Ritorno a brumale
Stamattina sono andato a brumale. Non mi ricordavo più bene il mazzo che è andare a brumale, di questi tempi l’anno scorso Mina era incinta e quindi la scorsa stagione del brumale, il tartufo che si trova fra gennaio e aprile, non l’ho fatta. L’ho saltata, visto che poi Mina ha partorito il primo aprile, pesce d’aprile.
Comunque, stamattina mi sveglio alle 5,30. Non piove e quindi posso andare, deo gratias. E’ da dicembre che non vado, e Mina è una bomba a orologeria. Si deve per forza sfogare nel bosco se no mi fa saltare in aria la casa.
Prima cosa stamattina però Mina ha fatto la cacca in salotto.
Brutta sorpresa, si vede che ha mangiato qualcosa che le ha fatto male, di solito non lo fa mai. Se lo fa vuol dire che non si poteva trattenere.
Prendo il mocio Vileda, lo preparo con il detergente, passo lo straccio in salotto e lascio la finestra aperta. Nel frattempo porto giù il cane per i bisogni.
Torno su, colazione, giornale di ieri, niente crocchette a Mina quando si esce nel bosco. Prendo i wuerstel per lei, premietti per i tartufi e partiamo.
Tragitto tutto ok, arriviamo presto prima delle otto direi e prima sorpresa, praticamente la strada solita è occupata da un torrente. Si vede che ha piovuto talmente tanto che ora sulla strada che di solito è acciottolata c’è un corso d’acqua di discrete dimensioni.
Lascio la macchina nel solito posto e con Mina sguinzagliata passiamo di fatto dentro al torrente, seguendo la strada solita, per poi addentrarci nel bosco. Il bosco è sempre lui, una massa fitta di rami e rovi selvaggi e sul terreno molto bagnato cominciano gli scavi di Mina che corre come una pazza.
E’ super eccitata e contenta e si addentra nel fitto della boscaglia. Per starle dietro devo stare sempre chinato, ogni passo è una fatica e una specie di Camel Trophy per evitare le spine e i rami che sono davvero fittissimi con Mina che mi distanzia da subito.
Ecco perché mi alleno normalmente in settimana, per avere la forma fisica necessaria per starle dietro quando andiamo nel bosco. Lei è una scheggia super leggera e piccola, passa ovunque e non ha paura di nulla, è una mini Rambo a caccia di tartufo e non sente ragioni, prosegue e quando la chiamo non mi calcola proprio.
Nel bosco comanda il suo naso che è una specie di sonar per il tartufo.
Per starle dietro corro e mi sono sfregiato la faccia nei rovi, due sbreghi orizzonatli, sembro Rambo ma ero soltanto io a brumale, per inseguire Mina.
Spesso mi sparisce dalla visuale anche per alcuni minuti di seguito e hai voglia a chiamarla: “Minaaa!!!! Minaaa!!!! Vieni, torna”, urlo nel silenzio del bosco circondato da rami appuntiti.
Poi, quando decide lei, eccola che torna magari dalla direzione opposta perché nel frattempo si è fatta il giro panoramico del bosco.
Maledetta. Odio quei periodi di tempo in cui mi sparisce dalla visuale ed è in quei momenti che devo affidarmi alla fede, alla speranza che alla fine sia lei a tornare perché io, di mio, non potrei mai ritrovarla. Alla fine torna sempre, ciò non toglie che oggi mi abbia fatto incazzare non poco perché lei dovrebbe invece ascoltarmi ma non lo fa. Lei ascolta in suo naso, nel bosco, e il suo istinto di ricerca del tartufo è più forte di ogni richiamo.
Oggi non so poi quanti tartufi si sia mangiata lei stessa, senza lasciarmeli. L’ho beccata almeno due volte con il tartufino in bocca già bello che masticato. Lo faceva sempre da cucciola, ma anche ora non scherza.
Oggi poi alla fine ne ha trovati otto o nove, piccolini. Il brumale è piccolissimo e anche nella terra smossa dello scavo a trivella di Mina si confonde con tutta la vegetazione e le pietre che vengono smosse.
Oggi ci siamo ritrovati presso una cascatella che non avevamo mai raggiunto tutte le volte che sono venuto a brumale prima, negli anni scorsi. E poi, come spesso accade, ci siamo persi.
Per fortuna ormai so che quando ci perdiamo devo stare calmo. Sono tornato su, verso l’alto, e alla fine mi sono raccapezzato orientandomi con il fiumiciattolo e sentendo in lontananza il latrato di altri cani, cani che sono in cattività nelle case vicine al bosco.
Ma già allora avevo rimesso il guinzaglio a Mina perché oggi queste sue divagazioni e questi suoi giri in autonomia mi hanno innervosito. Si vede che dobbiamo riprendere un po’ di affiatamento con questo brumale, ma avremo occasione perché la stagione è appena cominciata.
Oggi la cosa che non va bene mi sono perso un guanto. Chissà dove mi è caduto. Prima al casello avevo perso un euro, chissà dove, mi è scivolato di mano quando stavo per pagare nella buca del self.
Megli un guanto perso degli occhiali persi, che nei rovi a un certo punto mi erano scivolati ma per fortuna li ho ritrovati fra le pietre, se no era un problema. Poi siamo tornati.
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