talentaccio

mi è tornata voglia di scrivere

19 settembre 2026

Un incontro bellissimo

Oggi è il mio compleanno, 55 anni. Mi ricordo da ragazzino quando vedevo qualcuno che aveva 55 anni, tipo mia zia e poi anche mio padre dopo, pensavo che erano dei vecchi catorci decrepiti.

Oggi ci sono arrivato anche io ma non mi vedo così, anzi. Mi sento più giovane oggi a 55 anni di una ventina o trentina di anni fa.

Ieri in motorino glielo dicevo a Luca che stava dietro che dentro di me non è cambiato nulla e che mi sento lo stesso di sempre, lo stesso di quando ero un ragazzino.

Magari con un po’ più di esperienza, nel senso che sono passati tutti questi anni e tutta questa vita, ma per il resto non mi sembra che sia cambiato nulla dentro di me. Mi sento lo stesso di quando ero un ragazzino e mi dirai forse è normale così.

La differenza è ovviamente l’aspetto, la pelata incipiente, l’artrite, il rimbelinimento, il fatto che non mi ricordo un belino e che ormai ho la memoria a breve termine di un canarino.

Invecchiare alla fine è restare uguali dentro di te mentre il tuo corpo diventa un catorcetto anche se nel mio caso devo dire che sono più in forma ora di una decina di anni fa.

Oggi ci sto molto più attento, vado a correre, mangio meno, non mi compro alcolici per non bere così non cado in tentazione. Non fumo più da 7 anni.

Insomma, sono quello che si suol dire un giovane vecchio. O un vecchio giovane. Sono entrato in quella categoria di gente che ha fatto il suo ingresso nella vecchiaia, nella terza età, ma in quella categoria è fra i più giovani. Sono vecchio, ma per essere vecchio sono giovane.

E’ vero anche che probabilmente quando ero giovane ero un vecchio dentro, ma questo è un altro discorso e poi non mi ricordo molto bene come ero da giovane. A volte penso che questa cosa che ti dimentichi di tutto è positiva.

Comunque, oggi nel giorno del mio compleanno mi è successa questa cosa curiosa. Praticamente, ero sotto casa che stavo facendo uno squat (uno yogi squat ho scoperto, lo faccio senza sapere di farlo, ma comunque lo faccio, mi viene spontaneo) dopo aver finito di correre. Mi tiro su e c'è un signore con gli occhi azzurrissimi che mi guarda e mi fa: "Ammazza, come fai a stare giù così", tutto ammirato. Me lo guardo e gli dico "Sai sto sempre al computer, così mi sciolgo un po' i muscoli". Lui mi chiede: "Quanti anni hai?". Gli dico 55. E lui mi fa: "Io ne ho 80". Sono stupito, "non li dimostri proprio", gli dico. E lui allora mi si avvicina e con la mano alla bocca, un po' sottovoce, con la mano a conchetta mi dice nell’orecchio "Il mio segreto, non ho mai lavorato troppo", e ridacchiando se ne va. Un incontro bellissimo.

Un mito, un segno inconfutabile del destino, un messaggio dall’aldilà con tutti i crismi. So cosa devo fare per il resto della mia esistenza, che sarà certamente ancora lunga e intensa. I miei primi 55 anni.

Oggi siamo andati a Monti con Pietro. Volevamo festeggiare alla Suburra, ma stranamente e in modo inatteso era chiusa. Allora siamo finiti al Chicco di grano, un ristorante dove andavamo sempre quando Pietro era piccolissimo, perché gli mettevano il seggiolone dentro, ed essendo grande il locale poteva fare tutti i suoi casini senza problemi. Senza che nessuno si lamentasse e in quel ristorante erano tolleranti con i bambini piccoli casinisti. Pietro nemmeno se lo ricordava, io sì. A me sembrava davvero che fosse ieri con quel seggiolone e i suoi casini di bambino piccolo. Ma sono passati quasi 20 anni, lui è un giovane uomo e io sono un giovane vecchio.


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15 settembre 2026

Camel trophy

L’altro giorno a Genova abbiamo preso la macchina e abbiamo deciso di fare una gita. Siamo andati presto, di mattina, e abbiamo fatto tappa verso l’altro lato, alla fine della sopraelevata.

Che strana sensazione riprendere la sopraelevata dopo tutto questo tempo e trovarsi di fronte la Lanterna e il porto, il Porto Antico e poi il Matitone. Palazzo San Giorgio. L’uscita per Busalla che non abbiamo preso. Il porto e l’autostrada sopra la testa.

Usciti poi arrivare a Sampierdarena e fare tutte le delegazioni, una dopo l’altra.

E’ stato molto bello, come sempre, ad un certo punto mi sono dovuto fermare al bagno e al bar sono stati super gentili, caffè un euro e trenta gli ho lasciato una mancetta strameritata.

Cornigliano, Sestri Ponente, Multedo, Pegli, Voltri e ad un certo punto un campo di calcio dove una vita fa abbiamo giocato con i New Jamaicans. Poi il gran premio della montagna in questa stradina strettissima fino all’agriturismo dove abbiamo mangiato come dei sopravvissuti ma eravamo pieni come un uovo dopo l’antipasto.

Però che buono tutto, soprattutto le lasagne con il pesto.

You bloody Italians, you always talk about food.

La prossima volta spero di fare un’altra gita ma meno avventurosa, con un bel parcheggio facile e in pianura. Non sarà facile, siamo in Liguria e si sale sempre prima o poi.


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Movie night

Ieri sera mi sono visto con Pietro e ci siamo fatti una movie night. Spero che replicheremo a breve, è stata una bella serata insieme.

Ho portato il pesto che mi ero portato da Genova e ci siamo fatti tre etti di trofie al pesto. Le trofie le avevo appena comprate al Castoro, di fronte a casa, delle trofie pugliesi Consilia. Tempo di cottura 18 minuti.

La serata è stata davvero carina, ho portato anche due bottigliette da 33 Cl di Tennent’s e una birra da 66 cl Raffo. In realtà, a casa ci siamo bevuti due Corona che c’erano già in frigo, io ci ho messo dentro anche il limone e il sale intorno alla bocca. Ottima e fresca.

La Tennent’s dopo me la sono bevuta pure.

Di trofie ce ne siamo preparati tre etti, 18 minuti di cottura tanti ma poi erano davvero buone.

Ci siamo fatti una super mangiata e poi abbiamo visto un bel film scelto da Pietro, Total recall del 1990 con cast stellare: Arnold Schwartznegger e Sharon Stone, che per tutta la sera ho confuso erroneamente con Kim Basinger.

Il film davvero bello, della mia epoca, con effetti speciali belli ma non robotizzati come lo sono quelli dei film di oggi. Allora l’AI non c’era e il digitale nemmeno era così invadente nell’industria cinematografica.

E’ curioso che un film del 1990 sia rimasto impresso a Pietro che ha soltanto 19 anni, questa sua passione per film che ai suoi occhi sono datati mi piace e mi permette inoltre di vedere dei film della mia epoca, del mio tipo, che mi si attagliano di più rispetto a quelli super moderni e pieni di AI che si fanno oggi.

Alla fine della cena ci siamo presi anche un po’ di pignolata, quella che mi ero riportato io da Messina l’ho finita quasi subito. E dulcis in fundo un Jaegermeister ghiacciato, nel bicchiere apposito anch’esso ghiacciato perché infilato in freezer con la bottiglia. Al termine di tutto un caffè in capsula.

Durante la serata ho pure rimediato un paio di Levis 501 chiari, che non vanno bene a Pietro e che a me sono soltanto un po’ grandi ma con la cintura sono assolutamente utilizzabili. Insomma, una bella serata con mio figlio e spero di replicare al più presto.


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06 settembre 2026

Sto usando le mie Crocs come scarpe da tutti i giorni. Faccio bene?

Un paio di settimane fa sono stato costretto a buttare le mie Birkenstock per raggiunti limiti di età. Quei sandali mi accompagnavano da diversi anni, non so quanti, ed erano assolutamente arrivati al capolinea.

Le mie Birkenstock in fase terminale stavano perdendo la gomma sotto, che si stava staccando dal sughero, che a sua volta si stava tutto bucherellando.

Per sostituire le Birkenstock ho cominciato ad usare le Crocs anche in città. Considera che fino a quel momento le Crocs le avevo usate soltanto nel periodo estivo al mare e d’inverno come ciabatte, in casa. Mai fuori come scarpe per uscire normalmente in città.

Adesso invece ho cominciato a usarle anche per uscire, così come delle altre ciabatte azzurre, di plastica, simil Birkenstock che mi piacciono molto e che ho pagato 6 euro al supermercato Super Conveniente.

Con le Crocs fuori mi trovo abbastanza bene, anche se sono danneggiate ed entrambe hanno perso la linguetta. Una delle due linguette l’ha mangiata ancora il cane Ugo, mentre la seconda l’ho dovuta tagliare io perché era rimasta appesa con lo scotch. Adesso almeno sono simmetriche, entrambe senza linguetta.

Oggi, dopo una discreta camminata con le Crocs, mi è venuta una piccola vescichetta laterale dove c’è il bottoncino interno della linguetta.

La domanda del sondaggio è chiara: faccio bene ad usare le Crocs (ma anche le finte Birkenstock di plastica a ciabatta) come scarpe per uscire tutti i giorni in città?

Visto che ci sono aggiungo anche una seconda domanda al sondaggio: le Crocs (ma anche le finte Birkenstock di plastica) possono essere utilizzate con le calze?



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Domenica relax

Praticamente, non so cosa fare allora scrivo sul blog. Oggi è domenica, mi sono svegliato presto e subito sono uscito con Mina. Ne ho approfittato che erano ancora le sette più o meno così non faceva ancora troppo caldo e ho fatto una bella passeggiata.

Mina contenta. Ha odorato tutte le pisciate del quartiere e anche di più. Contentezza.

Poi siamo tornati a casa, ha fatto la pappa mentre io facevo colazione.

Ho letto su Instagram che lo yogurt greco gonfia e il fekir no. Ma sarà vero?

Io lo yogurt greco lo mangio tutti i giorni. Non mi sembra che gonfi.

D’altra parte io sono lo stesso che diceva di me stesso “sono un po’ calvo” ma mi sono sentito dire “no, non sei un po’ calvo, se proprio calvo”. Quindi potrei essere super gonfio di yogurt greco a mia insaputa.

Poi mi sono finito di leggere il giornale di ieri, la Stampa.

Poi, ho fatto qi gong sdraiato. Ho fatto pesi, con i pesi da un chilo la mia solita routine, mi sta venendo un fisico pazzesco, ma magari poi mi diranno che non è vero. Vediamo.

Nel frattempo Mina mi si è messa sul letto, sdraiata sul giornale, al mi posto, ci mancava che si mettesse le mie mutande e diventava la mia controfigura. Mina l’usurpatrice.

Poi, sono uscito ancora un secondo, a comprarmi il giornale di oggi, la Stampa era finita e ho comprato il Messaggero, era l’unico rimasto. Non c’era nemmeno più il Correre della Sera.

Il Messaggero è un quotidiano d’altri tempi, sembra un quotidiano anni ’90 come format. Sembra un quotidiano da bar, con tutto l’inserto di Cronaca di Roma che praticamente è un altro giornale nel giornale.

E’ talmente un giornale da bar, che adesso vedendo il Messaggero sul tavolo di casa mi sembra di essere al bar e magari fra un po’ arrivano gli avventori e cominciano a parlare della vittoria della Roma al 93esimo di ieri sera.

Io ieri sera sono andato a letto presto, però per i due gol della Roma all’89esimo e al 93esimo mi sono svegliato di soprassalto per le urla belluine del mio vicino di casa romanista. Un esaurito vero, che urla come un pazzo ogni volta che la Roma segna o subisce un gol.

Maledetto, mi ha svegliato. “Goool, goool, mortacci tua, gooool”, urlava. Maledetto, stavo già sognando e mi ha svegliato tra l’altro di soprassalto e non me ne potrebbe fregare di meno visto che non tifo per la Roma.

Alle 15,00 oggi c’è al finale per il secondo e terzo posto dei campionati femminili di pallavolo, Serbia-Polonia. Non penso di vederla. Vedrò invece alle 18,00 la finale Turchia contro Italia, a Istanbul. Devo ammazzare ancora tre ore e mezza per arrivarci, ma non penso che sarà un problema.

Probabilmente mi ammazzerò di televisione. La televisione al pomeriggio della domenica ci sta sempre.

Il mio problema è lo zapping compulsivo, per fortuna ho i miei canali preferiti cha sono il 38 e il 39 del digitale terrestre, Giallo e Top Crime.

Giallo e Top Crime sono i miei canali preferiti, sono la colonna portante della mia dieta mediatica. I miei programmi preferiti sono su questi due canali Mediaset sicuramente troppo sottovalutati dal grande pubblico, ma fondamentali per la mia tenuta psichica e quotidiana. Fra i miei programmi preferiti ci sono l’Ispettore Barnaby (il vecchio, non il nuovo anche se pure lui non è disprezzabile); il commissario Maigret (quando riesco a vederlo dall’inizio, la domenica sera, e quando riesco a capirlo, non sempre); Delitti ai Caraibi; l’ispettore Morse; Law & Order (tutte le sessantadue serie); Closer. Non mi piacciono invece Shetland, Vera, l’ispettore di Chelsea, quello neozelandese (Brockenwood?).

Barnaby è il mio idolo, peccato che di solito lo becco già iniziato. La cosa che mi piace di più di Barnaby, e il motivo per cui lo guardo anche se è cominciato da ore, è il pub. Spesso e volentieri ci sono delle scene girate nei vari pub del villaggio e dei villaggi vicini e i pub inglesi ti fanno venire voglia di essere lì, a farti una pinta mentre giochi a freccette durante la puntata.

Non so cosa darei per essere una comparsa in una puntata di Barnaby, mentre gioco a freccette in sottofondo con la mia pinta mezzo bevuta di fianco.

A questo punto, è arrivato il vero motivo per cui sto scrivendo oggi. Vorrei lanciare una petizione su Change.org per imporre l’inizio del prime time televisivo sulla Rai al massimo entro le 20,30.

Una volta era così, ormai l’andazzo è cambiato completamente e il prime time di Rai Uno e Rai Due non comincia mai prima delle 22,00 o giù di lì. E’ assurdo. La Rai è servizio pubblico e costringe i telespettatori, che pagano il canone, ad aspettare i comodi loro dei giochi per cominciare il film o il programma della prima serata. A me questa cosa impatta il lunedì sera, quando ci sono su Rai Uno le repliche del Giovane Montalbano. Io il Giovane Montalbano me lo vedo, è un programma che mi piacerebbe tantissimo che spostassero su Giallo o Top Crime, ma me lo devo sorbire sulla Rai dove la pubblicità è un po’ meno però se mi cominci il programma alle 22,00 prima delle 23,40 a letto non ci posso andare. E il giorno dopo quando mi alzo alle 6,30 è un problema.

Lo stesso problema mi si pone anche la domenica sera quando danno Maigret sul Top Crime.

Altri canali che mi piacciono il Tivù, sul digitale terrestre, sono il 58 e il 60, rispettivamente Rai Sport e Sportitalia. Quando faccio zapping il mio ordine pre-costituito è: 38, 39, 58, 60 e poi riparto dall’1 a seguire. Un canale che ultimamente mi attira molto è il 35, Focus. Facendo zapping, in questi giorni ho visto che fanno diverse trasmissioni sugli Ufo. Ci sta tutta. In realtà, su Focus il sito e la rivista ci lavorerei molto volentieri. In questi giorni gli mando il curriculum spontaneo.

Devo ammazzare ancora un bel po’ di tempo prima delle 18,00, adesso sono le 14,45. Scriverò da più o meno una mezzoretta.

Faceva talmente caldo adesso che mi sono tolto la maglietta e i pantaloni corti e sono rimasto in mutande.

Si schiatta ancora.

Fra un po’ torno a letto a riposarmi.

Prima verso l’una ho mangiato, avevo fame e mi sono fatto tre uova fritte con il formaggio. Buone. Ci vogliono cinque minuti a prepararle. Mentre erano lì in padella ho riempito la saliera, era vuota da otto mesi nel senso che non l’avevo ancora riempito il porta sale. Ci ho aggiunto anche qualche chicco di riso. L’unica cosa, come si fa a riempire il salino senza rovesciare il sale? Io ho fatto piano piano sul lavandino, però un po’ lo rovesciato fuori. Probabilmente esiste un modo per farlo senza rovesciare niente.

Da un po’ di giorni ho un leggero dolorino al retto femorale sinistro che si riacutizza ogni volta che vado a correre. So che l’unico modo per farlo passare sarebbe smettere di correre finché non sparisce. Però non penso che lo farò. Vediamo se non passa da solo. Ieri ci ho messo un po’ di arnica, mi ha fatto bene. Dovrei comprarmela.

Ma non penso che lo farò.


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04 settembre 2026

Una bella magnata

L’altra settimana gran bella magnata di addio alle vacanze all’Hotel Magic di Atena Lucana.

Primo, gli ziti alla genovese sono un famosissimo primo piatto della tradizione napoletana, costituito da un saporito ragù bianco a base di carne e una grandissima quantità di cipolle cotte a fuoco lento per ore.

Poi, nell’attesa, i panuozzi.

Da bere un bianco, Fiano.

Di secondo, un kebab alla greca di pollo, un mix fra kebab e insalata alla greca. O meglio, un’insalata alla greca con il kebab.

Per finire, un dolce al cioccolato con il cuore caldo e il Jefferson con l’alloro, tocco chic.

Il Magic sempre una sicurezza dal punto di vista culinario.


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Una pinta di birra

Ieri sera siamo usciti e ci siamo fatti ina Guinnes. A me la Guinnes piace, ogni tanto. E’ un po’ amara, in realtà. Però una volta ogni tanto mi piace.

Ultimamente per altri motivi ho bevuto qualche volta la Tennent's. Mi piace anche se è piuttosto forte.

A me di solito la birra in bottiglietta da 33 cl non mi fa impazzire. Però la Corona si può bere soltanto in bottiglietta, con dentro la fettina di limone e il sale intorno all’imboccatura.

La Corona mi piace, è dissetante.

Mi piace anche la Messina, quest’estate abbiamo comprato la Messina al melograno, non era male ma alla fine sembrava più che altro una trovata pubblicitaria. Sapeva di birra normale.

Mi piace anche la Nastro Azzurro, la Moretti e la Peroni. Però queste birre di solito sono in bottiglia da 66 cl.

Da 33 cl non mi dispiace la Heineken e la Tuborg, anche se alla fine queste sono birre che trovi anche da 66 cl o in lattina.

Le birre in lattina sono più ignoranti, tipo la Wuber. La Dreher, che mi ricordo anche da 66 cl.

C’è poi la Ichnusa, in bottiglietta da 33 cl, da 66 cl ma anche in lattina.

La Guinnes in lattina nera è una rarità.

Poi ci sono le lattine grandi di FAXE, sia quella bianca sia quella nera. Molto belle quelle lattine così grandi.

Però direi che il modo migliore di bersi la birra è nel bicchiere, alla spina chiara. Una pinta. Il classico bicchiere da pinta è un’opera d’arte, secondo me. Mezzo litro di birra bevuto nel modo più giusto, nella pinta.

Adesso una birra me la farei tranquillamente.

Un momento molto bello per bersi una birra è anche dopo aver corso, è molto dissetante.

In effetti, se hai sete la birra è una bevanda ottima.

Ultimamente ho bevuto anche dei radler, che sono la birra più la limonata, sono buoni.

E’ buona anche la birra Poretti, che come boccale ha il classico boccale con un manico di vetro. Me lo ricordo dalla birreria Poretti a Milano, vicino allo Smeraldo. Anni fa ci sono andato. La Kronembourg, la Paulaner, la Franziskaner, la DAB, la Foster. La Ceres.

Invece, il mio pub preferito a Roma, il Marconi vicino a Santa Maria Maggiore, lo hanno chiuso la scorsa state e sostituito con un posto turistico che si chiama Tonnarello. Una tragedia vera.

C’era anche il gulash nel menù, anche se di solito prendevo sempre il misto di wuerstel. Con i crauti.


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