Piccole gioie inattese e per questo ancor più gradite
L’altro giorno ero distrutto perché pensavo di aver perso una calza. Mi sono appena comprato uno stock di calze nuove.
E’ vero che non sono il mio massimo, perché mi sono sbagliato e le ho comprate cortissime, tipo fantasmini. Però, sono nuove e l’idea di aver perso una calza dopo la prima volta che l’avevo usata mi stava devastando.
Sono uscito con Mina la mattina, dopo aver constatato che una delle due calzette era sparita, con un senso di vuoto e spaesamento diffuso.
La perdita della calza, per me inspiegabile, mi stava uccidendo. Ma che fine aveva fatto? Era rimasta nel cestello della lavatrice? Dopo accurata verifica dovevo concludere che lì non c’era.
Ho controllato dappertutto, in mezzo alle altre magliette e mutande appena lavate e stirate ma nulla.
Si vede che Gioana (“You give me hope Gioana, Hope, Gioana, hope Gioana for the morning come”) me l’aveva persa in qualche modo, nel tragitto fra la lavatrice e la fase di stiratura.
Amen. Però ero devastato.
Tanto che per rimediare parzialmente avevo messo la calzetta superstite insieme ad un’altra calzetta spaiata che già avevo nel cassetto. Avevo almeno ricreato un paio di calzette nuovo, che per quanto diverse fra loro tornavano ad essere due. Due vedove rimesse insieme per forza.
Stavano malissimo insieme, male assortite al massimo. Una era una calzetta bianca e grigia con scritto sopra Diadora, rimasta sola perché la sorella l’ho dovuta buttare perché si era bucata. Colpa del mio pollicione tagliente, che quando vado a correre si trasforma in una scimitarra per le calze. Poverette. Quante calzette spaiate per colpa del mio pollicione.
A questo punto però sono uscito sul terrazzino e summo cum meo gaudio ho visto la calzetta spaiata che pensavo fosse perduta appesa lì, da sola, in mezzo alle lenzuola stese ad asciugare. Si vede che Gioana sbadatamente l'aveva ladciata ad asciugare per sbaglio e ne aveva ritirata soltanto una.
Non potete capire il senso di godimento per questo ritrovamento ormai insperato e la gioia nel rimettere insieme le due calzette originarie, rimettendo nel cassetto la calzetta Diadora rimasta sola. Ma ci sta e non ho versato una lacrima per lei.
Questo ritrovamento e questo ritorno alle origini del mio paio di calze mi ha dato un senso di serenità e gioia profonda. Come quando finisci un puzzle di mille pezzi o quando risolvi un cruciverba difficilissimo.
Un’altra gioia profonda, e recente, è stata la minestrina in brodo che mi sono preparato l’altra sera. Nella dispensa avevo da tempo un pacco di pastina, farfalline all’uovo De Cecco, ma non mi ero mai deciso a preparamele. Ho preso il coraggio a due mani, e gettando il cuore oltre l’ostacolo ho preso un dado Star – residuo del vecchio inquilino – e controllata la data di scadenza (era ancora nei limiti) ho messo su l’acqua e fatto bollire il dado e la pastina.
Con un bel po’ di formaggio è stata buonissima, 100 grammi di pastina in brodo. Tre piatti alla fine. Di notte poi ho avuto bisogno di alzarmi due o tre volte per andare al bagno, ma questo è un effetto collaterale su cui si potrà lavorare in futuro mettendo meno pastina. E poi me la sono anche rifatta, sempre con il dado del vecchio inquilino, con 80 grammi di pastina stavolta e zero alzate notturne.
Ottima soluzione nata così, per caso.
Altre cose soddisfacenti degli ultimi tempi sono una bellissima borraccia nuova che è entrata nel mio corredo quotidiano, un nuovo paio di jeans Levis 501 ereditati da mio figlio, pensavo mi fossero grandi, invece mi sono semplicemente comodi e li posso mettere (ce li ho addosso ora), la sera del giovedì sera sul canale 39 Top Crime “Delitti ai Caraibi” entrata nella mia dieta mediatica di prepotenza. Ci sarebbe anche il Mordicchio, però dal bangla nuovo dove sono andato me l'hanno aumentato da un euro a 1,50 euro in modo inspegabile e, nonstante le mie rimostranze al banglaman, è stato irremovibile. Però è buono il Mordicchio. Caro ma buono.
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