Bla…Bla…Blatte
La prima blatta morta in camera mia l’ho vista il 23 aprile. Lo so perché l’ho fotografata. Pensavo che fosse un caso estemporaneo. Mi sbagliavo.
Da allora, le blatte morte in camera mia sono diventate una tragica costante. Di solito le trovo sempre morte stecchite, di schiena. La domanda che mi pongo è se muoiano loro sponte, scegliendo di venire a farlo in camera mia, come dei piccoli lemming ma a forma di insetto.
Oppure, mi domando se a farle fuori non sia Mina. Il mio cane che passa gran parte del suo tempo in camera mia.
Questo mio sospetto è ulteriormente sostenuto dal fatto che stamattina il solito cadavere di blatta l’ho trovato di fianco al letto, con Mina di fianco dal mio lato che si trovava esattamente lì vicino e che peraltro annusava l’insetto come sempre messo di schiena.
Oggi non era nemmeno ancora morta la blatta, muoveva le zampette ma molto lentamente. Stava in ogni caso esalando l’ultimo respiro.
Poi, mi sono alzato e come faccio sempre ho preso la scopa e la paletta e ho gettato il cadavere dalla finestra.
Le blatte sono rossastre. In casa non le ho mai viste vive, come dicevo, la mia stanza è diventata per così dire un cimitero di blatte.
I primi giorni ero davvero schifato e scioccato.
L’altra mattina stavo prendendo il caffè in cucina quando ho visto le antennine di un cadavere di blatta nel sacchetto della carta da buttare.
Ho pensato che era stata Gioana, la mia donna delle pulizie a gettarlo via. E in effetti è così. Le ho chiesto quanti cadaveri aveva trovato, mi ha detto tre. Tutti in stanza mia, sotto la finestra. Anche Gioana si è domandata se non sia stata Mina a seccare le blatte.
Ma è lì che la sensazione di disagio è diventata più forte per me. Oramai era chiaro che sono infestato dalle blatte in casa. Dalle blatte in stanza.
Che schifo!
In totale finora ne ho trovate quattro o cinque stecchite in camera mia, più le tre di Giona.
E’ come se mi sentissi violato, violentato. E’ come una violazione di domicilio.
Mi sono confrontato poi con una persona molto comprensiva che ha avuto la bontà di sostenermi psicologicamente nel mio momento di massimo down per colpa delle blatte in casa.
Mi ha detto che mi capisce benissimo perché anche lei ha vissuto una situazione analoga, con le blatte che per due anni le volavano in casa da fuori. Sì, perché le blatte hanno anche le ali.
Anche i miei colleghi al lavoro hanno cominicato a prendermi in giro per la mia paura delle blatte. "Ti voleranno nel letto, di notte, mentre dormi", dicono ridendo. E mi fanno incazzare.
O mio Dio, se me le trovassi nel letto potrei morire. La speranza mia è che Mina sia di fatto la killer delle blatte e che continui nella sua opera di sterminio. L’altro giorno intanto ho acquistato quattro trappole per blatte, della Vape, e le ho posizionate in casa sotto a mobili e lavello. Ho comprato anche un Baygon anti scarafaggi e l’ho spruzzato nelle tubature in bagno, nella doccia, nel lavandino e nel bidet, nonché nel lavello della cucina.
Ho spruzzato anche il Baygon sui muri in casa.
Speriamo bene.
Ho chiamato allarmato e incazzato il mio padrone di casa, che si è detto ignaro del problema. Chissà se finge, non lo saprò mai, tuttavia si è dimostrato alquanto disponibile.
Mi ha dato il numero di telefono del mio vicino di sopra, l’inquilino del numero 8 che sta esattamente sopra di me. Anche lui ha le blatte in casa, da sempre. Oramai ci convive e sembra che non gli dia nemmeno troppo fastidio trovarne “una o due al giorno”.
O mio Dio! Potrei morire.
Mi ha consigliato di acquistare un gel particolare da mettere sui muri e sui battiscopa, dove ci sono possibili crepe nel muro dalle quali probabilmente entrano le blatte, che arrivano immancabilmente di notte ho scoperto, mentre tutto tace, nel buio, come delle ladre.
Maledette.
Ho ordinato il gel che arriva lunedì, oggi è sabato, tocca aspettare.
Ho comunque detto al mio padrone di casa che il problema è strutturale, che non riguarda soltanto me visto che anche il vicino ha le blatte in casa da tempo immemore. Gli ho detto che l’amministratore deve fare una disinfestazione del palazzo, le blatte saranno con ogni probabilità annidate nelle tubature e nelle intercapedini dei muri e stanno uscendo ora perché fa caldo ed è la stagione.
Soltanto che tre mesi o anche più tempo con le blatte in casa non esiste.
Il mio padrone di casa ha scritto all’amministratore, vediamo se ci sarà una celere risposta o se dovrò magari chiamare i vigili e la Asl o comunque un disinfestatore che venga nel mio appartamento. In attesa che al suo rientro a Roma il mio padrone di casa venga, cito, “a chiudere qualunque eventuale crepa o buco presente sotto i battiscopa o sotto i cassettoni degli avvolgibili; mettere insetticida all'esterno delle finestre e chiudere lo spazio sotto la porta d'ingresso con apposita striscia. Ti avviserò qualche giorno prima, intanto metti il gel”.
Insomma, la guerra con le blatte è appena cominciata.
La mia stanza si è trasformata nel cimitero delle blatte.
Finché non ne vedrò qualcuna viva, che esce dal muro, chissà da dove.
Qual è il passaggio?
Però in pochi giorni devo confessare una cosa strana che è già successa. Rispetto al senso di violazione che ho avvertito il primo giorno, quando mi sono reso conto che le blatte ci sono e non era un caso quella che ho visto e fotografato lo scorso 23 aprile, adesso sono molto meno impressionato.
Stamattina quando ho visto il cadavere di fianco al mio letto non mi ha fatto troppa impressione.
E’ vero che adesso, ogni volta che rientro in casa e anche quando entro in stanza mia, controllo sempre se c’è qualche cadavere di blatta in terra o sotto il letto o sotto la credenza. L’altra sera un cadavere l’ho trovato esattamente sotto il letto, dal mio lato.
Però, detto francamente, non sono più così devastato come il primo giorno. E’ un po’ come il mio vicino di sopra, che sembra quasi che le blatte non gli facciano né caldo né freddo. Molto semplicemente se ne fotte.
Anche io comincio a fottermene, anche se adesso ogni volta che mi metto le scarpe le sbatto per vedere se per caso non c’è qualche blatta dentro.
La mia collega, che mi ha consigliato i prodotti da comprare l’altro giorno al mercato vicino al lavoro, mi ha raccontato che da bambina, avrà avuto un 10 anni, si è messa le scarpe e dentro c’era una blatta e ha sentito sui piedi quel “tichitichiti” e così ha lanciato la scarpa a 200 metri di distanza. Ecco, con tutto il bene che gli voglio alle blatte non vorrei mai ritrovarmene una viva nella scarpa.
Potrei morire.
Comunque, se ripercorro il mio passato ho sempre avuto una forte avversione per gli insetti in generale. Avrò preso da mio padre, che se vedeva una formica in casa gli veniva un coccolone secco.
Ricordo una volta, in Sicilia, che sono andato in cucina a notte fonda, avevo sete. Le luci erano tutte spente e ho acceso all’improvviso trovandomi di fronte a pochi centimetri, sul pavimento, uno scarafaggio siciliano, di quelli neri con la corazza bombata, e una blatta, che stavano vicini uno all’atra. Si vede che erano in perlustrazione in cucina.
Mi hanno guardato, ci siamo fronteggiati immobili per qualche secondo, io sono morto, mi si sono drizzati tutti i peli e sono sicuro di essere sbiancato a e di aver perso quanto meno un battito cardiaco. Poi, piano piano, i due si sono dileguati sotto a qualche mobile.
Il giorno dopo ho raccontato l’accaduto a mia suocera che mi ha detto, “bello mio, siamo in piena campagna, è ovvio che ci sono gli insetti in casa”. Insomma, niente di strano. Ha messo un po’ di Baygon e ciccia.
Molto più grave le scorse estati la presenza di un nido di vespe nella casa adiacente a quella padronale, sempre in Sicilia. Quella sì che era una presenza pericolosa. E dire che a me le vespe non fanno per niente schifo, anzi. Però sono pericolose eccome e ogni volta che mangiavamo fuori ci attaccavano impedendoci alla fine di mangiare, tanto che abbiamo dovuto riprendere a pranzare in casa.
Per le vespe abbiamo dovuto chiamare i vigili del fuoco, che mi hanno spedito a comprare un prodotto tipo mastice da mettere nel muro all’interno del quale si trovava il nido, nell’intercapedine di una parete in muratura tutta bucherellata dalla quale fuoriuscivano le vespe.
Tappati i buchi, i pompieri speravano che la regina morisse all’interno lasciando le altre vespe prive della loro guida, costringendole così a migrare altrove. Non so come è finita. Dopo l’estate sono tornato a casa, dalle mie blatte, che alla fine quasi quasi mi fanno compagnia.
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