Viaggio in Sicilia
L’altra settimana, venerdì, siamo partiti per la Sicilia intorno alle 13,00 da Roma. C’erano più o meno 42 gradi, un caldo porco in altre parole. Abbiamo messo l’aria condizionata a palla.
Abbiamo preso l’autostrada A1 dopo Lunghezza e ci siamo subito trovati in un mega ingorgo fra Valmontone e Colleferro. C’era una densità di veicoli assurda, soprattutto Tir. Bisonti della strada inferociti che vanno sempre velocissimo.
Visto che c’era la coda, mi sono mangiato un panino mentre guidavo e forse è stato lì che mi sono danneggiato il palato, che mi fa male ancora adesso. Non so se per colpa della crosta troppo dura e ruvida del pane di quel panino o per il bordo della pizza bianca che mi sono calato sempre lì, al volante in coda intermittente fra un Tir e un’auto che mi superavano a destra.
Comunque, adesso il palato mi fa meno male ma ce l’ho avuto irritato per cinque giorni.
In autostrada sono assurdi quelli che si mettono a 100 all’ora nella corsia centrale. Ma perché non si mettono nella corsia laterale, quella delle auto che vanno piano? Non lo capirò mai. Occupano la corsia centrale a babbo morto e poi arrivano gli zigzagatori, quelli che a 160 all'ora fanno la gimkana fra le macchine, fottendosene delle corsie pur di superare.
Io personalmente mi metto di solito nella corsia più lenta, a destra, ma molte volte mi capita di dover superare da destra i minchioni che vanno troppo piano che si piazzano nella corsia centrale.
A me il viaggio in Sicilia in macchina piace. La macchina è sempre tagliandata e pronta per il viaggio e sembra una NCC da quanto è comoda e sopraelevata per il guidatore. Diciamo che non è una macchina super scattante, ma è molto solida e non perde aderenza ed è centrata.
Guidarla è un piacere.
Io non amo troppo l’aria condizionata ma in viaggio me la devo tenere perché comunque fa calduccio.
Dopo Anagni il traffico si dipana e ci sono meno rallentamenti e quindi si va meglio, senza troppo stress da Tir impazziti.
Ci siamo fermati al primo autogrill mi pare a Cainello se non sbaglio. Ci siamo presi un caffè e ho rifatto il pieno.
Quando ho guardato il telefono, avevo ricevuto un messaggio inaspettato: “Paolo sei su Dago” e in effetti il mio articolo della mattina era stato ripreso su Dagospia. Non mi succede mai, quindi ero felice, e dall’autogrill l’ho comunicato al direttore e abbiamo condiviso questa bella soddisfazione.
Fuori dall’autogrill c’era uno stand della polizia direi, con dei cagnolini in adozione, contro l’abbandono dei cani. Due cagnolini nel caldo ma all’ombra in una gabbietta, un volpino e un altro piccolo. Poi quelli dello stand ci hanno dato un etilometro portatile anti alcol e due ciotoline portatili per i cani.
Siamo ripartiti e il viaggio è proseguito senza grossi intoppi da Avellino a Lago Negro, Cosenza e poi sul Pollino la salita. Una certa sonnolenza ce l’avevo, ma mi sono preso dei Pocket Coffee estivi, quelli con la cannuccia. Troppo buoni, sono una droga.
Abbiamo fatto un paio di mega telefonate in viva voce, poi verso le otto e mezza siamo arrivati a Falerna, la nostra tappa intermedia.
Ci siamo fermati al solito albergo dei camionisti di fianco allo svincolo e come al solito mi sono fatto la mia cena galattica, antipasto di mare, spaghetti alle vongole, fritto di pesce, mezzo litro di bianco, sorbetto a limone, caffè e amaro.
Mi sono rimpinzato come un’oca per il fois gras, come al solito, è una tradizione di inizio vacanze.
Tra l’altro il problema del palato, i graffi che mi hanno attanagliato per questi ultimi cinque giorni, potrebbero derivare dal fritto misto perché come al solito me lo sono divorato senza troppi riguardi e alcune cartilagini fritte dei calamari mi sono finite in bocca nel trituramento collettivo.
Insomma, la mia mangiata un po’ fuori controllo potrebbe essere alla radice di questo piccolo problema al palato che però, ci tengo a dirlo, ormai è in via di guarigione. Di notte non ho dormito bene per colpa dell’aria condizionata, di solito non la tengo mai accesa.
Ho fatto ginnastica sul letto, come mi capita tutte le volte che mi sveglio di notte, quindi molto spesso.
La mattina a colazione ci hanno messo fuori, vista svincolo, e non capivo cosa stava succedendo perché ho ordinato la colazione e poi dopo un minuto la cameriera è tornata a chiedere cosa volevamo. Le ho detto, ma te l’ho appena detto e lei mi ha detto, ok, allora deve essere venuta già mia sorella gemella a prendere l’ordinazione.
Ed in effetti è così. Era già venuta la gemella depressa prima, perché invece la seconda gemella era molto più allegra e affabile. Gemelle diverse.
Colazione un po’ scarsa, yogurt ma niente muesli, si vede che in Calabria i muesli non sono nella top ten delle colazioni, però un bel cornettone alla marmellata. C’era una tavolata di francesi che si mangiava questo mondo e quell’altro, omelettes e panini e mozzarelle. Un lauto pasto alle 8,30 ci mancava soltanto il fiasco di vino.
Il Moment contro il vino bianco della sera prima lo avevo già preso, al bagno non sono andato con principio di “tappo” intestinale da viaggio classico effetto collaterale di ogni allontanamento da casa.
Ho speso più per la cena luculliana che per la stanza. Ci sta.
Siamo ripartiti e abbiamo passato Lamezia Terme, il faro dove abbiamo trovato mille incendi in altri viaggi per fortuna lontani, ci siamo subito fermati all’autogrill per rifare benzina mi pare, poi giù fino a Rosarno non prima di aver fatto la salita panoramica meravigliosa sopra Pizzo Calabro.
Fra un cavalcavia e l’altro, siamo scesi giù verso Messina e ci siamo avvicinati all’uscita per i traghetti.
Come spesso mi capita, ho ceffato l’uscita per il traghetto a Villa San Giovanni, imboccando una falsa corsia. Invece di tornare indietro e rischiare di imboccare per sbaglio l’autostrada per Salerno, mi sono fermato e Pinuccia è andata a piedi a fare il biglietto del traghetto. Per fortuna eravamo davvero vicini e tutto è andato per il meglio.
Nessuna coda al traghetto, siamo saliti subito. Sono sceso e ho comprato un altro must, gli arancini del traghetto per dopo.
Siamo scesi e per uscire dal porto un casino assurdo di traffico ma alla fine ce l’abbiamo fatta. In Viale della Boccetta mi sono fermato dalla pasticceria per la pignolata, un altro must imprescindibile.
In autostrada ci siamo fermati all’autogrill e ci siamo fatti fuori l’arancino.
Poi, tutta una tirata fino a Scoglitti passando per i tunnel malefici dell’autostrada per Catania, dove il buio è totale. Pagato il casello dopo Taormina ecc. siamo passati da Misterbianco, in direzione Lentini – Carlentini e diramazione per Ragusa.
C’era un incendio sulle pendici dell’Etna ma per il resto tutto a posto. Nessuna bomba d’acqua né incendio per strada.
Alla fine eravamo carichi di valigie altrui, ma non troppo. Il mare qui è bello, c’è un problema con l’acqua in casa perché il motorino della cisterna si è danneggiato, pare. Anche se in realtà non si capisce cosa è successo. L’altra volta ci è finito un fulmine sopra. Pare.
Al mare allo scoglio di fuori i pesci sotto con la maschera si vedono bene, sono molto sgargianti e tendenti al blu con riflessi gialli. Ci vado sempre con la maschera, andare sotto mi piace.
Sulla sabbia in acqua ci sono i soliti pescetti che ti mordono le caviglie, quando stai in piedi senza muoverti.
Ieri abbiamo gonfiato un gonfiabile totalmente anti aereodinamico, ha la forma di una poltrona ma è impossibile sedercisi sopra in acqua, e mi sono preso due schienate assurde nel tentativo di sedermici sopra in acqua. Non ci provo più a salirci.
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