talentaccio

mi è tornata voglia di scrivere

07 marzo 2026

Mina Kebabbina

Praticamente, il motorino ho distrutto il motore. Vediamo se me ne trovano uno sostitutivo in qualche sfascio altrimenti devo cambiarlo. L’ho combinata grossa. E’ il secondo motorino che distruggo perché non ho cambiato l’olio.

E dire che come dice qualcuno l’unica cosa che ci si deve ricordare con il motorino è di cambiare l’olio. Ormai la frittata è fatta.

Se lo cambio, magari ne prendo uno un po’ più solido per le buche. Il Liberty è un trattore però le buche le senti tutte con gli interessi.

Domani mattina andiamo a tartufi. Ho tagliato il wuerstel per Mina a rondelline come premietto per il tartufo. E’ tutto pronto, ho già messo la sveglia alle 5,30.

Levataccia ma per andare a tartufi è meglio arrivare presto.

Questa settimana mi sono già svegliato due volte alle 5,30. Giovedì ero bollito.

Stasera ho terminato un pacco da 80 grammi di Alpenliebe, è vero che sono senza zucchero, però l’ho terminato nel giro di due serate. Come le ciliegie, una tira l’altra e non riuscivo a smettere.

Anche le caramelle quindi bannate dalla mia dieta, come le birre. Se ce le ho in casa me le bevo e la birra alla lunga gonfia come un pallone.

L’altra sera mi sono fatto riso e lenticchie, con il peperoncino, una vera delizia che rifarò molto spesso. Il riso con i legumi mi sembra davvero un’ottima soluzione per cena.

Stasera invece sono tornato al classicone, insalata con tonno e pomodorini. Ottimo.

Oggi avevo già mangiato il pranzo del sabato, pasta al pesto, petto di pollo e anche il dove, mirtilli con il latte. Non sono abituato a mangiare così tanto.

Oggi mi sono portato in casa la pala di Sant’Alfio che aveva acquistato ad agosto 2024, l’ho messa sul mobile nella mia stanza e ci sta benissimo secondo me.

Sono molto contento anche del tappeto rosso che ho messo in salotto, quello messicano con i pesci, è il tappeto che stava nella stanza di Pietro quando era piccolo addirittura in Via Boiardo. Si parla di un 15 anni fa più o meno.

E’ bellissimo e in ottime condizioni.

Il tappeto in salotto mi risolve il problema dello yoga. Prima mi dovevo sdraiare direttamente sul pavimento, gelido a volte, soprattutto quando devi appoggiare la guancia sinistra a terra oppure quando sei sdraiato sulla schiena e ti si alza (sempre) la maglietta.

A casa mi sono portato anche il mini presepe di Caltagirone, l’ho messo sulla Billy in salotto. Ci sta bene.

Insomma, la casa sta assumendo sempre più una sua fisionomia casalinga e vissuta. D’altra parte non potrebbe essere altrimenti anche perché vivendoci uno le dà la sua impronta. Più ci vivi e maggiore diventa l’imprinting.

In realtà questo post lo volevo fare parlando di un’altra cosa, ma me l’ero scordata. Mi è tornata in mente.

Ultimamente Mina, quando usciamo di casa, vuole sempre girare in via di Acqua Bullicante, a sinistra, e poi vuole attraversare la strada e procedere fino al Lidl. Oppure vuole andare in via della Marranella, la via dei Bangla.

Poi, quando facciamo i nostri giri di quartiere, è tutta contenta di passare davanti al Kebabbone. Mina Kebabbona o Mina Kebabbina, una volta si è calata un mezzo kebab che era rimasto lì davanti, lasciato a metà da qualcuno. Si vede che ha gradito perché ci vuole sempre passare davanti.


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05 marzo 2026

In salita

L’altra sera sono rimasto fermo a metà del Muro Torto con il motorino, che mi ha lasciato a metà in salita.

Un massacro andarlo a recuperare, non sto a dire il mazzo che mi sono fatto per spingerlo dopo che mi si è spento definitivamente in via Veneto e poi la deviazione che ho dovuto fare visto che davanti all’ambasciata americana era bloccata per una manifestazione.

Adesso il motorino è dal meccanico, in via Urbana, sto aspettando il verdetto sperando che non sia del tutto infausto.

Oggi abbiamo finito il nostro mega evento di lavoro, tutto bene, però ero sfatto perché due mattine di seguito sveglia alle 5,30 e poi senza motorino fino alla caserma dove c’era l’evento. Un bel tour de force che però è finito, in modo molto proficuo, quindi ne valeva la pena.

Oggi al ritorno ho portato Mina all’ex SNIA, è stata lei a tirarmi. Il parco è davvero bello ed è stato un bel relax uscire un po’ con Minetta che era molto contenta.

Sono tornato, mi sono un po’ sdraiato, poi mi sono fatto uno splendido riso con lenticchie e peperoncino. Ottimo e abbondante. Un pochino mi è pure avanzato per domani.

Mi ci vorrebbe un po’ di crema per le mani, ma l’ho finita. Ho le mani screpolate.

Niente, non ho crema in casa.

Il conflitto in Iran fa sempre più paura. Gli italiani nel Golfo stanno tornando tutti in massa, anche Big Mama è rientrata hanno detto al tg.

Travaglio parla contro l’invio di armi e massacra il Governo per l’invio di armi e dice che stiamo dalla parte dell’aggressore questa volta.

La situazione è critica. Siamo in salita.


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28 febbraio 2026

Incontri occasionali

L’altra sera avevo portato Mina a fare la sua solita passeggiata. Stavo tornando indietro dall’area cani e su via Malatesta ad un certo punto una donna esce da un negozio e mi si affianca.

Vedo che Mina è tutta contenta e si struscia sulle gambe di questa sconosciuta, che comincia a farle un sacco di coccole e ad accarezzarla come se si conoscessero già.

E’ vero che Mina è espansiva ma in questo caso la confidenza era davvero clamorosa. Tant’è che ci siamo messi a parlare con la donna, che a questo punto si è messa a camminare al mio fianco come fossimo conoscenti.

E spiritualmente lo eravamo, perché suo padre era padrone di non so quanti lagotti in campagna e lei li adora i lagotti.

Mi ha raccontato le gite di suo padre in montagna a tartufi, le cucciolate, mi ha descritto i cuccioli nati ad agosto. Io di mio le ho parlato della nostra cucciolata, di Ugo pasta al sugo e delle mie tartufate della domenica.

Cammina cammina, arriviamo ad un semaforo rosso per i pedoni e siamo anche contenti così possiamo continuare a parlare senza problemi, prolungando questa intimità improvvisa ed immediata.

Lei mi dice che è massaggiatrice e che con questa sua caratteristica è amatissima dai lagotti di su padre perché se li pastrugna a più non posso e anche Mina vedo che apprezza il tocco.

Poi, a Piazza Malatesta, le nostre strade si dividono. Nel giro di 500 metri fianco a fianco abbiamo raggiunto una confidenza quasi amicale se non parentale, il tutto è durato se va bene cinque minuti e poi è finito tutto in un secondo. Un nanosecondo e la massaggiatrice è stata ingoiata dal sottosuolo, penso che abbia preso la metropolitana.

Non la rivedrò mai più però livelli di questo tipo di confidenza si riservano a persone che si conoscono da lungo tempo e in profondità.

La nostra è stata una intimità che è durata un baleno. Sparita nel nulla. Ma lo scambio indubbiamente c’è stato e la maggior parte delle volte, nella vita, puoi conoscere qualcuno anche per anni senza che vi sia alcuno scambio reale pur frequentandosi per secoli.

Strano ma vero.

E così è tutta una successione di brevi inattesi momenti di inattesa e involontaria intimità, spontanea, per lo più con degli sconosciuti che non rivedrai mai più. Prima di questo momento intimo con la misteriosa massaggiatrice, personaggio vero lo posso giurare, ho assistito ad un litigio pazzesco a Piazza dei Condottieri. Ero lì che passavo con Mina e vedo questa copia di mezza età che sta litigando.

Potevano essere degli harleyisti, vestiti entrambi di pelle nera. Lui alto più di uno e ottanta, lei una nanetta se va bene di un metro e sessanta. Piccola ma incazzata come una iena con lui.

Chissà cosa avrà combinato, dalla tragicità e dalle storie tese della situazione sarà stata una serissima storia di corna oppure lui le ha fatto perdere una marea di soldi.

Fatto sta che prima i due si fronteggiano, lei gli sibila degli improperi contro, a voce bassa ma tesissima. Lui muto. Poi, a una certa, lei salta e gli dà una testata in faccia. Una mossa alla Antonio Inoki in piena regola, improvviso, e lui muto. Se l’è presa e porta a casa. Zitto si teneva il naso.

Poi hanno attraversato, hanno camminato fianco a fianco e lei era furibonda. Lui zitto.

Poi sono entrati in un portone, lui cercava di calmarla ma non credo che ci sia riuscito perché lei era fuori di sé. Chissà come è andata a finire.




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26 febbraio 2026

Yoga fai-da-te

Noemi ti amo Toni. Ognuno vorrebbe essere Noemi amata da Toni (scritto in caratteri più piccoli, neri). Scritta in rosso in via di Acqua Bullicante.

Oggi a correre lungo il perimetro di Villa de Sanctis, 54 minuti per 11 chilometri circa. Molto contento anche perché non avevo tanta voglia di correre.

Ieri in treno sono finito nel vagone con una scolaresca di Caserta, tre ore di viaggio nel bordello più totale. Ma anche bello.

Quando sono uscito a Termini sono andato nella direzione sbagliata, forse ero un po’ stordito.

Pietro ha passato il test di med tech e sono davvero fiero di lui. E’ stato molto bravo, tutta farina del suo sacco e sono cose importanti queste.

Il festival di San Remo quest’anno è imbarazzante. Ho cambiato canale.

Oggi è giovedì è quasi fine mese. Ottimo. Siamo quasi al weekend così mi riposo un po’. Sono un po’ stanco.

L’altra sera ho fatto il primo programma di yoga, bello e impegnativo. Yoga fai-da-te.

Ho le mani secche e screpolate, appena finisco di scrivere mi metto la crema per mani. Ho tagliato il tubetto perché non usciva più e sto pescando i rimasugli sulle pareti interne.

Ora vado a dormire.




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22 febbraio 2026

Carnevale cinese a Piazza Vittorio

Oggi c’è il carnevale cinese a Piazza Vittorio, me ne sono accorto bene perché sono arrivato in macchina e c’erano le strade chiuse. Si vedeva il corteo di China con il dragone sullo sfondo, ma di lì non si passa.

Ho girato come una trottola, sono andato di qua e di là, ma non ho trovato un buco manco a pregare in cinese. Sono finito praticamente a Colle Oppio, nada de nada. Me ne sono tornato verso casa e qui sotto ho trovato comodamente un parcheggio extra large.

Comodo e abbondante.

Sono salito a casa e mi sono fatto un super pranzo della domenica.

Tartare di scottona con tartufo brumale doc.

Pasta con pomodorini, olio, peperoncino e grana.

Caffè e frutta secca disidratata.

Ottimo e abbondante.

Poi, ho visto di sbieco la nazionale femminile svedese di curling vincere la finale olimpica contro la Svizzera. Troppo forti le svedesi. Ostiche.

Comunque, nel frattempo Portonaccio sta diventando sempre più casa mia soprattutto dal GRA ma non soltanto perché oltre Largo Preneste c’è questa opzione di Portonaccio che apre la strada verso nuove avventure.

Ieri sono passato al Carlo Felice e al bar c’è ancora quello che c’era quando Pietro era piccolo e imparava ad andare in bici lì. E’ un po’ più ciccio, ma neanche troppo. Saranno passato 10 che dico 12 anni.

Fra poco mi vorrei vedere la finale di hockey Usa-Canada. Se non altro per vedere le mazzate che si daranno.

Promettono scintille.




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19 febbraio 2026

Fiera di Roma, cattedrale nel deserto

Oggi siamo stati in uno dei peggiori no man’s land della storia moderna, vale a dire la nuova Fiera di Roma.

Incastonata nel nulla, la fiera si staglia imponente in mezzo alla campagna. Ci mancano le mucche a brucare negli immensi parcheggi che la circondano, nell’erba alta e secca che spunta dall’asfalto. Parcheggi inspiegabilmente inaccessibili.

E dire che oggi di macchine ce n’erano eccome, visto che era in programma il test di ammissione a medicina per il Campus Biomedico. Centinaia di ragazzi con centinaia di genitori al seguito per portarli lì, nel nulla della Fiera di Roma. Un nulla clamoroso, che grida vendetta. Un nulla inspiegabile. Come fa ed essere ridotta in queste condizioni penose di abbandono? E' un luogo spettrale. Osceno.

Un posto così disgraziato difficilmente me le ricordo.

Osceno.

Un tipico esempio di architettura industriale devastata dal tempo, dall'incuria, dall'abbandono, dal fallimento.

Zero manutenzione.

Ruggine a cielo aperto.

Un’opera faraonica totalmente lasciata a se stessa. Tutto chiuso. Manco un baretto sfigato e nessuno spazio di accoglienza previsto per le centinaia di genitori e accompagnaoti delle centinaia di ragazzi che si sono presentati per la prova di ammissione in inglese stamattina. Tutta la mattina nel nulla. Un'esperienza difficile da descrivere. Ti senti ostaggio di una situazione e di un luogo sconcertante per la sua inadeguatezza e inospitalità.

Noi ci siamo presentati in taxi e abbiamo fatto anche bene, molti genitori sono venuti in auto e hanno passato le lunghe ore d’attesa - tutta la mattina - dentro agli abitacoli. Parcheggiati dove non avrebbero potuto, visto che tutti i parcheggi immensi erano non so perché impraticabili e con l’erba alta.

Perché i parcheggi sono chiusi?

La cosa incomprensibile, perché gli organizzatori del test non prevedono degli spazi per i genitori al seguito?

Dove pensano che passino il tempo di attesa in questo nulla, in questa bolla dello spazio-tempo, in questo posto agghiacciante, decadente, immenso e inaccessibile allo stesso tempo?

Con Giusy siamo stati costretti a camminare diversi chilomentri, sferzati dal vento - per fortuna non pioveva - verso la strada alla ricerca di un bar, che abbiamo trovato alla fine in un distributore di benzina.

Lì c’erano altri genitori. Che come noi stavano seduti in questo bar di una stazione di servizio nel nulla più assoluto che, in teoria, non dovrebbe avere niente a che fare con la nuova Fiera di Roma, una cattedrale nel deserto da paura che mi ricorderò per tutta la vita per lo squallore che emana.

E dire che, se va bene, avrà una quindicina di anni. Ridotta male. Abbandonata.

Poi, all’uscita del test verso mezzogiorno passato, siamo andati vero il treno. Ma siamo andati a naso, a intuito. Nessuna indicazione. Pazzesco. Non una freccia. Nel nulla della campagna e delle stradone extra urbane. Per fortuna che abbiamo visto in lontananza i treni passare, così abbiamo intuito la direzione e abbiamo raggiunto la stazione e siamo telati veloci come fulmini.

Domani il nostro Pietro, eroico, ha il test in italiano. Fa doppietta e torna alla Fiera di Roma. Io non sarò della partita, non ce la faccio due giorni di seguito e domani ci saranno oltre tutto 2.500 ragazzi per il test in italiano, oggi erano soltanto 300-400 perché era in inglese. Speriamo che l’esperienza di oggi sia un tesoro per il test di domani per il nostro eroico Pietro. La Fiera di Roma, un'esperienza da non ripetere.




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18 febbraio 2026

Un po’ di Qi Gong

La carbonara è Yang e Rita è Yangissima quando fa Chué.

Lory, tu sei talmente Yang che quasi non entri nella sala da ballo del centro anziani da quanto sei Yang, ma continua così nella tua yangitudine. Ci piaci così, super Yang.

La minestrina è Yin e anche la tisana, la birra è Yang il Negroni è Yangissimo.

Lo shen veleggia e il fegato è il nonno di tutti, secondo me, anche se non lo sapeva.

Insomma, il fegato non ce la racconta giusta.

Il daimai me lo ricordo, è il meridiano cintura.

Le palline nei polmoni anche me le ricordo, le visualizzo. E il giallo della milza e il verde del fegato pure.

Il cavallo super Yang bisogna dargli una camomilla Yin.

Il tibao è Yin.

Camminare all’indietro è Yin, la doccetta energetica è Yang.

Il cuore è l’imperatore.

Lunga vita al cuore e tutto questo per dire che il mercoledì è sempre un bel giorno e che ti vogliamo bene Lory, anche se il nonno dei reni non si sa che è.

Il fegato non ce la racconta giusta, però.

E' il nonno di tutti, ma non lo sapeva.




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