talentaccio

mi è tornata voglia di scrivere

29 giugno 2026

A spasso con Mina a Tor Pignattara

Oggi col caldo estremo siamo usciti con Mina a un certo punto. Speravo che piovesse e invece è rimasto tutto il caldo appeso in cielo e appiccicato alla maglietta. Ho fatto un esperimento, ho fatto guidare Mina. Che mi ha portato a fare un giro inedito, scelto tutto da lei.

Intanto, siamo usciti e mi ha portato oltre Largo Perestrello verso via Tempesta e invece di girare in via della Marranella, dove giriamo sempre, è andata oltre e ha svoltato in via Pavoni. La parallela.

Era tutto chiuso, tutte le serrande giù e non c’era un’anima in giro. Soltanto un paio di Madonne al muro, nelle loro cripte. Quando farò il mio reportage “Le mie Madonne” devo passare anche di là.

In fondo alla via ho girato in via della Marranella e sono tornato per così dire in un territorio che già conosciamo bene, in pieno Bangladesh. Era pieno di Bangla dappertutto, negozi di frutta aperti ecc. Per i Bangla non è san Pietro e Paolo ma un giorno come un altro.

Alla fine, pensavo di tornare indietro come sempre in via di Acqua Bullicante ma Mina invece mi ha trascinato oltre e per la prima volta abbiamo attraversato il nostro Rubicone, cioè la Casilina. Era verde il semaforo dei pedoni e Mina è andata dritta come se non ci fosse un domani ed eravamo già oltre il Mac Donald’s.

E subito in via di Tor Pignattara ti senti in un altro mondo, molto vivo e pullulante di bangla ma anche di Nepal, c’è un fruttarolo che si chiama Nepal e che aveva una maglietta con scritto Forte Grifone, rossa, o qualcosa del genere.

C’è un Tigre e un “all you can eat” a 19,90 per la pizza e 24,90 per la grigliata, ci devo andare con Pietro prima o poi. C'è anche un negozio di vestiti Guess, però deve essere carissimo perché non ci sono i prezzi.

Tira che tira Mina mi ha portato fino alle mura alessandrine, un acquedotto e c’è un bellissimo parchetto iper attrezzato per la zona con una bella area cani dove Mina si è trovata subito a casa.

Non troppo grande, c’erano diversi palloni da calcio comunitari e una pallina da tennis che Mina subito ha abbrancato.

I padroni molto aperti ed accoglienti. Sicuramente ci tornerò.

Il parco molto ampio e attrezzato anche per i bambini.

Al ritorno ho scattato un po’ di foto dei murales e poi sono ritornato in via di Acqua Bullicante, che un po' è come se fosse casa nostra ormai.
Ho fotografato anche questo manifesto qui sopra sulla remigration. Mi sembra alquanto eloquente, tanto più che se facessero la remigration a Tor Pignattara il quartiere si svuoterebbe completamente.


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Onomastico un rito del Sud

Oggi sono rimasto a casa, è il mio onomastico e quindi è festa a Roma. Ho ricevuto diversi messaggi di auguri, quasi tutti provenienti da amici e conoscenti del Sud, dove l’onomastico è una festa molto sentita mentre al Nord non è la stessa cosa. Chissà perché.

A me l’onomastico piace, sono diventato sempre più del Sud da quando sto a Roma e non mi dispiace per molte cose. Al Nord a volte sono un po’ come dire noiosi. Non so spiegarlo, è più una sensazione.

Stamattina mi sono svegliato e ho portato Mina a fare una bella passeggiata a Villa De Sanctis, passando per le vie del Bangladesh che ci sono sotto casa. Quando sono libero mi piace farle fare un giro più lungo, se lo merita poverina visto che resta sempre in casa durante la settimana.

Forse dovrei organizzarmi per trovare una dog sitter per farle spezzare la giornata.

Vedremo.

Non sono ancora convinto del tutto.

Ieri siamo andati a tartufi e Mina come sempre ha fatto i numeri e ha trovato un tot di tartufi. Troppo brava e RambMina in mezzo ai rovi. A volte per seguirla nella macchia mi graffio soprattutto la testa.

Ma chissene frega.

Oggi a pranzo mi farò insalata con i pomodorini e tartare.

Il pane da un po’ di tempo ho deciso di tenerlo in frigo perché altrimenti se lo tengo in dispensa mi si ammuffisce dopo due giorni.

Fa un caldo porco, stamattina ho fatto una bella sessione di qi gong casalingo e ho sudato come una piccola scrofa. Avevo tutta la maglietta bagnata, adesso si è asciugata.

Qi gong ho fatto anche la camminata e in casa viene molto bene perché il pavimento è liscio e si riesce a strusciare bene i piedi per terra.

Devo procurarmi delle nuove candele, quelle che ho a casa sono dei mozziconi e non ci arrivo ad accenderle con l’accendino, mi brucio dentro ai bicchieri.

Domani andiamo a Napoli per una cosa di lavoro, l’altra settimana sono andato a Milano.

Ogni tanto una trasferta fa piacere.

A Napoli mi mangerei una bella pizza, chissà se avremo tempo ma ne dubito. Il treno di ritorno è sul presto.

E siamo lì per lavorare non per magnare.

In questi giorni fa caldissimo e sto lasciando la sindone nel letto, sul cuscino, sul materasso.

Ormai la temperatura è torrida e resterà così anche tutto il mese di luglio. Tocca farci l’abitudine.

A casa non accendo il condizionatore, di solito mi dà sempre un po’ fastidio l’aria condizionata, certo in questi giorni è torrido.

Questo weekend ho visto un sacco di cose sul 38 e sul 39 che stanno diventando sempre più gli ingredienti principali della mia dieta televisiva ancorata in modo quasi nostalgico al digitale terrestre.

Il mio ispettore preferito è Dalgliesh, ogni volta che lo vedo alla fine sono commosso e mi viene da piangere. E’ molto commovente ogni puntata e lui, Dalgliesh, è un personaggio molto sofisticato. In realtà è un poeta prestato alla polizia.

L'ispettore Barnaby è comunque una certezza, il vecchio Barnaby, ma anche il commissario Maigret e altri personaggi stanno salendo la mia personale hit parade del 38 e del 39.

Maigret l’unico problema è che di solito non capisco chi è l’assassino anche quando Maigret lo scopre. Mi è capitato più di una volta di non capire nulla.

Adesso sto vedendo una serie sul 39 credo con Ambra Angiolini che si intitola “Il silenzio dell’acqua”, non sapevo che fosse una serie e adesso ho paura di perdermi l’ultima puntata. Ieri ho visto la seconda e l’altro ieri la prima. Oggi mi devo mettere lì a vedere se becco l’ultima puntata, sperando tra l’altro che sia davvero l’ultima.

Ho ripreso a sudare, è lo sforzo di scrivere. Mina è qui sotto, sul pavimento, mezza svenuta e sfatta di caldo.

Ieri sera ho visto Ugo e ogni volta che mi vede mi salta davanti e mi abbraccia e mi bacia. Molto più affettuoso Ugo di Mina.

Mi è appena arrivata una telefonata da uno 02….. una voce registrata mi propone un depuratore gratuito. Altre volte mi offrono investimenti oppure la famiglia Berlusconi mi propone qualcosa o Tim un cambio operatore. Ormai però quasi tutte le chiamate sono voci preregistrate.

Un’altra del Sud Italia mi ha fatto gli auguri di buon onomastico, con un vocale. Belin al Sud l’onomastico è importante, al Nord non lo è. Chissà perché.

Io ho fatto gli auguri a Pietro, comunque, un messaggino. Ci sta. Lui a me non li ha fatti ma magari sta ancora dormendo.

Ieri sera ci siamo andati a fare un kebab al piatto da Shawarma Station in via Merulana, molto buono, ottimo e abbondante, piccante e con tutto sì mettici tutto. Quando andiamo lì mi piace anche prendermi la birra analcolica, da buon musulmano. Tra l’altro è buona e sana e non fa venire mal di testa. Poi siamo passati da casa e mi sono fatto due bicchierini di Marsala, non è il massimo ma qualcuno deve pur farlo fuori e mi sacrifico senza grossi problemi.

E due dolci da shawarma, uno quello di latte in frigo con l’uvetta da 1,50 euro, nel bicchiere di plastica, e poi il baklava, favoloso. I dolci me li farei tutti da shawarma, sono quei dolci arabeggianti dolcissimi, tipo quelli siciliani. Minchia che buoni, tipo le cassatine che c’è talmente tanto zucchero che ti si ostruisce un’arteria quasi in tempo reale, te lo senti che lo zucchero ti entra in circolo e fai un po’ fatica a espellerlo.

Sto scrivendo adesso onestamente per non andare subito di là a cucinarmi da mangiare. Voglio resistere un po’ di più se riesco e stamattina mi volevo comprare il giornale ma era chiuso, oggi è San Pietro e Paolo e immagino che moti edicolanti abbiano fatto festa se non tutti.

Così non posso leggere il giornale, cosa che normalmente faccio quando è festa, ma l’onomastico è una festa un po’ sui generis, il mio, che coincide con quella del santo patrono di Roma, Pietro e Paolo. Ma chi è più patrono? Pietro o Paolo? Credo a questo punto Pietro, visto che si dice san Pietro e Paolo, dopo Paolo e prima Pietro. Uno che non aveva problemi in questo senso è Pietro Paolo Virdis, l’attaccante del Milan, ma nemmeno io ne ho visto che mi chiamo Paolo e mio figlio si chiama Pietro. Siamo un po’ come Virdis, ce li abbiamo tutti e due anche noi in famiglia.

Domani vado a Napoli e mi devo sicuramente mettere la camicia, per lavoro. Peccato che la mia camicia preferita bianca di lino l’ho messa in lavatrice l’altro giorno ed è uscita gialla, ma un giallo senape che devo testare prima non ambito lavorativo per vedere se è socialmente accettabile. Non ne sono sicuro.

L’ho lavata con questo mandala vedere acceso che evidentemente si è stinto in parte. Cose che succedono, piccoli incidenti che capitano.

Una cosa bella domestica in questo giorni è il raggiungimento di un “livello blatte zero”, zero blatte viste negli ultimi 10 giorni. Questa è una super notizia, anche se non voglio ancora cantare vittoria perché non si sa mai.


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21 giugno 2026

Tour classico

Oggi fa davvero caldo. La maglietta ci posso fare il brodo. Mina è stramazzata qua sotto il tavolo, almeno sta sul pavimento che dovrebbe essere un po’ più fresco. Non c’è un alito di vento.

Si schiatta. Per fortuna siamo già usciti così ha fatto i suoi bisogni.

Sudo da fermo. Sudo da seduto. Mi suda dietro alle ginocchia.

La schiena sento i rivoli.

Le mutande ce le ho sudate. Per non parlare dei pantaloncini.

Oggi abbiamo magnato a base di tartufo in versione estiva. Tina ha preparato cose fredde. Buone e fresche.

Tutto molto buono. Così ho assunto la mia dose di calorie e non credo che mangerò questa sera.

Forse mi vedo una partita del mondiale, però comincia troppo tardi.

Probabilmente mi vedrò invece Maigret. Oggi è la serata di Maigret.

Ma non so se riuscirò a vedermelo tutto. Fa troppo caldo.

C’è il condizionatore ma non lo voglio accendere.

Negli ultimi giorni sono contento perché di blatte zero. Non lo voglio dire troppo forte ma sono un po’ di giorni che blatte zero.

L’ultima volta ne avevo beccate due di un nuovo modello, molto più piccole.

Sarà la nuova cucciolata?

Però erano belle stecchite. Delle micro blattine che in confronto alle altre sembrano dei chihuahua per capirsi.

Domani è lunedì. Al lavoro il condizionatore c’è. Lo accendiamo sempre.

Stasera sono molto tentato di accendere il condizionatore anche qui. Ma probabilmente non lo farò.

Prima sono uscito di casa per portare Mina a fare il suo giro e c’era una riunione di tipe con il burqa della domenica che occupava il marciapiede. Sembrava di essere non so dove, in Medio Oriente.

Siamo andati al parco dell’ex SNIA, abbiamo fatto il tour classico in via di Acqua Bullicante, meno male che c’è l’ombra altrimenti la povera Mina si fonderebbe le zampe sull’asfalto rovente.

Ieri Mina nel bosco è stata bravissima, come sempre d’altronde. Ha trovato un sacco di tartufi e oggi ce li siamo goduti.

Rivedere Stefano e Tina e Bianca mi ha fatto molto piacere, soprattutto vedere Pietro con Bianca parlare della loro maturità. Hanno passato tanto tempo insieme, hanno tanto in comune anche se magari non si vedono più come un tempo.

Certi rapporti non finiscono mai.

Il tour classico di Mina è uscita di casa, svolta a sinistra in via di Acqua Bullicante direzione Prenestina. Kebabone.

Largo Preneste, che forse è il posto che le piace di più. Le piace perché va d’accordo con la comunità sudamericana di barboni e ubriaconi che occupano gli spazi di Largo Preneste.

Ci va d’accordo e passa con grande nonchalance in mezzo alla selva di bottiglie vuote di Peroni, alla ricerca di qualche residuo di cibo. Ogni volta mi tira in quella direzione anche quando torniamo verso casa. Stasera l’ho assecondata. E ci siamo ripassati.

In questi giorni, dopo una settimana di pseudo dieta, non le ho più dato nulla dal mio piatto. Mi sembra che sia già un po’ dimagrita. Mi sembra più sgonfia. Sarà anche per il caldo. Sta mangiando obiettivamente meno. Ha meno pappagorgia.

Vorrei che tornasse al peso forma di 15 chili a settembre. Vediamo se sarà possibile.


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01 giugno 2026

Piccole cose di vestiario che mi urtano e a volte fanno anche un po’ schifo

Partendo dai piedi a salire ti dico cosa mi dà fastidio nel modo di vestire della gente. La prima cosa che mi viene in mente sono le scarpe senza calze. E’ un qualcosa di assolutamente fetido, soprattutto le scarpe da ginnastica.

Ricordo le Superga senza calze della mia gioventù, quando mi capitavano a tiro, soprattutto ragazze che se le toglievano, era da brividi lo schifo.

Una camera a gas legalizzata, con la pappina dentro.

Anche i mocassini senza calze, un suicidio per il piede. Un’altra cosa allucinante, gli stivali senza calze d’estate che le tipe si mettono non si capisce perché. Fa caldo, ci sono 35 gradi, e le tipe, alcune ma non poche, si mettono gli stivali senza calze e i pantaloncini inguinali.

Ma cosa sei scema?

Sei malata di mente?

Altre cose assurde, ieri un tipo con i bermuda, la t-short corta (c’erano 35 gradi) e ai piedi le Timberland alte. Quelle da neve. Le calze ce le aveva addosso, ma comunque anche quel tipo lì, a Piazza Vittorio, era da ricovero in un ospedale psichiatrico.

Ma sei fuori?

Ma mettiti dei sandali con il caldo che fa, degli zoccoli, delle Birkenstock.

Altre cose, una moda degli ultimi tempi un po’ Stranger Things sono le Birkenstock con le calze, le Crocs con le calze, insomma i sandali con le calze. Una cosa da tedeschi che però si è allargata a macchia d’olio nel mondo occidentale. Con mio grande sbigottimento.

Altre cose di scarpe che mi urtano, sono i tipi che si mettono il vestito elegante e le scarpe da ginnastica.

Ma sei fuori?

Che senso ha mettersi le scarpe da ginnastica con il vestito?

Cosa devi dimostrare?

Che sei giovane?

Un’altra cosa da fuori di testa, andare in giro con le stringhe slacciate. Belin, se ci sono le stringhe vuol dire che te le devi allacciare. Se non erano senza stringhe, le scarpe.

E così ci sono questi tipi che vanno in giro con le scarpe slacciate e le stringhe sono alternativamente o assenti (nel senso che sono state tolte) oppure sono infilate dentro alle scarpe o alla peggio lasciate alla brutto Zeus slacciate fuori.

E’ una cosa che mi manda fuori di testa e gliele allaccerei io, a volte, le stringhe se non fosse che mi prenderebbero per un esaurito.

Altre cose di scarpe che mi danno fastidio, i fantasmini.

L’inventore dei fantasmini è da ricovero coatto. I fantasmini sono l’anti calza. Mi si infilano sempre sotto, mi si sfilano come, e restano dentro la scarpa.

Dann un fastidio assurdo e poi diciamocelo, con i mocassini sono un affronto al senso comune. Soprattutto se ti metti il vestito elegante, non puoi indossare i fantasmini. Magari con le Sax o con i mocassini. E’ un insulto al senso comune, un insulto al comune senso del pudore, con il malleolo a vista. Magari fantasmini bianchi.

Al limite posso accettare i fantasmini per andare a correre. Ma nemmeno.

I fantasmini sono un pugno in un occhio.

Elogio invece delle calze lunghe, soprattutto sotto al vestito.

Parlando di vestiti e soprattutto di pantaloni, vorrei dire due parole sui pantaloni a sigaretta. Sono immettibili. La maggior parte delle volte ti si incastra la parte stretta nel polpaccio e tu vai in giro con dei pantaloni alla zuava. Allora, comunica a dare dai colpi per terra con il piede, nella speranza che si mettano a posto e scendano in sede. Ma la maggior parte delle volte restano tirati su, agganciati sopra.

Il mix dell’orrore in questo campo è la combo mocassini + fantasmini + vestito elegante pantaloni a slim a sigaretta che se ti rimangono su resti con tutto il polpaccio nudo. Nudo come un verme. Magari d’invero, ad un convegno, o in moto. Roba da film horror.

Pantaloni, quelli troppo attillati sono da prendere a sberle quelli che te li fanno comprare. Ti restano le palle sempre strettissime, da morire, sei sempre lì a spostarle a rimetterle in sede, a spostare anche il pisello schiacciato e stretto dalla morsa di questi pantaloni troppo stretti.

Chi ha inventato il modello slim e sigaretta è un malato di mente, forse è lo stesso che ha inventato la camicia di forza.

Un’altra cosa di vestiario che per me è inconcepibile sono le magliette polo indossate con il colletto alzato.

E’ una cosa inaccettabile, che senso ha?

Una polo non è mica un impermeabile.

Altre cose, le camicie con il colletto alto e le cravatte con il nodo grande. Che bruttura.

Altre tamarrate, i vestiti eleganti troppo attillati con i pantaloni corti. Non riesco a capire questa moda dei pantaloni corti.

Un’altra cosa che mi dà un fastidio assurdo, la gente che si mette gli stivaletti (di solito quelle scarpe un po’ alte australiane) con i jeans finto trasandati da una parte a coprire lo stivaletto, dall’altra lasciato su, magari dietro. Una mossa finto trasandato, ma calcolatissimo, che mi fa ribrezzo da quanto è artificiale.

Altre cose da schiaffi in faccia, i pantaloni tutti bucati da 150 euro magari. E’ vero che l’altra volta ce n’era un paio che Pietro non usa più e me li stavo per prendere, ma poi non me li hanno più dati. Me li sarei anche messi, però considero comunque l’artificio del buco voluto, dei jeans finto consunti comprati bucati a peso d’oro una vera iattura.

Ultimamente devo invece ammettere che mi piace moltissimo il chiodo classico e che potrei anche comprarmelo.

Devo ammettere infine che ho bisogno di nuove scarpe ma non so mai quali comprarmi.

Le mie scarpe Hoka nere che uso per uscire con il cane, invece, le scarpe di Biden, restano un numero più piccole del necessario per quanto fossero etichettate come 41.

Parlando di macchine invece odio quelli che vanno in giro con tutto il finestrino abbassato e il gomito (ma anche la mano) messo fuori. Gli taglierei la mano anche perché di solito hanno anche la musica a palla e producono un inquinamento uditivo da sanzione pecuniaria.

Odio anche i motorini elettrici e le macchine elettriche perché nel traffico non le senti e non ti accorgi quando ti superano soprattutto a destra.

Ora smetto perché fra cinque minuti comincia Maigret e se mi perdo l’inizio è finita.


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25 maggio 2026

Gita al giardino delle peonie di Vitorchiano

Ieri siamo andati con i compagni del Qi Gong al giardino delle peonie, a Vitorchiano. Bellissima gita però mentre ero lì pensavo al giardino botanico Van Dusen di Vancouver. Dove siamo stati l’anno scorso. Anche lì non si scherza. Anzi.

Ieri a Vitorchiano davvero fiori fantastici e un profumo molto intenso e diverso a seconda del colore degli esemplari.

Siamo entrati gratis perché è fine fioritura, la prossima volta dobbiamo andarci a fine aprile anche se ieri come cosa positiva c’è che non c’era tanta gente.

Poi abbiamo mangiato abbastanza bene, pensavo meglio visto che da settimane mi ero studiato il menu.

Alla fine, ho preso le tagliatelle ala Vitorchiese, come avevo progettato. Buone ma faceva talmente caldo che il secondo non ce l’ho fatta.

La macchina è andata benissimo.

Il viaggio pure, anche se il posto si trova molto lontano, nei monti Cimini.

Il paese, o meglio il Borgo è molto bello e piacevole.

Insomma, bisogna tornarci.

Metto le foto.

Tra l’altro mi sono tornate le blatte in casa e avrei ina serie di racconti da scrivere e reportage ma non ho mai tempo. Ma prima o poi li farò.


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10 maggio 2026

RambMina super tartufina

Stamattina super Mina a tartufi. Siamo andati, pioveva, è inizio stagione e l’altra domenica non abbiamo trovato niente. Nada de nada.

Comunque oggi ho pensato di andare lo stesso giusto per fare quanto meno una passeggiata.

Sveglia alle 5,30 come al solito e le solite maledette blatte in stanza. Due o tre cadaveri, non ricordo, che ho preso con la paletta e la scopa e li ho buttati fuori dalla finestra.

Che schifo.

Sono uscito a far fare un giro a Mina, siamo andati in Bangladesh in via della Marranella, che a lei piace un sacco. Tra l’atro avevo parcheggiato proprio lì, dietro l’angolo, e così ho messo dentro la gabbia che è più sicuro portare il cane in gabbia piuttosto che libera dietro, anche perché se ti fermano i carabinieri e sei senza gabbia o trasportino per il cane in macchina ti danno una lamata.

Io il trasportino non ce l'ho, ma prima o poi me lo voglio comprare.

Tra l’altro in via di Acqua Bullicante, di fronte al Castoro, ho visto che c’è un negozio per animali – lo zoo di qualcosa – dove in bella vista ci sono dei trasportini di plastica.

Penso che me ne comprerò uno, mi sembra utilissimo.

Le blatte continuano a venire a morire in stanza da me, le trovo sottosopra. Assurdo.

Stamattina tra l’altro inavvertitamente una l’ho schiacciata con la pantofola, ho sentito lo scricchiolio. Che schifo.

Poi mentre tornavo da tartufi ho incontrato una vicina che mi ha detto bisogna stare attenti a non schiacciarle perché potrebbero avere le uova in corpo e così, se le schiacci, le porti dappertutto le uova e crei un contagio della Madonna santissima.

Che schifo, ho subito lavato la suola della pantofola ma indubbiamente stamattina l’ho usata prima e quindi potrei aver diffuso uova ovunque. Madonna forse sono io la causa stessa di una mega invasione di blatte in casa mia.

Domani mattina alle 8,30 vinene a casa mia il padrone di casa per una disinfestazione e questo mi fa davvero piacere, perché in casa mi trovo benissimo al di là di questa invasione di blatte e non ho alcuna intenzione di andare via, come mi aveva detto lui, il padrone di casa, che si sente un po' responsabile dell'invasione di blatte anche se dice che non ne sapeva niente di questo problema prima di darmi la casa.

Non so se credergli, però il mio padrone di casa si dimostra una persona seria che cerca di darmi una mano venendo a farmi lui la disinfestazione e questo per me è molto importante.

Ho appena messo su una lavatrice.

Ho starnutito perché c’è la finestra aperta e fa freschetto.

Venerdì è arrivata una raccomandata dai vigili, maledetti, 78 euro di multa perché con il vecchio motorino il primo marzo sono passato su una preferenziale in una traversa della Nomentana.

Maledetti mi hanno pinzato con la telecamera, manco me n’ero accorto, sono passati più di due mesi. Pezzi di merda, quel motorino nel frattempo l’ho dovuto rottamare, ma tant’è mi ha lasciato l’ultimo ricordino post mortem.

Stamattina siamo andati a tartufi con Mina e non avevo alcuna aspettativa.

Pioveva, siamo finiti dentro a dei rovi, a dei cespugli con i rami pieni di spine e ho sguarato in diversi punti il piumino che avevo addosso. Non ci ho pensato, minchia, mentre passavo fra i rovi per stare dietro e Rambo-Mina meglio conosciuta come RambMina che passa ovunque, sotto i rami, dentro ai rovi, fra le rocce ecc. – ma io no e lei non lo vuole capire – sentivo il tessuto leggero del piumino che si sguarava: strap, strap, strap e alla fine ho visto tutto il ripieno, che non sono piume d’oca ma qualcosa di analogo, bianco – sembra cotone – che spuntava. Va ricucito in più punti.

Nel frattempo RambMina si era già mimetizzata dai vietkong, piena di strisce di merda di vacca dappertutto, meno male che l'ho tosata, l'altra settimana aveva il pelo lungo e grondava letteralmente merda di vacca dal pelo lungo e puzzolentissimo.

Sta volta almeno la stronza - di nome e di fatto, vista la quantità di merda che aveva addosso e che si era calata - aveva il pelo corto e più facilmente lavabile.

Siamo arrivati dopo il prefabbricato al punto in cui volevo salire dentro al bosco con Mina già sporca di quintali di merda di vacca dove si era rotolata e aveva fatto scorpacciata. Io con il piumino mezzo aperto dalle spine. Entrambi bagnati fracichi. E manco l’ombra di un tartufo in saccoccia.

Vabè. Cominciamo a salire e subito ho visto RambMina in ottima forma che fiutava come Gesù e come se non ci fosse un domani.

Non ricordo la successione, ma salendo su ne ha trovati in tutto quattro. Uno bello grosso, che in un primo tempo ha morso e sfasciato. Un pezzo è rimasto lì, nella terra della buca scavata. Staccato dal suo morso. Il resto era rimasto incastrato sotto, ancora dentro fra le pietre.

Qui, per la prima volta da quando lo possiedo dall’anno scorso, ho usato il mini-vanghetto per estrarre il tartufo che era rimasto incastrato dentro.

Mi è servito tantissimo.

E’ un bel tartufone, peserà un 70 grammi direi. Una parte l’aveva staccata Mina, che per fortuna non l’ha mangiato. Il resto, tre quarti di tartufone, era rimasto dentro e grazie al mini vanghetto sono riuscito a tirarlo fuori intatto.

Sono molto contento del mini vanghetto, allora serve davvero a qualcosa e oggi me ne sono reso conto.

A un certo punto ho cominciato a scendere di nuovo giù e a scanso di casini ho messo il guinzaglio a RambMina che se no mi fa morire a starle dietro. Ne ha trovato ancora uno anche con il guinzaglio e si è calata tutto il wuerstel Fiorucci di premietto. Strameritato.

Poi, siamo scesi, sono salito su dallo stradone sempre al guinzaglio, abbiamo incrociato una carogna di lupetto mi pareva, un cadaverino maleodorante sul ciglio dello stradone, poi anche due tartufari della domenica come me molto simpatici, con un cuccioletto marrone di lagotto al seguito.

Arrivato al vascone ho fatto lavare Mina e mi sono fotografato i tartufi trovati ma non ho cercato altro. Per oggi è andata benissimo così. Più tardi se li magnamo.

Intanto Mina è cotta, prima si è messa sul tappeto e ora sul letto. Ma ci sta. E’ in realax post cerca e trova del tartufo, deve digerire un pacco da quattro di wuerstel santi e benedetti.

Certo se la vedi ora, appallottolata sul mio cuscino a letto, non le daresti due lire. Ma se la becchi nel bosco stai attento perché ti massacra di tartufi e ti fa fare dei culi assurdi perché passa ovunque e per starle dietro fra i rovi ti devi fare un bucio di culo assurdo. E si riempie di merda.

Quindi, non mi stupisce di avere un dolore alla tibia che mi sarò certamente procurato nel tentativo di marcarla e di non perderla di vista nel bosco sbattendo contro un ramo o chissà cosa. Ma ci sta.


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02 maggio 2026

Bla…Bla…Blatte

La prima blatta morta in camera mia l’ho vista il 23 aprile. Lo so perché l’ho fotografata. Pensavo che fosse un caso estemporaneo. Mi sbagliavo.

Da allora, le blatte morte in camera mia sono diventate una tragica costante. Di solito le trovo sempre morte stecchite, di schiena. La domanda che mi pongo è se muoiano loro sponte, scegliendo di venire a farlo in camera mia, come dei piccoli lemming ma a forma di insetto.

Oppure, mi domando se a farle fuori non sia Mina. Il mio cane che passa gran parte del suo tempo in camera mia.

Questo mio sospetto è ulteriormente sostenuto dal fatto che stamattina il solito cadavere di blatta l’ho trovato di fianco al letto, con Mina di fianco dal mio lato che si trovava esattamente lì vicino e che peraltro annusava l’insetto come sempre messo di schiena.

Oggi non era nemmeno ancora morta la blatta, muoveva le zampette ma molto lentamente. Stava in ogni caso esalando l’ultimo respiro.

Poi, mi sono alzato e come faccio sempre ho preso la scopa e la paletta e ho gettato il cadavere dalla finestra.

Le blatte sono rossastre. In casa non le ho mai viste vive, come dicevo, la mia stanza è diventata per così dire un cimitero di blatte.

I primi giorni ero davvero schifato e scioccato.

L’altra mattina stavo prendendo il caffè in cucina quando ho visto le antennine di un cadavere di blatta nel sacchetto della carta da buttare.

Ho pensato che era stata Gioana, la mia donna delle pulizie a gettarlo via. E in effetti è così. Le ho chiesto quanti cadaveri aveva trovato, mi ha detto tre. Tutti in stanza mia, sotto la finestra. Anche Gioana si è domandata se non sia stata Mina a seccare le blatte.

Ma è lì che la sensazione di disagio è diventata più forte per me. Oramai era chiaro che sono infestato dalle blatte in casa. Dalle blatte in stanza.

Che schifo!

In totale finora ne ho trovate quattro o cinque stecchite in camera mia, più le tre di Giona.

E’ come se mi sentissi violato, violentato. E’ come una violazione di domicilio.

Mi sono confrontato poi con una persona molto comprensiva che ha avuto la bontà di sostenermi psicologicamente nel mio momento di massimo down per colpa delle blatte in casa.

Mi ha detto che mi capisce benissimo perché anche lei ha vissuto una situazione analoga, con le blatte che per due anni le volavano in casa da fuori. Sì, perché le blatte hanno anche le ali.

Anche i miei colleghi al lavoro hanno cominicato a prendermi in giro per la mia paura delle blatte. "Ti voleranno nel letto, di notte, mentre dormi", dicono ridendo. E mi fanno incazzare.

O mio Dio, se me le trovassi nel letto potrei morire. La speranza mia è che Mina sia di fatto la killer delle blatte e che continui nella sua opera di sterminio. L’altro giorno intanto ho acquistato quattro trappole per blatte, della Vape, e le ho posizionate in casa sotto a mobili e lavello. Ho comprato anche un Baygon anti scarafaggi e l’ho spruzzato nelle tubature in bagno, nella doccia, nel lavandino e nel bidet, nonché nel lavello della cucina.

Ho spruzzato anche il Baygon sui muri in casa.

Speriamo bene.

Ho chiamato allarmato e incazzato il mio padrone di casa, che si è detto ignaro del problema. Chissà se finge, non lo saprò mai, tuttavia si è dimostrato alquanto disponibile.

Mi ha dato il numero di telefono del mio vicino di sopra, l’inquilino del numero 8 che sta esattamente sopra di me. Anche lui ha le blatte in casa, da sempre. Oramai ci convive e sembra che non gli dia nemmeno troppo fastidio trovarne “una o due al giorno”.

O mio Dio! Potrei morire.

Mi ha consigliato di acquistare un gel particolare da mettere sui muri e sui battiscopa, dove ci sono possibili crepe nel muro dalle quali probabilmente entrano le blatte, che arrivano immancabilmente di notte ho scoperto, mentre tutto tace, nel buio, come delle ladre.

Maledette.

Ho ordinato il gel che arriva lunedì, oggi è sabato, tocca aspettare.

Ho comunque detto al mio padrone di casa che il problema è strutturale, che non riguarda soltanto me visto che anche il vicino ha le blatte in casa da tempo immemore. Gli ho detto che l’amministratore deve fare una disinfestazione del palazzo, le blatte saranno con ogni probabilità annidate nelle tubature e nelle intercapedini dei muri e stanno uscendo ora perché fa caldo ed è la stagione.

Soltanto che tre mesi o anche più tempo con le blatte in casa non esiste.

Il mio padrone di casa ha scritto all’amministratore, vediamo se ci sarà una celere risposta o se dovrò magari chiamare i vigili e la Asl o comunque un disinfestatore che venga nel mio appartamento. In attesa che al suo rientro a Roma il mio padrone di casa venga, cito, “a chiudere qualunque eventuale crepa o buco presente sotto i battiscopa o sotto i cassettoni degli avvolgibili; mettere insetticida all'esterno delle finestre e chiudere lo spazio sotto la porta d'ingresso con apposita striscia. Ti avviserò qualche giorno prima, intanto metti il gel”.

Insomma, la guerra con le blatte è appena cominciata.

La mia stanza si è trasformata nel cimitero delle blatte.

Finché non ne vedrò qualcuna viva, che esce dal muro, chissà da dove.

Qual è il passaggio?

Però in pochi giorni devo confessare una cosa strana che è già successa. Rispetto al senso di violazione che ho avvertito il primo giorno, quando mi sono reso conto che le blatte ci sono e non era un caso quella che ho visto e fotografato lo scorso 23 aprile, adesso sono molto meno impressionato.

Stamattina quando ho visto il cadavere di fianco al mio letto non mi ha fatto troppa impressione.

E’ vero che adesso, ogni volta che rientro in casa e anche quando entro in stanza mia, controllo sempre se c’è qualche cadavere di blatta in terra o sotto il letto o sotto la credenza. L’altra sera un cadavere l’ho trovato esattamente sotto il letto, dal mio lato.

Però, detto francamente, non sono più così devastato come il primo giorno. E’ un po’ come il mio vicino di sopra, che sembra quasi che le blatte non gli facciano né caldo né freddo. Molto semplicemente se ne fotte.

Anche io comincio a fottermene, anche se adesso ogni volta che mi metto le scarpe le sbatto per vedere se per caso non c’è qualche blatta dentro.

La mia collega, che mi ha consigliato i prodotti da comprare l’altro giorno al mercato vicino al lavoro, mi ha raccontato che da bambina, avrà avuto un 10 anni, si è messa le scarpe e dentro c’era una blatta e ha sentito sui piedi quel “tichitichiti” e così ha lanciato la scarpa a 200 metri di distanza. Ecco, con tutto il bene che gli voglio alle blatte non vorrei mai ritrovarmene una viva nella scarpa.

Potrei morire.

Comunque, se ripercorro il mio passato ho sempre avuto una forte avversione per gli insetti in generale. Avrò preso da mio padre, che se vedeva una formica in casa gli veniva un coccolone secco.

Ricordo una volta, in Sicilia, che sono andato in cucina a notte fonda, avevo sete. Le luci erano tutte spente e ho acceso all’improvviso trovandomi di fronte a pochi centimetri, sul pavimento, uno scarafaggio siciliano, di quelli neri con la corazza bombata, e una blatta, che stavano vicini uno all’atra. Si vede che erano in perlustrazione in cucina.

Mi hanno guardato, ci siamo fronteggiati immobili per qualche secondo, io sono morto, mi si sono drizzati tutti i peli e sono sicuro di essere sbiancato a e di aver perso quanto meno un battito cardiaco. Poi, piano piano, i due si sono dileguati sotto a qualche mobile.

Il giorno dopo ho raccontato l’accaduto a mia suocera che mi ha detto, “bello mio, siamo in piena campagna, è ovvio che ci sono gli insetti in casa”. Insomma, niente di strano. Ha messo un po’ di Baygon e ciccia.

Molto più grave le scorse estati la presenza di un nido di vespe nella casa adiacente a quella padronale, sempre in Sicilia. Quella sì che era una presenza pericolosa. E dire che a me le vespe non fanno per niente schifo, anzi. Però sono pericolose eccome e ogni volta che mangiavamo fuori ci attaccavano impedendoci alla fine di mangiare, tanto che abbiamo dovuto riprendere a pranzare in casa.

Per le vespe abbiamo dovuto chiamare i vigili del fuoco, che mi hanno spedito a comprare un prodotto tipo mastice da mettere nel muro all’interno del quale si trovava il nido, nell’intercapedine di una parete in muratura tutta bucherellata dalla quale fuoriuscivano le vespe.

Tappati i buchi, i pompieri speravano che la regina morisse all’interno lasciando le altre vespe prive della loro guida, costringendole così a migrare altrove. Non so come è finita. Dopo l’estate sono tornato a casa, dalle mie blatte, che alla fine quasi quasi mi fanno compagnia.


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29 aprile 2026

Oggi sono raffreddato

Oggi sono raffreddato, mi bruciano le coane. Sono andato in farmacia e mi sono preso uno spray, speriamo che faccia effetto.

Da un paio di giorni sono un po’ malaticcio, ho le vie aeree infiammate. Mali di stagione.

Sono comunque venuto al lavoro perché tutto il giorno a casa mi rompo. Preferisco sempre dividere lavoro e temo libero anche dal punto di vista fisico, dei luoghi.

Non mi è mai piaciuto lavorare a casa, anche se a volte per comodità e maggior concentrazione lo faccio. Soprattutto per scrivere.

Mina in questi giorni sta bene.

Mangia, dorme e facciamo sempre delle belle passeggiate, ormai l’ex SNIA è una tappa irrinunciabile.

Per il resto, ciccia.


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