fermato dal fornaio e ho speso 24 euro di focaccia con le olive, normale e con la salvia. Un po’ di focaccia col formaggio e non c’era la focaccia alla cipolla, se no mi compravo anche quella. Ho acquistato poi una torta e mi ha regalato un’olandesina e un cornetto ripieno di pistacchio. Ho fatto il pieno.

Ma oggi praticamente abbiamo già spazzolato tutto con Lollo.


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21 marzo 2026

Il re dei due parchi

Oggi Mina non si può lamentare, abbiamo camminato manco fossimo due Reinhold Messner in allenamento duro per la scalata dell’Everest.

Stamattina appena mi sono alzato, all’alba, siamo andati a Villa De Sanctis con annessa area cani.

Poi oggi pomeriggio, non contento, siamo andati all’Ex Snia sulla Prenestina, dove c’è l’altra super area cani di zona. Dietro c’è anche il famoso laghetto, però dal parco lo si vede soltanto attraverso la rete, nel senso che non è raggiungibile.

Probabilmente non è un luogo accessibile al pubblico, il laghetto. Ma è grande, un laghetto insospettabile sulla Prenestina a Largo Preneste. Assurdo.

Insomma, oggi due parchi qui in zona. Uno sulla Casilina e l’altro sulla Prenestina. E’ il destino di trovarsi in mezzo, non vuoi scontentare nessuno.

Oggi poi avevo fame e a pranzo mi sono finito la pasta al pesto con i pomodorini, integrale, mi piace pensare che sia una pasta al pesto palermitano. Buona ma era poca.

Così dopo mi sono spazzolato anche tre wuerstel Meraner, con l’ausilio di Mina de Minis. Con un mix di senape e maionese.

Poi la torta al limone, buonissima e aspra.

Ti dico la verità che alla fine avevo ancora fame. Secondo me comincio ad avere un buco nello stomaco che si sta facendo largo e che andrà prima o poi riempito di roba da magnare.

Dopo pranzo, a proposito, sono andato a fare la spesa dal Castoro.

La lista me la ero preparata, sono stato abbastanza fedele, ho comprato un po’ di cose in eccesso tipo la crema Nivea (da settimane ho le mani secche e screpolate, ora fra Nivea e l’altra crema specifica per le mani sono a posto), la bresaola (ci stavo pensando ieri, alla bresaola, come pietanza da non trascurare), la tartare (due tartare come le ultime volte che ho fatto la spesa), il pane pane, cioè 4 tartarughe.

Mi è rimasto ancora un pezzetto minimo di torta al limone, penso che lo farò fuori stasera se ci arriva.

Stamattina sono poi finito a correre, otto giri di Villa De Sanctis, ci ho messo un tot in meno del solito. Si vede che sono più allenato e secondo me aiuta anche lo yoga, che rinforza molto i muscoli del corpo che quindi performano meglio.

Il motorino nuovo è fichissimo. Ho preso anche un blocca disco con l’allarme, devo stare attento a non farlo scattare per sbaglio, mi è già successo due volte. Fa un rumore de paura. E’ giallo e vedo il motorino parcheggiato fuori dalla finestra, sotto casa. Camera con vista motorino.

Domani andremo a tartufi con Minetta. Truffles as usual.


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15 marzo 2026

Super kebab in via Merulana

Oggi a tartufi tutto bene e poi a pranzo mega kebab da Shawarma Station in via Merulana, una sicurezza. Stasera la tartare. Direi che per oggi ho mangiato.

Sto aspettando di vedere se per caso stasera sul 38 o il 39 danno Maigret. Stasera sarebbe davvero una serata Maigret. L’altra settimana l’ho visto tutto, ho resistito. Mi pare che fosse domenica. Ma magari era lunedì, non mi ricordo.

Stasera ho portato Mina giù a fare un giro e ha voluto girare in via di Acqua Bullicante e poi abbiamo fatto l’inversione di marcia in via della Marranella. Sembrava di essere in Bangladesh, non c’era un italiano nemmeno a pagare oro.

Tutti i bangla fuori dai negozi, tutti aperti. Donne in burka con i figlioletti. Gente al telefono, si vede che hanno tariffe telefoniche agevolate perché tutti i bangla della storia in zona qui ma anche in Piazza Vittorio sono sempre al telefono per ore e ore.

Il ristorante Dhaka una volta lo vorrei provare, ma penso che in realtà in via della Marranella e zone limitrofe ci sia tutto un fiorire di bangla e indiani. Poco dopo c’è un altro che si chiama Bangla Restaurant.

Meglio loro del fruttarolo bullo qui sotto casa, che ha lo stallo qui sotto. Ieri stavo pulendo le zampe a Mina alla fontanella pubblica e lui ha rosicato perché non gli ho spostato il secchio che aveva lasciato sotto il nasone.

Ma stai scherzando? L’acqua scorre, non resta nulla nel secchio della pulitura del cane.

Questo insisteva e gli ho detto bello e buono esaurito e me ne sono andato.

La fontanella pubblica non è tua, bello, se non vuoi rotture di cazzo comprati un allaccio privato all’acqua.

Poco dopo sono andato a fare la spesa al Castoro in via di Acqua Bullicante.

Attraverso la strada, io pedone, e sulle strisce c’è un tizio che in macchina si sta avvicinando a palla ai secchi della monnezza, per parcheggiare attaccatissimo ai secchioni.

Devo lasciare la spazzatura, gli passo davanti per dirigermi ai secchioni, fra lui e i secchioni, e lui con la macchina, in manovra sulle strisce, stava per venirmi addosso. Mi lamento, gli dico che fai, e lui ha la faccia da culo di dirmi convinto potevi girarmi dietro la macchina.

Assurdo. Ci sono delle facce come il culo patentate in questa città. Gliene viene sempre a loro e ieri mattina nel giro di un quarto d’ora ho fatto doppietta, prima il fruttarolo della fontanella pubblica e lui pensava che fosse sua, e poi il guidatore che ha parcheggiato attaccato al cassonetto ma per metà sulle strisce e mi stava venendo dentro mentre io ero al secchione con la spazzatura e gliene veniva a lui.

Questi sono veramente degli stronzi veri.

Domani entro nella terza settimana senza motorino. Spero vivamente di risolvere la questione burocratica al più presto e di riprendere a muovermi con il due ruote. I mezzi sono un’esperienza faticosa, metro e tram.

Nel frattempo, sul 38 c’è Barnaby e sul 39 c’è The Closer, sto monitorando per non perdermi Maigret, se c’è. Se perdi l’inizio è sempre un casino capirci. Io sono specializzato nella perdita dell’inizio del film. E molte volte mi perdo l’antefatto.

C’è Maigret stasera, La casa del giudice. Però dura un’ora e mezza. Forse troppo per la mia capacità. Vedremo.

E' un Maigret caduto in disgrazia, trasferito in provincia, che gioca a biliardo per rompere la noia, quello che, all'improvviso, si trova alle prese con un caso singolare: un giudice viene sorpreso a gettare in mare il cadavere di un uomo, di cui sostiene non sapere nulla. Intorno alla figura del giudice si muovono suo figlio Albert, pescatore, con cui non ha molto dialogo; la figlia, bella, ma sbandata, che si e' concessa a tutti i ragazzi del paese; Marcel Airaud, un altro pescatore, a cui il giudice ha proposto la mano della figlia.

Mi sa che me lo vedo. Minchia anche io fumavo la pipa. Ho visto l'inizio.


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12 marzo 2026

Il richiamo di Mina

Stasera ho fatto il programma di yoga, un bell’esercizio lungo con diverse figure davvero belle tipo la candela, l’aratro, la locusta, il cobra e un tot di torsioni del busto ecc.

Alla fine, dopo un’ora di yoga sul tappeto rosso con i pesci, la fame era buona e così mi sono finito l’insalata greca e mi sono preparato i filetti di platessa, dieci minuti in padella. Con limone e maionese. Ottimo e abbondante.

Praticamente come provviste sono quasi a secco. Ho spazzolato via tutto, domenica non avevo fatto la spesa e il frigo piange.

Anche le cose per Mina sono agli sgoccioli, mi sono rimaste le crocchette e basta. Ma la nostra reginetta crocchette e basta non sono sicuro che le accetterà domani. Stasera le ho condiviso un po’ di platessa.

Ha gradito.

Prima siamo usciti con Mina, pioveva a catinelle, lei odia la pioggia. Ha girato l’angolo, raso muro, ha fatto la pipì e poi ha fatto dietrofront e si è rifiondata a casa senza nemmeno fare la cacca.

Ora ha smesso di piovere, però ho visto che Minuzza si è già posizionata a letto per dormire e non so se la porterò più tardi giù. Ma penso di sì, così mi faccio una passeggiata della buona notte anche io. Magari in via della Marranella, la preferita di Mina, una via che sembra di essere a Dacca o a Bombay e lei ci sguazza.

Devo sempre stare attento che non faccia i bisogni davanti a qualche negozio bangla, che restano aperti fino a tardi di sera. Sono una comunità molto forte, mi pare.

Oggi pensavo di aver perso il mio berretto di lana, quello infeltrito nero che mi lascia i segni sulla fronte, sembra una morsa. Invece Gioana me lo aveva sistemato – a modo suo iniziativa lodevole – in un armadio dove non lo mettevo mai.

Alla fine l’ho trovato quando mi sono preso le calze per fare qi gong e yoga. Sono felicissimo di non averlo perso, anche se è una morsa, perché me lo aveva regalato Nanni un natale e non mi piace quando perdo i regali che mi fanno.

Comunque yoga è fichissimo. Un relax totale.

Il prossimo programma vediamo quando riesco a farlo, spero presto. Domani magari.

Mina si è alzata, è venuta qui perché vuole le coccole, vuole attenzioni, ha un alito al cobalto, deve essere la platessa, forse le ho dato anche un po’ di cipolla della greca, quindi vuol dire che pure io devo avere un alito al cobalto perché a parte le crocchette abbiamo mangiato le stesse cose.

Le sto facendo un po’ di coccoline ma ora devo staccare, la porto giù. Anzi, si è messa qui di fianco sul suo divano personale. Mi guarda e non favella. Dovrà andare a fare la cacca, secondo me. Un po’ si lamenta. Ok, pubblico il post e scendo. Alla prossima.


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10 marzo 2026

Habemus Kymko Agility

Ho comprato il motorino nuovo, è un Kymko Agility 125, color antracite. Fichissimo.

Minchia ho speso un botto, non sto a dirtelo, mi ha chiamato oggi quello del Moto Lido e mi fa il bonifico? L’ho fatto all’ora di pranzo. Mi sono tolto il dente. E passa la paura.

Il motorino è fichissimo. Devo rottamare l’altro e fare l’assicurazione ma se Dio vuole venerdì lo prendo.

Non vedo l’ora perché i mezzi mi stanno uccidendo.

Il cambio a San Giovanni della metro C è una mazzolata.

Tra l’altro c’è questa valanga di gente che esce e poi si crea la muraglia umana.

Per evitare la fila alla scala mobile faccio le scale. Da morire. Quattro rampe da panico.

Oggi all’evento all’Ara Pacis c’era Dito nella piaga, Che fastidio. Mitica e fichissima.

Domani vado a fare i documenti del motorino, devo per prima cosa liquidare quello vecchio.

Poi potrò dedicarmi al passaggio di assicurazione e alla fine, se tutto va bene, al motorino nuovo.

Oggi all’evento sulle STEM all’Ara Pacis ho scritto direttamente sul pc. Ormai lo faccio di default e così risparmio un bel po’ di tempo, invece di scrivere a mano sul quaderno.

Stasera per cena grande festa alla Renault.

Mi sono preparato il riso con le lenticchie, ottimo e abbondante.

E anche l’insalata greca. Buona, meglio dell’altra volta. Più amalgamata.

Due piatti che la prima volta avevo fatto separatamente ma che stasera ho fatto insieme con ottima customer satisfaction. Il customer sono io.

Volevo smuovere il blog ma non ho molto da dire.

Oggi è martedì però dallo sfattume mi sembra giovedì.

Mi vorrei mettere la crema per le mani ma non ce l’ho.

Ho le mani secche e screpolate che hanno fortemente bisogno di una crema.

Ma non ce l’ho.

Mina dorme. Fra poco vado a letto anche io. E’ l’ora.

La tivù l’ho già spenta, ormai vedere un film intero è una tortura, mi stanco troppo.

Eppure l’altra settimana ho visto un Maigret di un’ora e mezza minimo e Maverick, il seguito di Top Gun, anche quello un paio d’ore.

Per un po’ con i film ho dato.

Vado a dormire, buona notte, mi si chiudono gli occhi e devo ancora pubblicare il post sul blog.

Ho le mani talmente secche che non riesco a piegarle altrimenti mi si spaccano tutte.

Potrei usare l'olio, l'ho aperto stasera, Carapelli, d'oliva, oppure il burro per ammorbidirle un po'.

Ora vedo.


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07 marzo 2026

Mina Kebabbina

Praticamente, il motorino ho distrutto il motore. Vediamo se me ne trovano uno sostitutivo in qualche sfascio altrimenti devo cambiarlo. L’ho combinata grossa. E’ il secondo motorino che distruggo perché non ho cambiato l’olio.

E dire che come dice qualcuno l’unica cosa che ci si deve ricordare con il motorino è di cambiare l’olio. Ormai la frittata è fatta.

Se lo cambio, magari ne prendo uno un po’ più solido per le buche. Il Liberty è un trattore però le buche le senti tutte con gli interessi.

Domani mattina andiamo a tartufi. Ho tagliato il wuerstel per Mina a rondelline come premietto per il tartufo. E’ tutto pronto, ho già messo la sveglia alle 5,30.

Levataccia ma per andare a tartufi è meglio arrivare presto.

Questa settimana mi sono già svegliato due volte alle 5,30. Giovedì ero bollito.

Stasera ho terminato un pacco da 80 grammi di Alpenliebe, è vero che sono senza zucchero, però l’ho terminato nel giro di due serate. Come le ciliegie, una tira l’altra e non riuscivo a smettere.

Anche le caramelle quindi bannate dalla mia dieta, come le birre. Se ce le ho in casa me le bevo e la birra alla lunga gonfia come un pallone.

L’altra sera mi sono fatto riso e lenticchie, con il peperoncino, una vera delizia che rifarò molto spesso. Il riso con i legumi mi sembra davvero un’ottima soluzione per cena.

Stasera invece sono tornato al classicone, insalata con tonno e pomodorini. Ottimo.

Oggi avevo già mangiato il pranzo del sabato, pasta al pesto, petto di pollo e anche il dove, mirtilli con il latte. Non sono abituato a mangiare così tanto.

Oggi mi sono portato in casa la pala di Sant’Alfio che aveva acquistato ad agosto 2024, l’ho messa sul mobile nella mia stanza e ci sta benissimo secondo me.

Sono molto contento anche del tappeto rosso che ho messo in salotto, quello messicano con i pesci, è il tappeto che stava nella stanza di Pietro quando era piccolo addirittura in Via Boiardo. Si parla di un 15 anni fa più o meno.

E’ bellissimo e in ottime condizioni.

Il tappeto in salotto mi risolve il problema dello yoga. Prima mi dovevo sdraiare direttamente sul pavimento, gelido a volte, soprattutto quando devi appoggiare la guancia sinistra a terra oppure quando sei sdraiato sulla schiena e ti si alza (sempre) la maglietta.

A casa mi sono portato anche il mini presepe di Caltagirone, l’ho messo sulla Billy in salotto. Ci sta bene.

Insomma, la casa sta assumendo sempre più una sua fisionomia casalinga e vissuta. D’altra parte non potrebbe essere altrimenti anche perché vivendoci uno le dà la sua impronta. Più ci vivi e maggiore diventa l’imprinting.

In realtà questo post lo volevo fare parlando di un’altra cosa, ma me l’ero scordata. Mi è tornata in mente.

Ultimamente Mina, quando usciamo di casa, vuole sempre girare in via di Acqua Bullicante, a sinistra, e poi vuole attraversare la strada e procedere fino al Lidl. Oppure vuole andare in via della Marranella, la via dei Bangla.

Poi, quando facciamo i nostri giri di quartiere, è tutta contenta di passare davanti al Kebabbone. Mina Kebabbona o Mina Kebabbina, una volta si è calata un mezzo kebab che era rimasto lì davanti, lasciato a metà da qualcuno. Si vede che ha gradito perché ci vuole sempre passare davanti.


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05 marzo 2026

In salita

L’altra sera sono rimasto fermo a metà del Muro Torto con il motorino, che mi ha lasciato a metà in salita.

Un massacro andarlo a recuperare, non sto a dire il mazzo che mi sono fatto per spingerlo dopo che mi si è spento definitivamente in via Veneto e poi la deviazione che ho dovuto fare visto che davanti all’ambasciata americana era bloccata per una manifestazione.

Adesso il motorino è dal meccanico, in via Urbana, sto aspettando il verdetto sperando che non sia del tutto infausto.

Oggi abbiamo finito il nostro mega evento di lavoro, tutto bene, però ero sfatto perché due mattine di seguito sveglia alle 5,30 e poi senza motorino fino alla caserma dove c’era l’evento. Un bel tour de force che però è finito, in modo molto proficuo, quindi ne valeva la pena.

Oggi al ritorno ho portato Mina all’ex SNIA, è stata lei a tirarmi. Il parco è davvero bello ed è stato un bel relax uscire un po’ con Minetta che era molto contenta.

Sono tornato, mi sono un po’ sdraiato, poi mi sono fatto uno splendido riso con lenticchie e peperoncino. Ottimo e abbondante. Un pochino mi è pure avanzato per domani.

Mi ci vorrebbe un po’ di crema per le mani, ma l’ho finita. Ho le mani screpolate.

Niente, non ho crema in casa.

Il conflitto in Iran fa sempre più paura. Gli italiani nel Golfo stanno tornando tutti in massa, anche Big Mama è rientrata hanno detto al tg.

Travaglio parla contro l’invio di armi e massacra il Governo per l’invio di armi e dice che stiamo dalla parte dell’aggressore questa volta.

La situazione è critica. Siamo in salita.


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